1.1.11. Lettere in serie: da SG19 ed SG19-PS a GS22

In GS22, dell’11 maggio, dopo avere segnalato che «A VIII del prescente, a hore XXII, […] recevete le de vostra signoria» [24], Corradino Giorgi prosegue scrivendo di aver effettuato in base a quelle un’ambasciata a Ludovico di Savoia, il quale ha risposto «de parte imparte» quanto riportato di seguito (Tabella 13, punto 1): in base alla successione degli argomenti possiamo identificare una delle missive di cui l’inviato milanese segnala la ricezione con SG19 (la corretta sequenza dei punti della stessa SG19 è 2, 3A, 4A, 3B, 5, 4B, 6 e 7).

Tabella 13

Da SG19 (1 maggio)

a GS22 (11 maggio)

1

L’ambasciata di Corradino Giorgi a Ludovico di Savoia

  A VIII del prescente, a hore XXII, per lo prescente cavalario recevete le de vostra signoria, le qual intexe la domane matina fece l’ambasciata de vostra signoria a questo illustrissimo signore, per resposta dela qual, respondendo de parte imparte, dice:

2

L’ambiguo comportamento sabaudo

Ma perché la excellentia soa afferma che le novitade facte contro lo conte de Tenda et le altre terre de messer Aluyse sono procedute preter et ultra la mente et ordine de soa signoria et che delibera provedergli cum mandare ad revocare quelle genti et a dare opera de havere Centallo et Arcimbaldo in soa possanza, quantumque nuy vogliamo credere che la disposicione soa sia conforme ad le soe parole et che cum nuy non usaria simulatione né fictione, tamen ad nuy è ricordato per quelli che fanno per dicto meser Aluyse che non è verisimile che soa signoria habia dispositione de volere realmente procedere a dicta liberatione et restitutione, ymmo che tutte queste sono arti et parole per protrahere la cosa in longo, dicendo non essere credibile, se cossì fosse, che fra tanto tempo soa signoria non li havesse rimediato, item che, essendo Centallo in forze dela soa signoria, come se dice che è, vel saltem ritrovandosi Arcimbaldo in campo cum le altre genti soe, facile cosa gli seria potere disponere et de Arcimbaldo et de quella terra ad suo arbitrio. et primo che simulatione né fictione non gly hè alcuna, como apare evidenter per la relasatione de domino Aloysse et per la transmisione de frate Zorzo da Piozascho ala revocatione dele offesse he restitutione dele cosse de dicto domino Aloysse, […] como per altre mie date alo ultimo de aprili et al scecundo et quinto del prescente ha potuto intendere vostra signoria, et che vostra signoria scia informata che soa signoria habia né Centallo né Arcimbaldo in soa posanza hè male informata, ma, sce Dio gly presta gratia gli l’habia, che ne farà talle dimostratione che vostra signoria cognoscerà l’haverà habuto in soa podestà et che vere et cordialiter sarà proceduto, […].

3

La fideiussione richiesta a Ludovico Bolleri

3A

Ad la parte dela fideiussione che ricercha la signoria soa da meser Aluyse de ducati Lm per promesse de gentilhomini in Pedemonte […] et che nuy etiam debiamo prestare cautione di questo etc. nuy non poca admiratione habiamo presa di tale richiesta, però che lassiamo stare che la natura de questa cautione che si domanda de tanta quantitade et de quelli gentilhomini è molto difficile, né dicamus impossibile, et bisogna che questa executione sia molto longa,

3B

licet luy monstrasse fare volunteri, come quello che verisimiliter se conduria ad fare questo et magiore cosa per ussire de prigione et reintrare in casa soa, nondimeno non è da credere lo facesse spontaneamente, ymmo come sforzato.

Ala parte dela fideiusione dely Lta milia ducati etc. responde soa signoria che non hè difycile, longa nec coatta, et primo che dicto domino Aloisse hè stato quelo l’à proferta […].

