1.1.2. Lettere in serie: da GS5 a SG6

In SG6, del 26 febbraio, Francesco Sforza segnala la ricezione di una lettera in cifra datata 13 febbraio e prende atto della deliberazione di Carlo VII riguardo alla liberazione del signore di Centallo (1) [5] e di quale sia la disposizione di Ludovico di Savoia al proposito (2): riteniamo che la missiva ricevuta dal duca di Milano possa essere identificata con GS5 (nella tabella abbiamo sottolineato la parola chiave «liberazione»; la corretta successione dei punti di GS5 è 1A, 2 e 1B).

Tabella 2

Da GS5 (13 febbraio)

a SG6 (26 febbraio)

1

La deliberazione di Carlo VII

1A

Questi dì passati scrise la signoria vostra como lo re de Franza volia che domino Aloyse Bolero gli fose mandato et che per questo mandava ambaxadori da questo signore li quali glilo devevano conduere poi inmediate. Per altre mie scrise como intendeva più largamente, zoè lo prelibato re volere ad ogni modo questo signore gli mandase lo predicto domino Aloysio Bolero […].

1B

Item, non obstando quelo ho sopradicto, intendo che lo predicto re de Franza […] per quanto a quelle cose aspectano a lui ha liberato domino Aloysio Bolero e simil vole faza questo signore et ulterius vole gli scia restituito lo castello e darli tranta milia ducati per questo signore pro dannis et interese.

Restiamo novamente per le toe de dì XIII del presente ciffrate advisati de quanto intendi essere deliberato per la maiestà del re de Franza circa la liberatione del spectabile messer Aluyse Bollero

2

La disposizione di Ludovico di Savoia

[…], al prescente intendo questo signore, per non volere avere casone de mandare el predicto domino Aloysio Bolero dal prenominato re de Franza, havere deliberato, quam primum sciano venuti dicti ambaxadori, de farlo liberare e remeterlo in soa libertà, […]. Et etiam dela dispositione de quello illustrissimo signore duca intorno ad questo, […].

[5] A proposito della deliberazione di Carlo VII, in Giorgi2-Es, del 19 gennaio 1458, l’ambasciatore milanese riferisce a Francesco Sforza quanto gli ha raccontato il maresciallo di Savoia, ossia che «prima vostra signoria me mandasse da soa signoria, gly erano stati ly ambasatori del re Renato, ly qualy, […], gly haveano rechesto la liberatione de misere Aloyse, digandoli che proditorie lo havea facto prendere e che, sce non lo liberava, che lo disfidava e molte altre menaze. Aly quali soa signoria gly havea resposto che iuste et sancte lo havea facto e, che cusì paresse fosse vero, che comettea la cognitione de questo facto al re de Franza, quale era suo cognato e al quale apertinea questo facto cusì como a luy, e perciò havea mandato domino Umberto Valueto dal predicto re de Franza e lo re Renato gly havea mandato Iohanne Cossa, lo qual dice havere dicto molte cosse he falsse et anchora che soa signoria vole iustificare la cossa aciò non para scia proceduto como signore capitoxe he voluntaroxo». Pare potersi affermare che nella contesa fra Renato d’Angiò e Ludovico di Savoia Carlo VII abbia deciso di appoggiare il primo ai danni del secondo, perché da quanto riferito in GS5 Carlo VII sembra intervenire a favore di Ludovico Bolleri. Anche Francesco Sforza ha l’impressione che il re desideri la liberazione del signore di Centallo: in SG6 scrive infatti a Corradino Giorgi che «ad la maiestà del re de Franza, […], per quanto possiamo comprehendere etiam per lo scrivere tuo, non è piaciuta la novitade facta contra dicto domino Aluyse (et pare assay apertamente cossì essere, se è vero che mandi ad farlo liberare et restituire ad le cose soe)». Si consideri inoltre che, quando a metà maggio il duca invierà Iob da Palazzo a Renato d’Angiò, l’ambasciatore dovrà «dire ala […] maiestà del re Renato come più mesi passati, havendo nuy inteso la presa et detentione del magnifico messer Aluysio Bollero, suo feudatario et nostro adherente et recommendato, […], oltra la grande instantia et opera efficace facta per la maiestà sua et per la maiestà del re de Franza presso lo illustre signore .. duca de Savoya, nuy etiandio gli havemo tenuto continuamente uno nostro ambassatore, che gli è anchora, et con infinite lettere et ambassate havemo sollicitato la liberatione et reintegratione del prefato messer Aluyse» (il testo è tratto da SPa0 della Serie Palazzo Sforza; la sottolineatura è nostra).

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