Asse Sforza-Savoia

In questo paragrafo si pongono alcune premesse necessarie del racconto delle missive: come si può inferire da alcune lettere presenti nel registro delle missive 34, da un lato Francesco Sforza ha motivo di pensare che Carlo VII lo ritenga entrato in contatto con suo figlio Luigi, a lui ribelle, tramite Ludovico Bolleri, in una lettera di Angelo Acciaiuoli del 19 aprile 1458 definito, insieme a Onorato conte di Tenda, amico «del dalphino», dall’altro Renato d’Angiò sollecita l’intervento sforzesco presso il duca di Savoia perché questi liberi Ludovico Bolleri da lui recentemente imprigionato.
Passando all’analisi dell’asse Sforza-Savoia, esso si rivela caratterizzato da estrema conflittualità: pare impossibile che duca di Milano e duca di Savoia abbiano stipulato o siano prossimi a stipulare una lega.

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