GS9

CORRADINO GIORGI A FRANCESCO SFORZA
17 marzo 1458, Ginevra. Documento con parti in chiaro e in cifra.

Illustrissimo signore mio. Per confirmatione de quelo ho scripto a vostra signoria per lo cavalaro dela praticha del re de Franza et de Iohane da Mansin et dela liga, questa matina, retrovandome cum domino Iohane de Compesio, dicto signor de Toreno, per lo acordio dela differentia ha con Iacobo Berreta, me ha usato dicto misir Iohane le infrascripte parole formale: «Coradino. Non so se tu sapie li zentilomini, conti, baroni et cavaleri de questo stato de Savoia esser divisi doe parte, dele quale monsignor lo maneschalcho è capo de l’ina, la quale è tuta franzosa, senza alcuno mezo, et quela al presente guberna et rege questo stato al suo modo et como gli pare, como tu vedi, non pesando sulo honore né su el bene né sul’utile de questo nostro signore, ma de adinpire li soi pesire et voluntate, et noi altri, quali al presente non semo de stato né de guberno he che cognosemo questo nostro signore esser cumdicto a tanta subiectione che non ardische fare se no como voleno, e noi, che amemo el nosro signore et lo suo utile he honore, voremo prendere modo et via de liberarlo de tanta subiectione, unde cognosemo questo non ne potere seguire senza lo favore et inteligencia de alcuno altro signor, et maxime del tuo signore, duca de Mediolano, el quale, s’el volese che se intendesemo cum sua signoria, lo faremo fare liga et bona inteligencia cum questo nostro signore he in modo che lo dicto signor nostro se liberarea da tanta subiectione de questi franzosi, como soa signoria hè desiderosa, che sarebe grande utile del XX prenominato tuo signore, duca de Mediolano, et del stato suo he del nosro signore, he, non volendo dicto signore tuo havere la nostra inteligentia, ne sarà forza, per stare a casa nostra, haderirse cum la parte nostra inimicha, la quale continuamente praticha cum franzosi de metere gente d’arme insema et pasare li monti per andare adoso al duca de Mediolano, il che cognoso sarà gram detrimento de l’uno e l’altro stato» XX. Et che questo me lo dicea in confessione, ma era contento ne advisase vostra signoria cum questo: che non volea dicesse haverlo da luy. Io, dubitando de non falire, non gly fece resposta alchuna, ma ly disse ne advisarebe vostra signoria de bona voglia et che non specificarebe da chy havesse questo. Et tunc me disse: «Quando tu haverai habuto resposta, parlerame, ché te dirò dele altre cosse che piacerano e sarano utile al signor tuo». Io gly fece instantia me lo dicesse alora, aciò ne potesse advisare vostra signoria. Dysse non volere per alora. Item aviso vostra signoria che questa hè le casone per la qual cerchano che quelo Glaudio de Langino XX vegna da vostra signoria per quela via ho scripto. Item intendo che lo gubernatore de Ast, lo quale se aspeta qui de hora in hora, ha inteligencia cum Arcembaudo de fornire Centalo ha nome del duca d’Aurliens et per questa casone ha gente d’arme sono in Ast se meteno in ponto, aspectando dicto gubernatore de Ast XX. Altro non me acade al prescente. Me recomando a vostra signoria, la qual Dio conserva et augeat ad vota. Datum Gebenarum die 17 marcii 1458.
Eiusdem dominationis dominationis vestre fidelis servus Conradinus de Georgis etc.

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