Struttura 2

28 settembre 1457, Milano                     Francesco Sforza ad Abramo Ardizzi
Un messo di Ludovico Bolleri ha appena riferito al duca di Milano che il suo castello è stato “scallato” e che lo stesso Ludovico Bolleri è stato catturato insieme alla moglie e ai figli.
Francesco Sforza vuole sapere chi siano gli autori dell’impresa contro Centallo e se l’abbiano compiuta con il consenso del re di Francia o del re Renato o del balì d’Asti o d’altri.

9 ottobre 1457, Salon                               Renato d’Angiò a Francesco Sforza

12 ottobre 1457, Milano                          Francesco Sforza a Franceschino del Carretto
La voce riferita da Franceschino del Carretto: Ludovico Bolleri è stato preso perché aveva “intelligentia” con il duca di Milano etc. [?].

25 ottobre 1457, Cremona                      Francesco Sforza al Consiglio Segreto
La cattura di Ludovico Bolleri è stata intesa in vari modi: vi è chi dice sia avvenuta su ordine del re di Francia e chi dice diversamente. Il duca di Milano ha deciso di scrivere al re di Francia e pensa che la lettera otterrà buoni risultati presso il re.

19 gennaio 1458, Rumilly                         Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Colloquio maniscalco-Corradino Giorgi.
Il duca di Savoia – dice il Maniscalco – non può liberare Ludovico Bolleri: prima che Corradino Giorgi giungesse dal duca di Savoia, vi erano stati degli ambasciatori di re Renato i quali avevano richiesto la liberazione del Bolleri, dicendo che era stato catturato a tradimento e che, se non fosse stato liberato, minacciava il duca di Savoia. Il duca di Savoia rispose che aveva agito giustamente e che, perché sembrasse vero, affidava la cognizione del fatto al re di Francia. Per questo aveva mandato Umberto Valueto da Carlo VII e il re Renato aveva mandato Giovanni Cossa.

27 febbraio 1458, Milano                         Francesco Sforza a Nicodemo Tranchedini
“Pare ch’el re Renato lo rechiedesse al duca de Savoya como suo homo et suo vasallo et ch’el duca de Savoya non l’habii voluto lassare, donde el re Renato se è promosto a volerli fare guerra.”

26 ottobre 1457, Cremona                      Cicco Simonetta a Corradino Giorgi
Corradino Giorgi parte per la sua ambasceria al duca di Savoia.

26 ottobre 1457, Alessandria                  Abramo Ardizzi a Francesco Sforza
Ludovico Bolleri -> lettera a un suo cappellano –> Abramo Ardizzi
Ludovico Bolleri ha “mal dicto d’esso duca de Savoia et del duca d’Orliens”; “el duca de Savoya non gli può dire altro de chiaro, finché non habbia risposta dal re de Franza”.
Il re Renato ha mandato uno dei suoi a rafforzare Demonte e Rocca Sparviera, facendo levare le bandiere regali a nome suo e di Ludovico Bolleri.
Il duca di Calabria, sentito del caso occorso a Ludovico Bolleri, è andato dal re di Francia.

30 ottobre 1457, Cremona                      Francesco Sforza a Rinaldo Dresnay
Abramo Ardizzi -> Cicco Simonetta –> Francesco Sforza
Il balì d’Asti ha sospettato che Ludovico Bolleri l’ultima volta che si recò presso il duca di Milano abbia chiesto lettere per il re Francia nelle quali Carlo VII venisse confortato a mettere al governo di Asti Ludovico Bolleri al posto dello stesso Giovanni Dresnay. Si tratta di una voce senza fondamento.
Sapendo che alcuni “invidiosi” hanno cercato di insospettire il re di Francia verso di lui chiede al governatore d’Asti di prendere la sua difesa.
[Si dice anche che al re di Francia sia stato riferito che il delfino e altri cercavano tramite Ludovico Bolleri di avere “pratiche et intelligentia” con il duca di Milano e che Carlo VII, insospettitosi, abbia ordinato di mandare suoi ambasciatori a Venezia per sventare queste manovre e tentarne altre.]
Francesco Sforza scrive anche a Carlo, fratello di re Renato, con il quale esorta Guglielmo Dresnay a parlare.

2 novembre 1457, Cremona                    Francesco Sforza ad Abramo Ardizzi
Esprime soddisfazione per il fatto che il duca di Calabria sia andato presso il re di Francia per il fatto di Ludovico Bolleri.

