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CORRADINO GIORGI A FRANCESCO SFORZA
23 dicembre 1457, Rumilly.

Illustrissimo signor mio. Con quanta instantia sapia ne possa fare per la liberatione de domino Aloyse Bollereo a questo illustrissimo signore, non posso havere havere (a) da soa signoria altro che quelo ho scripto a vostra signoria, zoè che ha comisso cossa dela qual, quando vostra signoria sarà informata, remarrà tacita he che ha mandato Andrea Maleta, qual informerà vostra signoria ad plenum he altro non posso havere. Intendo fano questo solum per aspectare la deliberatione del re de Franza, como per altre ho scripto a vostra signoria. Al prescente hè stato qui uno Iacobo de Mansim (1),* subdicto de questo signor ma servitore del ducha de Orliens he mandato per lo re de Franza, lo quale ha facto dimora qui per quatro dì cum questo signor he in grandi conscigli. Qual scia la casone non se dice né io la posso investigare, ma, retrovandome con esso, me domanda molto caldamente como sce intendea il signor Alesandro con vostra signoria he, respondendo my: «Molto bene», disse luy: «Pote esse per la fede tua è cusì lo vero», e, replicando my pur cusì esser, tuto stupefacto e maraveglioxo sc’è partite da my. Poy, stando uno pezo, retorna a my he domandome sce lo parentato ha facto vostra signoria cum lo re de Aragono haverà locho e, respondendo che scì, resposse luy he disse era grande pecato, perché intendea quella dona una bella dona essere et lo maritio ho quelo che debe esser suo marito essere molto tristo, picholo, sozo et bruto, et che vostra signoria havere’ facto meglo a darla a uno de questi signori de qua, il che haverebe trovato vostra signoria he trovareabe al vostro modo. Io gli resposte gly n’era una altra. Non me debe resposta. Non l’ò poy veduto, perché, scecundo intendo, hè partito de qui per andare ale soe castelle. Per lettere de domino Aloyse sonto advisato he pregato advisa vostra signoria, le quale non mando, perché queste mando ala ventura, et primo che ad ogni modo faza vostra signoria l’abia de una pulvere che faza dormire per spatio de zinque ho sey hore, per fare dormire questi che guardano, como ho per altre mie scripto a vostra signoria. Et fa perché vorebe fugire, perché dice havere lo modo qui più che in alchuno altro locho, et vorea piglare una de doe vie, confortandolo la vostra signoria lo faza: l’una vorea andare a capitare a uno locho che sce chiama Saselo, qual hè lonze de qui doe lege, è supra il Rodeno he ly vorea havere una bona fusta con sey navaroli galiardi, scorti de l’aqua he scecuri, forniti de reme, de victualia et de ogni altra cossa necessaria per doy dy, he vorea venire suxa per Rodeno et non dice unde né più ultra, l’atra via hè andare a Buseria, ch’è in del Dalfinato, hed è lonze de qui octo lege e bisogna capitare prima a Zambalero, dove sono lege zinque de qui, he a questa Buseria vorea havere una fusta, como ho sopra dicto, per inscire per aqua, però dubita che queli del Dalfinato non lo reteneseno, he non dice né unde vogle capitare né che né como, como di sopra. Item dice, sce a vostra signoria non pare de potere provedere a questo, che ve piaza darne adviso improventia he non dice a chi he che scia presto, però che, passate le feste, questo signore sce partirà de qui he non haverea poy cusì il modo como ho sopra dicto. A questo io gly ho resposto che advisarò vostra signoria, la qual gly provederà scecundo parerà per lo meglio, he che me advisa più largamente. Item dice che, sce l’è liberato, che haverà il modo bono de fare concludere bona liga fra il re de Aragono et lo re de Cicilia he vostra signoria con el mezo de vostra signoria et utilitate grande et dice essere fatibile. Item dice che questi sono stupefacti che non troveno cossa per la qual merito gly possano havere facto quelo gly hanno facto he che aspectano ly ambasatori mandati in Franza una cum queli dely re de Franza he Renato, ideo che vostra signoria requera viriliter la soa liberatione, perché non ha dicto né facto cossa scia in dampno né a vergogna del prelibato re Renato né de vostra signoria, al che, iuxta posse, non lasso manchare, scundo la instructione a my dacta. Iterum in queste feste sce aspecta il bailì de Ast, che vene de Franza, he lo mareschalcho de Pedemonte. Altro non acade al prescente. Me recomando a vostra signoria, la qual Dio per soa gratia coserva ad vota et augeat. Datum Remilaci die 23 decembris 1457.
Eiusdem dominationis dominationis vestre fidelis servus Conradinus de Georgiis etc.

(a) Il secondo «havere» è espunto.

(1) Si tratta di Jean d’Amancier, chiamato erroneamente «Iacobo» e non con il corretto nome «Iohane».

* A proposito delle note (a) e (1) cfr. «8.3. Parallelismi nautico-epistolari». Nel testo si intende instaurare la seguente proporzione: «havere» non espunto : «havere» espunto = x : «Iacobo» [«de Mansim»]. Poiché x = «Iohane» [«de Mansim»], si vuole suggerire al lettore di prestare attenzione a quando comparirà la combinazione «Iohane Iacobo» associata a «de Mansim».

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