1.1.10. Le informazioni di SG19-PS

A SG19 è allegata una lettera, dedicata all’ennesima aggressione sabauda.

 

Tabella 12: le informazioni di SG19-PS (2 maggio)

 

1 Havemo recevuto una lettera da domino Honorato, conte de Tenda, data a XXV del passato, per la quale ne avisa come le zente de quello signore duca hano obtenuto el castello de Demonte et menazano de andare a campo ale terre soe, 
2 la qual cosa […] ne fa credere essere vero quello ne hano recordato quelli de domino Aluyse Bollero, cioè che quelle bone parolle ha dicte lo prefato signore duca de volere liberare domino Aluyse, de revocare le [ge]nte, de mettere el campo a Centallo et de volere punire et casticare Arcimbaldo siano tute parolle ficte et simulate per menare la cosa in longo et interim exequire li soi designi, perché, quando la signoria soa havesse vogliuto provedere a quelle cose et exequire quanto te ha dicto de volere fare, gli saria stato facile cosa a farlo et gli è stato del tempo assai a poterli provedere, se la signoria soa havesse vogliuto. 
3 […], nuy te commetiamo et volemo debii per nostra parte confortare et pregare la signoria soa gli piacia senza altra dilatione o excusatione procedere ala liberatione d’esso domino Aluyse et ala restitutione dele cose a luy tolte et a revocare le soe zente dal’impresa et non lassarle procedere più oltra, […], 
4 et facta dicta ambassata, se tu non vederai chiaramente che la signoria soa sia proceduta ala liberatione, revocatione et restitutione predicte, volemo che subito retorni da nuy, perché cognoscemo ch’el stare tuo lì et el lassarte care parolle senza effecto, come ha facto per lo passato, cede tuto in mancamento del’honore et reputatione nostra et desfactione deli dicti zentilhomini.

Il conte di Tenda ha avvisato Francesco Sforza che i soldati di Ludovico di Savoia si sono impossessati del castello di Demonte (1) [23]: il duca di Milano è così inevitabilmente indotto a credere che sia vero quanto già scritto in SG19, ossia che abbiano ragione coloro che ritengono che le buone parole sabaude siano solo un espediente per guadagnare tempo e intanto realizzare i veri obiettivi, di ben altro tipo (2). Il duca ordina pertanto al suo inviato di richiedere a Ludovico di Savoia l’immediata liberazione del signore di Centallo e l’interruzione delle nuove operazioni sabaude (3). Eseguita l’ambasciata, se Corradino Giorgi non vedrà chiaramente che si procede a soddisfare le richieste sforzesche, dovrà tornare a Milano (4).

[23] Francesco Sforza viene informato da Onorato Lascaris, conte di Tenda, che «in hac presenti hora, nova certa sucepi quod castrum Demonte redditum est, in quo erat unus ex fratribus meis, et causa est, ut dicitur, quia fuit divisio inter eos existentes in dicto castro» (TS2, del 25 aprile). La notizia è confermata da Eleonora di Saluzzo, che in Saluzzo1, del 30 aprile, riferisce che un nipote di Ludovico Bolleri, «iamato Manuello de Tenda, per tributo ha dato lo castello de Demonte molto miseramente». Anche Abramo Ardizzi in Ardizzi11, del 5 maggio, accenna chiaramente alla perdita «del castello de Demonte».

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