5 novembre 1457, Cremona                    Francesco Sforza a Renato d’Angiò

27 novembre 1457, Alessandria             Abramo Ardizzi a Francesco Sforza
Balì d’Asti –> Prete Ludovico Robaudi (Asti) -> Abramo Ardizzi
Il balì presto tornerà ad Asti e con lui verrà Giovanni de Mansi.
Buona accoglienza del re di Francia ad Alessandro Sforza.

10 dicembre 1457, Rumilly                    Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Colloquio Corradino Giorgi-Maniscalco, “lo qual è lo primo homo de questa corte he che fa de questo signore quelo gly piaze he dal qual procede et proceduto la mazore parte del caso de domino Aloyse he che ly hene più contrario”
Secondo il Maniscalco Ludovico Bolleri aveva ricercato la distruzione della persona e dello stato del duca di Savoia.
In realtà aspettano la risposta del re di Francia: si dice pubblicamente che il duca di Savoia non disponerà circa la questione di Ludovico Bolleri, né darà risposta al duca di Milano, se prima non l’avrà dal re di Francia. E’ venuto a sapere che Andrea Maletta, il quale dovrà andare dal duca di Milano, è a Torino ad aspettare l’instruzione, che non gli sarà mandata se prima non sarà portata dalla Francia. Si dice così, ma non sa se corrisponda al vero.
Gli arceri e i provisionati mandati per prendere Centallo dalle mani di Arcimbaldo sono tornati indietro, non accolti da Arcimbaldo, il quale ha cacciato tutti i soldati del duca di Savoia che si trovavano con lui a Centallo ed è rimasto solo con i suoi guasconi. Dice che Centallo gli appartiene.
*** Arcimbaldo si è accordato con il duca di Savoia per divenire signore di Centallo. L’attesa della deliberazione del re di Francia implica che non possa diventarlo, almeno in nome del duca di Savoia. D’altra parte la mossa contro di lui del duca di Savoia fa capire che lo stesso duca deve essere piuttosto pessimista. Qualcosa Arcimbaldo può invece attendersi da parte francese, come parrebbe testimoniare la sua Protesta. ***
Amedeo, figlio di Ludovico e genero del re di Francia, è giunto in Savoia. Il suo arrivo potrebbe avere due conseguenze: 1) che suo padre venga a governare il Piemonte e suo figlio resti al governo della Savoia; 2) che Amedeo passi i monti al governo di quei soldati che invierà il re di Francia per fare guerra al duca di Milano.
Conferma il già segnalato sbarco di Inglesi in Normandia e si dice che si fanno avanti.
Ha scritto che gli Svizzeri venivano su richiesta del duca e che Michele di Piemonte era andato a Ginevra per incontrarli, condurli ed esser loro capo e guida. Ora intende che non si sono mossi e che Michele da Piemonte è tornato indietro.
Il duca di Savoia cerca di raccogliere soldi più che può, ma non sa il perché.
Il duca di Savoia congrega i tre stati.
Si dice pubblicamente che il duca di Milano ha bandito il figlio Sforza.

16 dicembre 1457, Rumilly                    Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Ludovico Bolleri -> Corradino Giorgi.
Ludovico Bolleri è stato esaminato sopra nuovi capitoli: voleva dare Vercelli al duca di Milano, il Piemonte a re Renato con il consenso di Guglielmo di Monferrato. Ha risposto tutto essere falso. Non potendo essere liberato diversamente, prega il duca di Milano di richiedere che venga rimesso al re di Francia. La congregazione dei tre stati è per la questione di Ludovico Bolleri. Il duca di Savoia fa gente d’arme in Piemonte per tirare fuori Arcimbaldo da Centallo, che afferma appartenergli.
Ludovico Bolleri pensa potrebbe trattarsi di una finzione per prendere le altre sue terre o quelle del conte di Tenda, poiché lo temono e intendono fare guerra al duca di Milano con la gente del duca d’Orléans. Ad Avignone si trova [Navton] con il cardinale di Fuso, cugino di Arcimbaldo, che tratta perché Arcimbaldo dia Centallo al re di Francia, trattativa che non piace a Ludovico Bolleri.

23 dicembre 1457, Rumilly                    Corradino Giorgi a Cicco Simonetta
Il duca di Savoia e il suo Consiglio continuano ad essere in attesa della deliberazione del re di Francia.
Incontro Corradino Giorgi-Giovanni de Mansi, suddito del duca di Savoia, ma servitore del duca d’Orléans mandato dal re di Francia, che poi, per quanto ha inteso, è partito per andare ai suoi castelli.
I sabaudi sono turbati perché non trovano motivo per cui possano avere fatto a Ludovico Bolleri quello che gli hanno fatto.
Aspettano gli ambasciatori mandati in Francia insieme con quelli del re di Francia e del re Renato.
Si attende il balì di Asti che viene dalla Francia e il maniscalco di Piemonte.