4

A proposito di Renato d’Angiò

4A

ma non intendemo ad che sia necessario, essendo meser Aluyso nostro adherente et havendo luy ratificato la lega, come consta per solemni instrumenti, ch’el debia astringersi ad novi vinculi et obligationi, […],

4B

Preterea, daresemo grande cagione alo re Renato de dolerse grandemente de nuy quando prometesemo per tale obligatione la quale domino Aluyse non poteria fare in preiuditio del prefato suo signore re. […].

Ala parte dele nove obligatione in preiuditio dela liga he del re Renato dice soa signoria che le obligatione fa dicto domino Aluysse verso soa signoria sono de non ofendendo, le qual sono licite he honeste, et prima perché le fa con reservatione fidelitatis regis Renati, et che ala parte dela liga non altro voleno ly capituli dela liga che ly conligati l’uno l’altro non se ofendano. La reservatione dela fidelità del re Renato hè vero, licet non scia in quella, he mandarà a vostra signoria, però ch’è facta da poy.

5

La confessione di Ludovico Bolleri

[…], constringendosi mo luy ad novi obligi, maxime sub pretextu ch’el debe haver confessato haver fallito, […], la qual cosa, como tu say, luy semper constantissimamente ha negato et nuy, facendo tal promissa, confessarissimo il contrario de quelo habiamo semper affermato a tute le signorie de Italia, et per questo non poria essere senza nostro gravissimo carico et vergogna. Ala par dela conffesione fa dicto domino Aloysse etc. responde che ha dicto domino Aloysse hè stato et è licito confessare tuto quelo gly parea fosse lo vero, licet che in la confessione fa non confessa cossa possa redundare a vergognané a preiuditio de dicto domino Aloysse, de vostra signoria né de tuta la liga.

6

La richiesta di liberare Ludovico Bolleri senza alcuna nuova obbligazione

El perché volemo che, ritrovandoti cum lo prelibato illustre signore, di novo, per nostra parte, richiedi, conforti et pregha soa excellentia a volere liberamente lassare dicto meser Aluyse et restituirli le terre et cose soe senza obligarlo ad altra nova et insolita fideiussione, […]. Ala parte dela liberatione he restutione de domino Aloysse senza altra obligatione etc.dice soa signoria che la liberatione e restitutione de dicto domino Aloysse non hè facta sce non como ha proferto e dicto lo prenominato domino Aloysse è stato grato et quelo hè stato grato alo soprascritto domino Aloysse debe a questa parte esser grato a vostra signoria.

7

Il caso di Tommaso Moroni da Rieti

Ulterius, perché Arcimbaldo, […], del’anno 1454, ritornando lo […] consigliero nostro messer Tomaso da Riete, tunc nostro oratore de Franza, lo assaltò et robbò […] presso ad Ceva et la preda ch’el gli tolse, de valuta de ducati 4m[dc], fue conducta in le terre de soa signoria, pregarai la signoria soa per nostra parte che […] iuxta le conventioni inite tra luy et nuy gli piaccia volerne compiacere, havendo dicto Arcimbaldo in le mani soe, overo volernelo dare overo saltem curare, cum effecto ch’el se facia per luy o dela robba soa conveniente satisfactione al predicto meser Tomaso. […]. Ala parte dela restitutione dela roba de domino Tomaxo de Ariete etc.dice soa signoria che Arcimbaldo nedum hè in soa podestà, ma gly hè rebello, he che quando fo facta quela robaria non era in ly soy servicii, ma che, capitandoli ale mane, farà tuto quelo gly sarà posibile per fare cossa grata a vostra signoria, […].

8

La sorpresa di Ludovico Savoia per la risposta di Francesco Sforza

Ulterius, a questo illustrissimo signore è parsso uno pocho stranio vostra signoria faza dificultà in prestare quela fideiusione per dicto domino Aloysse, però che esso l’à proferta et factosene forte.

