9. La liberazione di Ludovico e la concezione figurale [68]

In GS18, documento datato 30 aprile 1458, Corradino Giorgi riferisce quanto segue:

Havendo questi dì pasati questo duca de Savoya congrecato li zintilomene, conti et baroni de questo suo paise de Savoia per tratare et deliberare alcune cose pertinente al suo stato, secondo che intendo gli sono venuti dele cinque parte le quatro, li quali una voce hano deliberato domino Aluyse Bollero debia esere relasato et restituito ale soe tere, et cusì a vintiocto del presente l’à liberato, presente li soprascriti zentilomeni, cum le obligatione dele quale ho scrito ala signoria vostra per altre mie littere.

L’informazione viene ripetuta sostanzialmente identica in GS20, del 3 maggio. Come sappiamo, Ludovico Bolleri è figura di Ludovico di Savoia [69] e quindi la liberazione del primo svela quella del secondo. Poiché tuttavia la concezione figurale espressa nella corrispondenza tra Francesco Sforza e il suo ambasciatore è «di tipo particolare» [70], la liberazione del duca sabaudo non viene dichiarata in modo esplicito, ma a essa si allude per altre vie: vediamo come.
In GS21, documento del 5 maggio, riferendosi al tema già presente nelle due lettere precedenti, l’inviato milanese scrive conciso: «Ha potuto anchora intendere vostra signoria la liberatione de dicto domino Aloysse per altre mie». Nella data cronica della stessa missiva Corradino Giorgi pone «5 aprilis», quindi depenna «aprilis» e inserisce nell’interlinea il corretto «madii». La data sbagliata costituisce il primo dei due tasselli che portano dalla comunicazione esplicita della liberazione di Ludovico Bolleri a quella velata della liberazione di Ludovico di Savoia: essa serve infatti per creare una connessione con GS12, la lettera del 5 aprile nella quale si era annunciato l’imminente arrivo dello skipper borgognone Jean de Bourgogne, il quale si diceva «vene per intendere la voluntà he opinione de questo signore, sc’el vole essere franzoso ho borgognono», alternativa che, come si ricorderà, «rimanda alle “doe vie” di GS2 con l’alternativa assiologica implicita nei toponimi “Saselo”-“Buseria”» [71].
Il secondo tassello verso la comunicazione velata della liberazione del duca sabaudo è affidato a SG23, missiva datata 12 maggio nella quale, riferendo la ricezione delle tre lettere dell’ambasciatore cui si è accennato, Francesco Sforza scrive: «Ne piace, respondendo a tre toe lettere date al’ultimo del passato et II et III del presente, la deliberatione presa per quello illustrissimo signore .. duca et soi zentilhomini, conti et baroni de liberare el magnifico messer Aluyse Bollero et come a dì XXVIII del passato el fo liberato et de questo ne havemo havuto tanto piacere et consolacione quanto dire se potesse». Il duca commette un errore di datazione e assegna al 2 maggio GS21, datata in realtà 5 maggio, scambiando il «5» di non facile grafia per un «II» secondo la numerazione romana (il segno soprascritto a destra in alto simile a «^» rende però il segno «II» identico al numero «5» secondo la numerazione araba che si trova subito dopo all’interno dell’indicazione dell’anno «1458»). Di questo sbaglio si parlerà diffusamente nel paragrafo XX.* In questa sede preme rilevare che, attribuendo al 2 maggio GS21, si vuole suggerire al lettore di anticipare al 2 aprile, giorno della Pasqua del 1458, anche la prima data sbagliata della stessa GS21 e quindi la connessione fra GS12 e GS21, facendo capire che dinanzi all’alternativa se «essere franzoso ho borgognono» Ludovico di Savoia ha optato per la propria liberazione, decidendo pertanto di essere «borgognono».** Le conseguenze di questa scelta si possono valutare nella medesima GS21, quando si legge della «liberatione de dicto domino Aloysse», nella lettera mai chiamato per cognome perché in realtà ci si riferisce al duca di Savoia «Loys» [72], «figura svelata o adempiuta, la verità di quell’avvenimento figurale», per riprendere le parole di Auerbach [73].

[69] Cfr. introduzione del paragrafo 6.
[70] Vd. n. 29.
[71] Vd. sottoparagrafo 8.7.
[72] In Savoia1, Savoia2, Savoia3 e Savoia5, lettere di Ludovico di Savoia dirette a Francesco Sforza e datate rispettivamente 17 novembre 1457, 17 aprile 1458, 9 e 24 maggio, il duca sabaudo si firma «Loys», come del resto in Savoia6, missiva anch’essa del 24 maggio per Bianca Maria Visconti. È opportuno precisare che le lettere menzionate sono tutte in relazione con la vicenda di Ludovico Bolleri.
[73] Auerbach (1993: p. 219).

* L’errore serve per portare il lettore verso la prova esterna che si trova in Venezia23.
** La mobilità della data di GS21, lettera assegnata da Corradino Giorgi prima al 5 aprile e poi al 5 maggio, quindi attribuita da Francesco Sforza al 2 maggio, volendo in realtà suggerire al lettore di spostare al 2 aprile la prima data fornita dall’ambasciatore, richiama quel particolare stile impiegato nei documenti per indicare il principio dell’anno noto come stile francese, che faceva coincidere il giorno di inizio dell’anno con la Pasqua. Poiché quest’ultima è una festa mobile, lo era anche il principio dell’anno. Lo stile francese era utilizzato non solo in Francia ma pure in Borgogna.
È inoltre il caso di rilevare che i numeri 2 e 5 combinati formano i numeri 25 e 52 e che il 25 aprile è l’ultimo giorno in cui può cadere la Pasqua.

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