24 gennaio 1458, Rumilly                         Corradino Giorgi a Francesco Sforza

Constanzo Galatero -> Corradino Giorgi
Le scorse feste di Natale, una notte, Arcimbaldo, uscito dal castello di Centallo con due terzi delle sue genti d’arme, si diresse verso “una aqua” che si trova andando in Provenza. Qui giunsero trenta cavalieri armati. Incontrandosi con Arcimbaldo e i suoi uomini, vi furono grandi feste. Poi Arcimbaldo si ritirò con due di quelli a cavallo per due ore. Al partire le feste furono maggiori che all’arrivo.
Constanzo ha riferito questo fatto al duca di Savoia che n’è rimasto “stupefacto”.

10 gennaio 1458, Milano                         Francesco Sforza ad Abramo Ardizzi
Il processo che si manda a consigliare.

19 gennaio 1458, Rumilly                         Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Colloquio maniscalco-Corradino Giorgi.
Il duca di Savoia – dice il Maniscalco – non può liberare Ludovico Bolleri: prima che Corradino Giorgi giungesse dal duca di Savoia, vi erano stati degli ambasciatori di re Renato i quali avevano richiesto la liberazione del Bolleri, dicendo che era stato catturato a tradimento e che, se non fosse stato liberato, minacciava il duca di Savoia. Il duca di Savoia rispose che aveva agito giustamente e che, perché sembrasse vero, affidava la cognizione del fatto al re di Francia. Per questo aveva mandato Umberto Valueto da Carlo VII e il re Renato aveva mandato Giovanni Cossa. Il duca di Savoia vuole che il fatto venga “giustificato”, ma non lo è ancora stato. La questione sarà un po’ lunga, anche perché si dovrà attendere la deliberazione del re di Francia.
La risposta del Consiglio fatta dal maniscalco.
Giovanni Cossa –> moglie di Ludovico Bolleri -> Constanzo Gualtero (oggi)
Il re di Francia manderà un ambasciatore dal duca di Savoia che discuta alla presenza dello stesso duca e di Ludovico Bolleri tutto ciò di cui quest’ultimo è stato imputato e che fino al giorno presente non era giustificato.

21 gennaio 1458, Rumilly                                   Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Umberto Valueto è tornato dalla Francia.

23 gennaio 1458, Rumilly                                   Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Dall’arrivo di Umberto Valueto sono in stretto consiglio, il duca sempre presente.
Scipione dal Piemonte -> Corradino Giorgi
Arcimbaldo ha assaltato senza successo un castello che si chiama Monte Albano proprietà di un feudatario del duca di Savoia.
E’ giunto il maestro di casa del delfino che, secondo intende, domanda una grossa somma di denaro per la dote della moglie del delfino stesso.
E’ giunto un cavaliere borgognone mandato dal duca di Borgogna, ma non sa perché sia venuto.

24 gennaio 1458, Rumilly                         Corradino Giorgi a Francesco Sforza

Constanzo Galatero -> Corradino Giorgi
Le scorse feste di Natale, una notte, Arcimbaldo, uscito dal castello di Centallo con due terzi delle sue genti d’arme, si diresse verso “una aqua” che si trova andando in Provenza. Qui giunsero trenta cavalieri armati. Incontrandosi con Arcimbaldo e i suoi uomini, vi furono grandi feste. Poi Arcimbaldo si ritirò con due di quelli a cavallo per due ore. Al partire le feste furono maggiori che all’arrivo.
Constanzo ha riferito questo fatto al duca di Savoia che n’è rimasto “stupefacto”.
Il Consiglio diviene ogni giorno più stretto.

24 gennaio 1458, Rumilly                                   Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Oggi si dice essere giunto un messo al duca di Savoia il quale gli ha riferito che il re Renato si prepara per fargli guerra e va a Nizza.
Ha inteso che il re di Francia ha prestato al duca di Calabria una grossa somma di denari.
In questa ora ha inteso che si aspettano ambasciatori del re di Francia che vengono per condurre Ludovico Bolleri dal re: questa è la risposta che è stata fatta dal re all’ambasciatore sabaudo.
Da quelli erano con l’ambasciatore sabaudo ha inteso che Alessandro Sforza è andato dal duca di Borgogna.

