25. Marchese da Varese a Francesco Sforza 11 maggio 1458

Marchesio de Varesio. Mediolani die XI (a) maii 1458.
Marchese. Hoge havemo recevuto la toa lettera de dì VII del presente per la quale restamo advisati ad compimento de quanto quella illustrissima signoria te ha facto dire per ser Bertuzo, suo secretario, dele cose ha havuto de verso Napoli et dele copie dele littere te ha date che essa illustrissima signoria ha recevuto de verso Hungaria, le qual cose havemo inteso volentieri et molto ne sonno piaciute, del che volemo rengratii la prefata illustrissima signoria da nostra parte summamente et ad questa parte non dicemo altro.
Ma perché tu ne scrivi che Alexandro nostro fratello dovia giongere lì martedì proximo passato et per altra via havemo inteso che luy havia deliberato de venire fin qui da nuy, volemo che, siando luy in ferma determinatione de venire qui, tu gli dichi queste parole da nostra parte: ch’el ne piace ch’el sia retornato sano et salvo de qua et che nuy lo vederessemo volentieri, ma consyderato che questa sua andata in Franza ha dato da dire ad tucte le potentie de Italia, non senza nostro grave carico, perché ogniuno pensava ch’el gli fusse andato de nostro consentimento per fare qualche pratica (et tu say che lì in Venetia se ne fece pur caso assay, finché non s’è sentite el vero) (b) et consyderato ancora che nuy, per chiarire ogniuno del vero, scripsimo per tucto come luy gli era andato senza nostra licentia et saputa, ch’el ne pare et cossì volemo per condicione alcuna, per tore via ogni ombreza che potesse nascere in le mente de veruno, che luy non debia venire qui, ma el se ne debia andare de deritura a Pesaro, perch’el non è dubio che, se al presente luy venesse qui, siando venuta l’armata di francesi in Zenoa come gli è venuta mo novamente, ogniuno diria che l’andata sua in Franza fusse stata de nostro consentimento et deliberatione per tractare qualche intelligentia, la qual cosa quanto ad nuy daria carico lassiamo indicare ad luy medesmo, rendendone però certi che ancora ad luy non debia piacere che per sua casone venessemo ad recevere carico alcuno presso le potentie italice. Et li diray appresso che, quando el serà stato a Pesaro per parechii dì, el porà poy venire qui da nuy ad suo piacere, perché sempre in ogni tempo el vedremo volentieri. Te mandiamo qui inclusa la copia de due lettere che mo novamente havemo havuto dele cose de Zenoa, dele quale ne daray noticia ad quella illustrissima signoria.
Poliza.
Marchese. Se tu vedi che Alexandro sia per venire qui da nuy, li lezeray questa lettera, et se per caso ala recevuta de questa el fusse partito pur per venirgli glila manderay subito drieto, ma se per caso el non fusse in deliberatione de venirgli tu non glila monstraray.

(a) Il numero «XI» risulta corretto ma comunque leggibile.
(b) Scritto nel margine sinistro con un segno di richiamo:
«et ancora inten
diamo che la maiestà
del re de Franza
prese ombra et
despiacere del’an
data che luy
poy fece dala
maiestà sua al duce
de Borgogna,».

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