2.1.1. I due fogli strappati

I codici 1594 e 1595 sono composti da «fascicoli provenienti da registri delle missive» [1]. Si tratta di «frammenti di antichi registri, rilegati assieme un po’ alla rinfusa; ecco la ragione per cui talvolta l’ordine cronologico dei documenti non è regolarmente seguito, e per cui spesso mancano di molte scritture il principio e la fine. Che in realtà questi frammenti, […], abbiano appartenuto a qualche registro è dimostrato dall’antica numerazione del secolo XV che leggesi ancora in ciascun foglio» [2]. L’osservazione di Giuseppe Mazzatinti appena riportata è quanto mai pertinente. I fogli recentemente numerati 157-158 del codice 1595 portano infatti i vecchi numeri 19-20 e riteniamo debbano essere identificati con i ff. 19-20 mancanti del Registro delle missive n. 44, la cui numerazione passa da18 a 21.La Tabella 35 consente di rilevare che #M44-19r [A]#, che riporta la data 21 aprile 1458, costituisce la prosecuzione di M44-18v [B], missiva diretta a Bernardo Villamarina, mentre #M44-20v [C]#, indirizzata a Giovanni di Monferrato, rappresenta la parte iniziale di M44-21r [A], dove risulta la data 1 maggio 1458.

Tabella 35

Le due lettere spezzate del Registo delle missive n. 44

21 aprile 1458

Francesco Sforza a Bernardo Villamarina

M44-18v [B]

#M44-19r [A]#

Propter suspicionem pestis que habetur de civitate Ianue ordinavimus quod officiales intendentes regulationi conducte salis nostre non amplius intra civitatem morentur, sed se reducant ad locum Sancti Petri de Arena et ibidem domu[m] eligant in que reponatur sal et agendis intendatur cuius rei causa opus est salcoconductu per magnificentiam vestram concedendo, tam pro barchis ad conducendum sal a magazenis Ianue ad locum ipsum opportunis, quam pro residentia officialium ipsorum vestram. Itaque hortamur magnificentiam ut a huiusmodi salvoconductu nobis complacere velit in personam nostrorum officialium ac personarum et pro barchis illis quibus […] fieri requiret Augustinus de Ferariis, officialis noster, habens curam conducte predicte, cui […] fidei plenitudinem placeat ceu nobis impartiri. Datum Mediolani die XXI aprillis 1458.

1 maggio 1458

Francesco Sforza a Giovanni di Monferrato

#M44-20v [C]# [3]

M44-21r [A]

Secundo siamo advisati da Antonio de Goddano, alias Caprazucha, nostro castellano in Parma, nelli dì proximi passati è morto uno Iohanne Grande suo compagnio et compare et ha facto suo herede universale esso Antonio per suo ultimo testamento rogato anno MCCCC°LVIII XIII aprilis per Iohannem Andree de Sozis et sottoscripto per Thomam Arpi et Bonifacium de Arpis, notarios parmenses, et secundo dice esso testatore haviva certe terre et beni nelli lochi della vostra illustre signoria et per questo et per altro ha creato suo procuratore Baptista et Georgio, exhibitori presenti, como per instrumento rogato dicto millesimo et XX de aprile più largamente appare, ad pigliare la posessione de dicti terreni et beni et per questo vengono là, siché pregamo la illustre signoria vostra gli piacia lassare prehendere dicta heredità et beni et haverli recomandati. Mediolani primo maii MCCCCLVIII°.

 

Un più ampio esame delle date delle missive registrate dal f. 17 al f. 22 permette di affermare che nulla osta a ritenere che i ff. 157-158 del codice 1595 costituiscano i ff. 19-20, in rosso nella tabella, del Registro delle missive n. 44 (la sigla «a» sta per «aprile», «m» per maggio; il simbolo ► significa che la lettera inizia in quel foglio, ma termina nel successivo; la linea orizzontale indica che la missiva è depennata).

17r

17v

18r

18v

19r

19v

20r

20v

21r

21v

22r

22v

19a

19a

20a

19a

23a

28a

 

30a

1a

4m

4m

4m

19a

24a

20a

21a►

27a

28a

 

30a

30a

26m►

4m

19a►

19a

 

21a

   

28a

 

1m

3m

     
 

 

21a

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[1] Senatore, Francesco, «Uno mundo de carta», Napoli, Liguori, 1998, p. 103, n. 62.
[2] Mazzatinti, Giuseppe, “Inventario delle carte dell’Archivio Sforzesco contenute nei codd. ital. 1594-1596 della Biblioteca Nazionale di Parigi”, in Archivio Storico Lombardo, Anno XII, 1885, pp. 657-658. Si veda anche dello stesso autore “Inventario delle carte dell’Archivio Sforzesco contenute nei codd. ital. 1583-1593 della Biblioteca Nazionale di Parigi”, in Archivio Storico Lombardo, Anno X, 1883, pp. 222-228.
[3] Nella missiva alcune parole sono depennate («per questo et per altro ha creato suo procuratore B»), senza però che sia apportata alcuna correzione: il testo che ne deriva risulta così, almeno apparentemente, privo di senso.

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