26 gennaio 1458, Rumilly                                   Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Ha già scritto che gli ambasciatori del re di Francia vengono per condurre Ludovico Bolleri dal re e che questa è stata la risposta fatta all’ambasciatore sabaudo.
Martino da Lodi, tesoriere di Vercelli -> Corradino Giorgi [in più così si dice e mormora]
Questa sera ha inteso che in ogni modo il re di Francia vuole su petizione e richiesta del re Renato che Ludovico Bolleri gli sia inviato.

24 febbraio 1458, Milano                         Francesco Sforza a Ludovico di Savoia
Ha inteso ciò che era scritto nelle lettere inviate in data 7 febbraio: che il re Renato fa preparativi di guerra contro Ludovico di Savoia.

13 febbraio 1458, Rumilly                      Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Antonio de’ Giudici -> amico di Ludovico Bolleri e nel Consiglio del duca di Savoia
Al presente intende che il duca di Savoia, per non avere motivo di mandare Ludovico Bolleri dal re di Francia, ha deliberato di rimetterlo in libertà prima dell’arrivo degli ambasciatori.
Fra gli ambasciatori vi è il balì d’Asti.
Publice – Pedemontani giunti “ex nunc”-> CG
Il re di Francia, per le cose che lo concernono, ha liberato Ludovico Bolleri e così vuole che faccia il duca di Savoia. Vuole che gli sia restituito il castello e che gli vengano dati 30.000 ducati per i danni subiti e come interesse. Se così sia vero, non può bene intenderlo.
Marcheto -> CG
Marcheto, capitano di genti d’arme, con suoi cavalieri, arceri del duca di Savoia e “cernede” di Piemonte, va a Centallo per tirarne fuori Arcimbaldo, che ha portato quello di buono vi era nel castello ad Avignone.

20 febbraio 1458, Annecy                        Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Guiotino de Nores giunto dal Piemonte per i fatti di Ludovico Bolleri-CG.
Venerdì 17 sono giunti due ambasciatori del duca d’Orléans che hanno avuto subito udienza e domenica 19 sono partiti e andati ad Asti. Non sa cosa siano venuti a fare.
Oggi 20 febbraio sono giunti due ambasciatori del re di Francia, tra cui il balì di Barry, con 16 cavalli. Per questo arrivo si dice che Ludovico Bolleri sarà liberato. Vi è chi dice che la sua liberazione sia conclusa, chi dice che verrà condotto in Francia: CG non ha certezza.

23 febbraio 1458, Annecy                        Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Guglielmo Bolleri, è stato in Francia con Giovanni Cossa per i fatti di Ludovico Bolleri. Giovanni Cossa ora è insieme agli ambasciatori francesi -> CG
Gli ambasciatori hanno richiesto al duca di Savoia da parte del re che Ludovico Bolleri e Centallo siano rimessi nelle mani del re di Francia e che la moglie e i suoi figli siano liberati. Non hanno ancora avuto risposta.
Il maniscalco si adopera perché così avvenga.

24 febbraio 1458, Milano                         Francesco Sforza a Ludovico di Savoia
Ha inteso ciò che era scritto nelle lettere inviate in data 7 febbraio: che il re Renato fa preparativi di guerra contro Ludovico di Savoia.
Ha affidato a CG il compito di spiegare quale sia l’intento del duca di Milano.

25 febbraio 1458, Milano                        Francesco Sforza al Marchese da Varese
E’ certo che tra re Renato e il duca non accadrà alcuna guerra. Il motivo che ha mosso re Renato a minacciare il duca di Savoia di attaccarlo è stato la cattura di Ludovico Bolleri e viene ad essere rimosso dal momento che per l’intervento del re di Francia Ludovico Bolleri sta per essere rilasciato con la restituzione del suo castello di Centallo e la soddisfazione di 30.000 ducati per i danni patiti.

26 febbraio 1458, Annecy                        Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Gli ambasciatori del re di Francia, molto turbati per non avere ancora avuto risposta, cercano di andarsene.
I portatori delle lettere devono essere mercanti genovesi che dicono di venire a Milano. Dicono che Alessandro Sforza è dal duca di Borgogna, che deve andare dal re d’Inghilterra e che conduce segrete trattative.