Ludovico di Savoia nega vi sia simulazione da parte sua (lo dimostrano la liberazione di Ludovico Bolleri e l’invio a Centallo di Giorgio Piossasco) e smentisce che Centallo e Arcimbaldo siano nelle sue mani (2). Il duca sabaudo dichiara poi di non ritenere complicata la riscossione della fideiussione richiesta al signore di Centallo, il quale l’ha proposta spontaneamente, senza subire alcuna forma di pressione (3), e aggiunge che le nuove obbligazioni non sono in contrasto con le norme della Lega italica né intaccano la relazione privilegiata con Renato d’Angiò (4). La liberazione di Ludovico Bolleri avviene secondo le modalità proposte dallo stesso Bolleri (6), al quale è lecito confessare tutto ciò che ritiene essere vero, soprattutto se così facendo non danneggia Francesco Sforza (5). Per quanto riguarda il risarcimento di Tommaso Moroni da Rieti, il duca sabaudo dichiara che Arcimbaldo non è nelle sue mani: in ogni caso, se riuscirà a catturarlo, farà in modo di soddisfare Francesco Sforza (6). Ludovico di Savoia si stupisce infine che il duca di Milano sollevi difficoltà rispetto alla cauzione a lui richiesta, perché il signore di Centallo contava su di essa (7).
Per completare la ricostruzione della sequenza centrale della Serie Giorgi Sforza dobbiamo ora occuparci di SG19-PS (2 maggio) e GS22. Innanzi tutto occorre chiarire che il legame di tipo tema/rema imperniato sulle parole chiave «simulatione» e «fictione» (punto 2 della Tabella 14) non consente di identificare con SG19-PS una delle lettere di cui l’inviato milanese segnala la ricezione in GS22. Poiché la presenza in GS22 dei termini «simulatione» e «fictione» è già giustificata dalla sicura ricezione da parte di Corradino Giorgi di SG19, essi non possono costituire un indizio che permetta di affermare che anche SG19-PS sia stata certamente ricevuta: Corradino Giorgi potrebbe infatti scrivere «simulatione» e «fictione» senza aver mai letto SG19-PS con il suo accenno alle «parolle ficte et simulate» di Ludovico di Savoia. Il collegamento tra SG19-PS e  GS22 è dato invece dai punti 3 e 4 della tabella sotto, nei quali si sono riportate le ultime righe di GS22, assenti nella Tabella 13 (si sono anche evidenziate alcune corrispondenze testuali fra le due lettere).

Tabella 14

SG19 (1 maggio)

SG19-PS (2 maggio)

GS22 (11 maggio)

1

L’ennesima aggressione sabauda

Havemo recevuto una lettera da domino Honorato, conte de Tenda, data a XXV del passato, per la quale ne avisa come le zente de quello signore duca hano obtenuto el castello de Demonte et menazano de andare a campo ale terre soe, A VIII del prescente, a hore XXII, per lo prescente cavalario recevete le de vostra signoria, le qual intexe la domane matina fece l’ambasciata de vostra signoria a questo illustrissimo signore, per resposta dela qual, respondendo de parte imparte, dice:

2

L’ambiguo comportamento sabaudo

Ma perché la excellentia soa afferma che le novitade facte contro lo conte de Tenda et le altre terre de messer Aluyse sono procedute preter et ultra la mente et ordine de soa signoria et che delibera provedergli cum mandare ad revocare quelle genti et a dare opera de havere Centallo et Arcimbaldo in soa possanza, quantumque nuy vogliamo credere che la disposicione soa sia conforme ad le soe parole et che cum nuy non usaria simulatione né fictione, […]. la qual cosa […] ne fa credere essere vero quello ne hano recordato quelli de domino Aluyse Bollero, cioè che quelle bone parolle ha dicte lo prefato signore duca de volere liberare domino Aluyse, de revocare le [ge]nte, de mettere el campo a Centallo et de volere punire et casticare Arcimbaldo siano tute parolle ficte et simulateper menare la cosa in longo et interim exequire li soi designi, […]. Et primo che simulatione né fictione non gly hè alcuna, como apare evidenter per la relasatione de domino Aloysse et per la transmisione de frate Zorzo da Piozascho ala revocatione dele offesse he restitutione dele cosse de dicto domino Aloysse, […].

