1.3. La coda della Serie Giorgi Sforza

Nel terzo paragrafo esamineremo i problemi posti dal segmento finale della Serie Giorgi Sforza: come già accennato a pag. 2, in GS22, lettera di congiunzione fra la sequenza centrale [44] e la coda, ed SG23 Corradino Giorgi e Francesco Sforza non concordano nel segnalare rispettivamente l’invio e la ricezione di alcune lettere comprese fra il 30 aprile e il 5 maggio, tra le quali si devono annoverare GS18, GS20 e GS21.
GS18 e GS20 sono missive datate rispettivamente 30 aprile e 3 maggio. L’identificazione della data di GS21 è invece meno immediata. Il numero a fianco dell’indicazione del mese potrebbe sembrare un «II» secondo la numerazione romana, in realtà, però, si tratta di un «5»: il segno soprascritto a destra in alto simile a ^ rende infatti il segno «II» identico al numero «5» secondo la numerazione araba che si trova subito dopo all’interno dell’indicazione dell’anno «1458».

Tabella 26

Le date di GS18 GS20 GS21

30 aprile

3 maggio

5 maggio

In GS22, datata 11 maggio, riferendo l’invio di lettere precedenti, Corradino Giorgi scrive che esse sono «date alo ultimo de aprili et al scecundo et quinto del prescente»: 30 aprile, 2 maggio e 5 maggio quindi. Ricorrendo a una tabella verifichiamo quale sia il rapporto fra le missive di cui Giorgi segnala l’invio e quelle conservate presso l’Archivio di Stato.

Tabella 27: date a confronto

Le date di GS18 GS20 GS21

30 aprile

3 maggio

5 maggio

Le date riferite in GS22

30 aprile

2 maggio

5 maggio

Corradino Giorgi segnala l’invio di una lettera datata 2 maggio non reperita. Gli argomenti rispetti ai quali l’ambasciatore sforzesco riferisce la spedizione delle sue lettere sono «la relasatione de domino Aloysse et […] la transmisione de frate Zorzo da Piozascho ala revocatione dele offese he restitutione dele cosse de dicto domino Aloysse». Non ci resta che esaminare GS18, GS20 e GS21 alla luce di queste informazioni.

Tabella 28 

Giorgi18 (30 aprile)

Giorgi20 (3 maggio)

Giorgi21 (5 maggio)

1

L’annuncio della liberazione di Ludovico Bolleri e di Giorgio Piossasco

Ha potuto intendere vostra signoria per quanto scrisse per lo cavaclaro como questo illustrissimo signore era contento, a contemplatione de vostra signoria he a supplicatione de domino Aloysse et de soy parenti, reduerlo ala bona gratia soa et restituirli le cosse soe et che le novitate facte contra le altre terre de dicto domino Aloysse et del conte de Tenda eranno facte et ocorsse contra et preter voluntatem suam et che cusì fosse mandava frate Zorzo da Piozascho per levare le offese etc., […].

2

La liberazione di Ludovico Bolleri

Havendo questi dì pasati questo duca de Savoya congrecato li zintilomene, conti et baroni de questo suo paise de Savoia per tratare et deliberare alcune cose pertinente al suo stato, […], li quali una voce hano deliberato domino Aluyse Bollero debia esere relasato et restituito ale soe tere, et cusì a vintiocto del presente l’à liberato, […], cum le obligatione dele quale ho scrito ala signoria vostra […]. Como per altre mie date ultimo aprilis ha potuto intendere la signoria vostra questo duca de Savoya havere congregato li zentilomeni, conti et baroni de questo suo paise de Savoia per tratare et deliberare alchune cose pertinente al suo stato, […], li quali una voce hano deliberato domino Aluyse Bolero debia esere relasato et restituito ale soe tere, et cusì a vintiocto del presente l’à liberato, […], cum quele obligatione dele quale ho scripto ala signoria vostra […]. Ha potuto anchora intendere vostra signoria la liberatione de dicto domino Aloysse per altre mie.

3

La partenza di Giorgio Piossasco

Item, quelo frate Georgio del quale ho scripto ala signoria vostra deveva esere mandato a levare le ofese et metere campo a Centalo anchora non è partito, ma domane se parte […]. Ha potuto anchora vostra signoria intendere la partita de fra Zorzo per altre mie da qui per andare ad exquire tuto quelo ho scripto a vostra signoria […].