26 febbraio 1458, Milano                        Francesco Sforza a Corradino Giorgi
Nel caso in cui tra il duca di Savoia e re Renato restassero dei problemi, il duca di Milano spera che il re di Francia con la sua autorità gli ponga rimedio.
Esorta il duca di Savoia a liberare Ludovico Bolleri, così liberandosi dei problemi che la sua cattura gli ha creato presso il re di Francia, al quale essa non deve essere affatto risultata gradita, se ha inviato ambasciatori per farlo liberare e fargli restituire i suoi beni, presso re Renato e altri principi e signori.
Questa ambasciata deve essere fatta al duca di Savoia in segreto. Se CG venisse richiesto di porla in scritto o di riferirla al Consiglio, affermi di avere commissione di fare tale relazione solo al duca. Dovendo dire qualcosa al Consiglio, la faccia con estrema cautela, senza che ne possa derivare danno al duca di Milano, soprattutto da parte di re Renato

27 febbraio 1458, Milano                         Francesco Sforza a Nicodemo Tranchedini
“Pare ch’el re Renato lo rechiedesse al duca de Savoya como suo homo et suo vasallo et ch’el duca de Savoya non l’habii voluto lassare, donde el re Renato se è promosto a volerli fare guerra.”

27 febbraio 1458, Milano                        Francesco Sforza ad Antonio da Trezzo

2 marzo 1458, Annecy                               Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Gli ambasciatori non hanno ancora avuto risposta, sono molto turbati e mostrano di volere partire, ma non partono.
Ludovico Bolleri è contento di andare nelle mani del re di Francia.

14 marzo 1458, Ginevra                            Corradino Giorgi a Francesco Sforza
L’8 precedente ha fatto l’ambasciata al duca di Savoia concernente le minacce di guerra di re Renato. Il re Renato non ha altro motivo contro il duca di Savoia che la questione di Ludovico Bolleri.
CG ha esortato il duca di Savoia a liberare Ludovico Bolleri. Il duca ha risposto trovarsi presso di lui gli ambasciatori del re di Francia, fatto per cui ogni giorno erano in Consiglio. Ancora non è stata concluso nulla.

14 marzo 1458, Ginevra                            Corradino Giorgi a Francesco Sforza
L’8 precedente ha fatto l’ambasciata al duca di Savoia concernente le minacce di guerra di re Renato. Il re Renato non ha altro motivo contro il duca di Savoia che la questione di Ludovico Bolleri.
CG ha esortato il duca di Savoia a liberare Ludovico Bolleri. Il duca ha risposto trovarsi presso di lui gli ambasciatori del re di Francia, fatto per cui ogni giorno erano in Consiglio. Ancora non è stata concluso nulla.
L’altro ambasciatore del re di Francia è Guglielmo di Torens.
Il duca di Savoia ha convocato tutto il Consiglio al quale ha commissionato la risposta da fare agli ambasciatori.
Francesco de Tomatis, amico fedele di Francesco Sforza -> CG
Varie opinioni presenti nel Consiglio.
Oggi hanno risposto agli ambasciatori di andarsene. Il duca di Savoia manderà dietro suoi ambasciatori i quali informeranno il re di Francia.
Gli ambasciatori sono rimasti “stupefacti”, “mal contenti” e hanno deciso di non partire ancora.
Ha avvisato di tutto Ludovico Bolleri, il quale preferirebbe essere liberato in Piemonte. Quando non fosse possibile, è contento di andare in Francia.
Si dice di certo Arcimbaldo essere d’accordo con il re Renato e avergli dato Centallo.
Il duca di Savoia manda ambasciatori a Venezia, tra i quali vi è Guiotino de Nores.
Giovanni Giacomo, medico del duca -> CG
Il re di Francia sta molto male.
Ha inteso che il re di Francia fa trattative con i Veneziani affinché attacchino il duca di Milano dalla loro parte; il re di Francia attaccherà dall’altra. Per questo ha deciso di inviare ambasciatori a Venezia per concludere le trattative, i quali dovrebbero essere gli stessi che si trovano nel ducato al momento. Giovanni de Mansi è quello che conduce il tutto: prima che i suddetti ambasciatori vadano a Venezia, potrebbe recarsi a Milano. Tutto ciò che dirà al duca di Milano, sarà falso.
CG è avvisato che fra pochi giorni il duca di Savoia lo metterà alla prova quanto alla stipulazione di una lega fra lui e il duca di Milano: questo è opera di Francesco di Tomatis.
Arondolo armarolo da Lione -> CG
Preparativi di guerra in Borgogna e Francia.
Mercante veneziano da Tour
Il re di Francia è malato. Il duca di Borgogna ha preso delle terre al re di Francia: questo è alla base dei suddetti preparativi di guerra. Gli Inglesi sono sbarcati in Normandia di nuovo.