3

L’ordine di Francesco Sforza

Et facta dicta ambassata, se tu non vederai chiaramente che la signoria soa sia proceduta ala liberatione, revocatione et restitutione predicte, volemo che subito retorni da nuy, Facta l’ambasciata he audite le resposte presse da soa signoria, cambiato p venire via he per exquire quanto m’à scripto vostra signoria, ma questo illustrissimo signore non ha voluto per neguno modo me parte, non obstando che la liberatioe de dicto domino Aloysse et restitutione dele cosse soe et revocatioe de quele gente cognoscesse chiarmente.

4

L’ambiguo comportamento sabaudo

perché cognoscemo ch’el stare tuo lì et el lassarte care parolle senza effecto, come ha facto per lo passato, cede tuto in mancamento del’honore et reputatione nostra et desfactione deli dicti zentilhomini. E questo scrivo, […], hè vero e certo e cognosceralo vostra signoria per lo effecto e per la experientia.

All’ordine rivolto a Corradino Giorgi da parte di Francesco Sforza di tornare a Milano qualora non vedesse chiaramente Ludovico di Savoia soddisfare le sue richieste, l’inviato milanese replica che, eseguita l’ambasciata e udite le risposte del duca, ha deciso di venire via per «exquire quanto m’à scripto vostra signoria»; il duca di Savoia non ha però voluto che partisse, anche se Corradino Giorgi è sicuro della liberazione di Ludovico Bolleri, della restituzione dei suoi beni e dell’interruzione delle operazioni militari di recente intraprese (1). Le parole conclusive dell’inviato milanese, insieme ai non pochi errori di scrittura [25], sorprendono il lettore, perché lasciano intendere che, a differenza di quanto ordinato dal duca, la sua decisione di tornare a Milano non sarebbe dipesa dalla cattiva volontà sabauda. È verosimile che l’ambasciatore, di fronte all’evidente irritazione sforzesca e certo che il duca avrebbe presto constatato il buon esito della missione a lui affidata, abbia pensato che Francesco Sforza non avrebbe in nessun caso disapprovato il suo ritorno a Milano.

[24] Fra «le» e «de» manca una parola: si può ipotizzare trattarsi del termine «lettere». Vi è un’analoga omissione in Giorgi6-Es, del 25 gennaio 1458, nel punto sottolineato delle righe che seguono: «da quello Constante Galatero del quale ho scripto a vostra signoria altre volte ho inteso che in queste feste de Natale proxime passate una nocte Arcimbaldo inscite fora del castelo de Centalo dala pusterla […] he andà verso una aqua che sce trova volendo andare im Provencia et che alcuni dela terra de Centallo, XX amice de miscir Aloise, non intendando quelo el sce volesse fare, sce miseno a fare tenire mente e mandano doi soi fidati dreto, li quali sce posteno sopra una lontana da Centallo doa migla e vicina ala dicta aqua per uno XX tracto de balestra. E dice dicto Constante che lucea la luna et era claro il tempo, in modo che compresano quelo fece Arcimbaldo». Nella decifrazione di Giorgi6-Es l’omissione è evidenziata dalla presenza di uno spazio bianco fra «una» e «lontana».
[25] Corradino Giorgi scrive «audite le resposte presse da soa signoria, cambiato p venire via». La lettera «p» è priva della linea retta che dovrebbe tagliarne la gamba trasformandola in «per». L’ambasciatore prosegue poi così: «non obstando che la liberatioe de dicto domino Aloysse et restitutione dele cosse soe et revocatioe de quele gente cognoscesse chiarmente». Le parole «liberatioe» e «revocatioe» sono prive della linea retta che indica la mancanza della lettera «n», presente invece sulla parola «restitutione».

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