In GS18 Corradino Giorgi segnala che il 28 aprile Ludovico Bolleri è stato liberato (1). Il 3 maggio la lunga parte in cifra di GS18, con la conferma quindi della liberazione di Ludovico Bolleri, viene inserita integralmente in GS20, come fosse un suo lunghissimo «tema» [45] (2). L’inviato sforzesco ricorre a questo escamotage perché, come ricorda Francesco Senatore, «In casi eccezionali, quando i collegamenti postali erano particolarmente incerti, invece che alla duplicazione della lettera l’inviato ricorreva al suo inserimento all’interno della lettera successiva» [46]. La parte finale di GS20 è dedicata alle poche nuove notizie (ossia i «remi») di cui l’inviato è entrato in possesso il giorno stesso della redazione della missiva: fra esse vi è quella relativa alla partenza di Giorgio Piossasco per Centallo il giorno successivo (3). In GS21 Corradino Giorgi ricorda le informazioni fornite in GS16, del 18 aprile, relative a due eventi imminenti, ossia la liberazione di Ludovico Bolleri e la partenza di Giorgio Piossasco (1) e conferma il rilascio del signore di Centallo (2), riferito in GS18 e GS20, e l’avvenuta partenza di Giorgio Piossasco, annunciata in GS20 (3).
Dalle parole citate di Senatore consegue che GS20, lettera in cui è inserita la parte in cifra di GS18, dovrebbe essere la prima lettera scritta dopo la stessa GS18. Si può dunque affermare con ragionevole certezza che in GS22 Corradino Giorgi commette l’errore di datare 2 maggio una lettera, GS20, che invece è del 3 maggio. Nel periodo compreso fra il 30 aprile e il 5 maggio l’ambasciatore ha dunque inviato 3 lettere: GS18, GS20 e GS21.
Consideriamo ora SG23, del 12 maggio. In questa missiva il duca di Milano esordisce scrivendo: «Ne piace, respondendo a tre toe lettere date al’ultimo del passato et II et III del presente, la deliberatione presa per quello illustrissimo signore .. duca et soi zentilhomini, conti et baroni de liberare el magnifico messer Aluyse Bollero et come a dì XXVIII del passato el fo liberato»: 30 aprile, 2 maggio e 3 maggio quindi.

Tabella 29: date a confronto

Le date di GS18 GS20 GS21

30 aprile

3 maggio

5 maggio

Le date riferite in SG23

30 aprile

2 maggio

3 maggio

Francesco Sforza segnala la ricezione di una lettera datata 2 maggio di cui non siamo in possesso. Poiché il 2 maggio Corradino Giorgi non ha spedito alcuna lettera e l’ultima missiva da lui inviata è datata 5 maggio, non 3 maggio, l’errore del duca consiste verosimilmente nel datare 2 maggio una lettera, GS21, che invece è del 5 maggio. L’errore, forse dovuto all’errata lettura del numero «5», di non facile grafia, comporta l’inversione della corretta sequenza di GS20 e GS21, con la trasformazione di GS20 da termine post quem a termine ante quem [47].

[44] GS22 costituisce l’ultima lettera della sequenza centrale: si veda al proposito p. 42.
[45] La copiatura di GS20 è eseguita in modo meccanico: l’inviato sforzesco commette infatti un errore di datazione, non avvedendosi che la liberazione del signore di Centallo non può essere avvenuta, come evidenziato nella tabella, «a vintiocto del presente», bensì «del passato», perché GS20 è del 3 maggio.
[46] Senatore, Francesco, «Uno mundo de carta», Napoli, Liguori Editore, 1998, pag. 183.
[47] La ricezione di GS20 viene segnalata anche in Venezia23, del 10 maggio, nella quale il duca scrive in tono risentito che «per una littera che in questo dì havemo havuta dal dicto nostro appresso el prefato duca, facta de dì tre del presente, siamo avisati che anchora quel tale che deveva venire ad fare cessare le gente non è partito». Il «tale» cui si riferisce Francesco Sforza è Giorgio Piossasco, che sarebbe partito per Centallo il 4 maggio. Nella corrispondenza con Venezia si trova un altro riferimento alla Serie Giorgi Sforza, più precisamente a GS5, in Venezia1, dove il duca scrive: « la caxone che ha mosso re Renato ad menazare esso duca de farli guerra, […], vene ad essere remossa, attento che,  per quello che novamente havemo inteso per littere del nostro quale è presso dicto duca per la liberazione del dicto domino Aluyse, era per essere in brevi liberamente relaxato con la restitutione del suo castello de Centallo, […], et con la satisfactione de XXXm ducati per li soy damni». Venezia1 è seguita da una lettera, Venezia3, datata erroneamente da Marchese da Varese «XXXVIII februarii», ossia 38 febbraio.

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