20 marzo 1458, Pavia                                Pietro Beccaria a Cicco Simonetta

Sospetta che l’arcivescovo di Vienna voglia partire, essendo continuamente avvisato che il re di Francia è molto malato (Tour).

14 marzo 1458, Ginevra                           Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Claudio da Langino, notabile gentiluomo-CG.
La pratica dei Veneziani e di Giovanni de Mansi e la lega.
Chiede celerità nella concessione della lettera richiesta, altrimenti alla sua parte sarà necessario prendere altro partito.
La divisione del paese in due parti.
La parte guidata da Giovanni di Compey dubita di prendere l’iniziativa senza l’aiuto di qualche altro signore. Per questo hanno deciso con il consenso del duca di Savoia di volere capire se il duca di Milano voglia fare lega con il duca di Savoia. In tutto questo vi è l’intervento del duca di Borgogna e del delfino.

14 marzo 1458                                            Ludovico Bolleri a Corradino Giorgi

Et dicatur audater per viam indirectam […] quod me solum expediant de hic pro bono regis, ut sibi dicam. Et sunt res tangentes persone regis et eius statu. Ideo expediant me subito et vos caveatis de Iohane de Mansi.
Comodo cum que sit, teneatis modum cum istis ambaxadoris regis, cum bono modo, quod honino me XXX ducant cum ipsis et per causam quia agitur de magno preiudicio regis, ut erit avisatus. Per me non quero nisi esse coram rege et dicam de quo erit miratus et erit contentus de me. Non sitis ad quod atendunt isti, ut eis dicam. Avertatis de Iohane de Mansi.

17 marzo 1458, Ginevra                           Corradino Giorgi a Francesco Sforza
CG-Giovanni di Compey
Se il duca di Milano volesse fare una lega con il duca di Savoia, faranno in modo che sia tale che il duca di Savoia si liberi della soggezione dei francesi. Non volendo il duca di Milano stipulare la suddetta lega, saranno costretti, “per stare a casa nostra”, passare con la parte nemica che continua a trattare con i francesi per mettere insieme genti d’arme, passare i monti e attaccare il duca di Milano.
Ha inteso che il governatore d’Asti, atteso a Ginevra, è d’accordo con Arcimbaldo di rafforzare Centallo a nome del duca d’Orléans e per questo le gente d’arme in Asti si preparano, aspettando il governatore.

19 marzo 1458, Ginevra                           Corradino Giorgi a Francesco Sforza

Uno dei marchesi di Ceva venuto dalla Borgogna
E’ iniziata la guerra fra il duca di Borgogna e il re di Francia.
Il re di Francia è molto malato, ha fatto giurare ai baroni del reame la fedeltà nelle mani del duca di Berry, suo secondo figlio; il duca di Borgogna l’ha giurata al delfino di Francia e gli ha promesso di metterlo nel reame.
Il duca di Savoia sta per nominare cancelliere Antonio di Romagnano.

20 marzo 1458, Pavia                                Pietro Beccaria a Cicco Simonetta
Sospetta che l’arcivescovo di Vienna voglia partire, essendo continuamente avvisato che il re di Francia è molto malato (Tour). Lo stesso arcivescovo per la malattia del re ritiene impossibile un accordo fra il re e il delfino, per quanto i giorni passati fosse stato avvisato di un accordo che sarebbe lungo riferire. Pensa che il delfino voglia vedere la fine del padre.
L’arcivescovo più volte gli ha detto di esortare il duca di Milano a far visitare il delfino nel momento difficile che sta attraversando e fargli fare offerte generali, perché, quando si trovasse in altro stato, se ne ricorderebbe. Potrebbe essere questo un buon inizio per un’amicizia fra il duca di Milano e il delfino.
Chiede a Cicco Simonetta, se ha qualche notizia di Ludovico Bolleri, di far avvisare l’arcivescovo, il quale gli è molto amico.
Raccomanda estrema discrezione a Cicco Simonetta: l’arcivescovo, se si sapesse che da lui vengono fornite le suddette informazioni, rischierebbe la vita.

28 marzo 1458, Ginevra                           Corradino Giorgi a Francesco Sforza

Gli ambasciatori del re sono partiti affatto scontenti.
Secondo quanto può intendere, il duca di Savoia tratta con Ludovico Bolleri per liberarlo a condizione che si presenti davanti al re di Francia. Ritiene che questo potrebbe avvenire, perché la parte “franzosa” non governa più e governa l’altra, che esorta il duca a liberare Ludovico Bolleri come detto sopra.
Passata Pasqua, manderanno ambasciatori al re di Francia, ma lui crede non avverrà perchè continuamente si dice quanto ha già scritto riguardo alla salute del re. In più ora aggiunge che i medici prevedono che il re non supererà il mese presente.
CG comunque insiste per la liberazione di Ludovico Bolleri. Il duca gli ha risposto che gli ambasciatori sono partiti con accordo che lui gli mandi dietro suoi ambasciatori per dare una conclusione alla questione di Ludovico Bolleri, che gli comunicherà, una volta raggiunta.
Nel frattempo, comunque, il duca di Savoia tratta con Ludovico Bolleri.
Giovanni de Mansi-CG
La questione del duca d’Orléans.
Claudio da Langino -> Giacomo Berretta -> CG
La questione dei 6.000/8.000 ducati che il duca di Savoia potrebbe chiedere al duca di Milano.

28 marzo 1458, Alessandria                    Abramo Ardizzi a Francesco Sforza
Ha già avvisato il duca di Milano che l’Abbé, il quale veniva con fanti in soccorso di Arcimbaldo a Centallo, è stato preso nelle terre del marchese di Saluzzo.
Ora è avvisato che quanto scritto sopra riguarda anche un monsignore del Delfinato.
E’ avvisato che la maggior parte delle genti del balì d’Asti sono andate verso Centallo e che attorno a Centallo si raduna un gran numero di gente, ma non per accamparsi contro Centallo, ma per andare contro Genova e favorire l’arrivo del duca di Calabria a Genova.

8 aprile 1458, Milano                                Francesco Sforza a Bernardo Villamarina
In una lettera del primo di aprile Bernardo Villamarina scrive al duca di Milano di avere inteso che vuole difendere Ludovico Bolleri e lo conforta a non farlo, perché da questo ne seguirebbe cosa assai gradita al re di Francia, mentre, non facendolo, ne seguirebbe molestia.

2 aprile 1458, Finale                                Giovanni del Carretto a Francesco Sforza
Il conte di Tenda lo ha avvisato che Giovanni de Lornay a nome del duca di Savoia è accampato contro alcuni castelli di Ludovico Bolleri e che ritiene possano procedere anche contro di lui. Il conte esorta il duca di Milano a inviargli aiuto.
Renato d’Angiò non difende il conte di Tenda, ma complica la situazione e bisogna resistere anche contro di lui (?).

3 aprile 1458, Alessandria                      Abramo Ardizzi a Francesco Sforza
Costanzo di Valgrana -> messo -> FS
5.000 soldati sono accampati tra la Rocca e Demonte e hanno preso tutte le villette che si trovano tra l’uno e l’altro dei suddetti luoghi. Hanno preso il bestiame e la roba della valle.

5 aprile 1458, Ginevra                             Corradino Giorgi a Francesco Sforza
L’8 aprile arriverà un ambasciatore del duca di Borgogna che si chiama conte di Stampes.
Si dice viene per intendere la volontà del duca di Savoia, se vuole essere francese o borgognone.
Si dice essere iniziata la guerra fra Francia e Borgogna ed essere avvenuta una battaglia nella quale i francesi avrebbero avuto la peggio.
Si aspetta il monsignor de Dunois, bastardo di Orléans, che viene da parte del re di Francia. Vi è chi dice viene per il suddetto motivo; altri affermano che viene per la questione di Ludovico Bolleri, essendo quello che sostiene il balì di Asti presso il re di Francia contro lo stesso Ludovico Bolleri. Continuano le notizie sulle assai critiche condizioni di salute del re di Francia.
Francesco de Tomatis-CG
Il consiglio mandato al duca di Milano dal Tomatis.

6 aprile 1458, Alessandria                      Abramo Ardizzi a Francesco Sforza
Biasmo Bianco -> Crispino -> AA
Quelli del duca di Savoia hanno preso la terra di Demonte, hanno portato via la roba e il bestiame. Hanno anche preso una rocca del conte di Tenda che si chiama Vernante.
Il duca di Savoia ha minacciato il marchese di Saluzzo, che però non vuole lasciare l’Abbé e il monsignore del Delfinato da lui arrestati. Ha mandato ambasciatori dal duca di Savoia e dal re di Francia.

8 aprile 1458, Milano                                Francesco Sforza a Bernardo Villamarina
In una lettera del primo di aprile Bernardo Villamarina scrive al duca di Milano di avere inteso che vuole difendere Ludovico Bolleri e lo conforta a non farlo, perché da questo ne seguirebbe cosa assai gradita al re di Francia, mentre, non facendolo, ne seguirebbe molestia. Fino ad ora il duca di Milano non ha inviato a Ludovico Bolleri nessun aiuto.

9 aprile 1458, Milano                               Francesco Sforza a Onorato conte di Tenda
Sarebbe dovere del duca difendere le terre di Ludovico Bolleri e del conte di Tenda, quando qualcuno li avesse voluti offendere, e non essere lui ad attaccare.

13 aprile 1458, Milano                                         Francesco Sforza al Marchese da Varese, Nicodemo Tranchedini, Ottone del Carretto ed Antonio da Trezzo

18 aprile 1458, Alessandria                                Abramo Ardizzi a Francesco Sforza
D’Asti è avvisato che il balì è giunto dal duca di Savoia dove starà qualche giorno per la questione di Ludovico Bolleri. Oggi si dice che le genti accampate contro le terre di Ludovico Bolleri si sono allontanate per il soccorso mandato dalla Provenza insieme con quelli di Tenda.

1 maggio 1458, Milano                             Francesco Sforza a Corradino Giorgi
In base a una lettera del 18 aprile, il duca di Savoia è intenzionato a liberare Ludovico Bolleri e restituirgli le sue cose.
Il duca di Savoia afferma che le novità fatte contro il conte di Tenda e le altre terre di Ludovico Bolleri sono avvenute contro la sua volontà e che delibera di richiamare quelle genti e fare in modo di avere Centallo ed Arcimbaldo in proprio potere.

2 maggio 1458, Ginevra                            Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Oltre alle altre informazioni già date nella lettera del 18 aprile, il duca di Savoia, per dimostrare che quanto avvenuto contro le altre terre del conte di Tenda e di Ludovico Bolleri è accaduto contro la sua volontà, manda frate Giorgio da Piossasco a far togliere le offese.
Per altre lettere ha potuto intendere della liberazione di Ludovico Bolleri e per altre ancora della partenza di frate Giorgio da Piossasco.

19 aprile 1458, Firenze                            Angelo Acciaiuoli a Francesco Sforza
“Questa mossa delle genti del duca di Savoia, sanza havere riguardo al re di Franza o al re Rinato o alla signoria vostra, mi fa pensare da che possa nascere tale ardire, per che di sua natura Savoia non è tanto ardito. Ma bene credo che il re di Franza, per offendere et disfare quegli amici del dalphino, conforti il duca di Savoia a quella guerra segretamente, non stante che habia mandato e sua ambasciadori con altra comissione, ho veramente il duca de Savoia s’è mosso per la disfida che gli mandò tre mesi fa il re Renato. Queste novità di là daranno al passare de franzesi qualche noia.”

24 aprile 1458, Alessandria                    Abramo Ardizzi a Francesco Sforza
Abramo Ardizzi -> Gentile della Molara -> FS
Ha fatto riferire del ritorno del balì e di alcune “novelle, over zanze”, erano dette del re di Francia.
Ha inteso che il re ha ridotto il balì a 100 lance.
Il balì d’Asti ha detto che Ludovico Bolleri sarebbe liberato se re Renato non avesse detto che il duca di Savoia tiene Nizza e il Piemonte che sono suoi e che vuole distruggere lo stesso Ludovico Bolleri. Di questo il duca di Savoia si vendicherà; dice anche che il delfino resterà d’accordo con il padre.

25 aprile 1458, Tenda                               Onorato conte di Tenda a Francesco Sforza
Il castello di Demonte è stato perso.

27 aprile 1458, Napoli                             Antonio da Trezzo a Francesco Sforza
Lettera per il duca di Savoia dal parte del re d’Aragona.

12 maggio 1458, Milano                           Francesco Sforza a Corradino Giorgi
Il 28 aprile Ludovico Bolleri è stato liberato.

28 aprile 1458, Milano                             Francesco Sforza a Tiberto Brandolino

1 maggio 1458, Roma                               Callisto III a Francesco Sforza

1 maggio 1458, Roma                                           Callisto III ad Alfonso d’Aragona, Francesco Sforza, al doge di Venezia e ai Fiorentini

1 maggio 1458, Milano                             Francesco Sforza a Corradino Giorgi
In base a una lettera del 18 aprile, il duca di Savoia è intenzionato a liberare Ludovico Bolleri e restituirgli le sue cose.
Il duca di Savoia afferma che le novità fatte contro il conte di Tenda e le altre terre di Ludovico Bolleri sono avvenute contro la sua volontà e che delibera di richiamare quelle genti e fare in modo di avere Centallo ed Arcimbaldo in proprio potere.
Bonifacio da Castignole è andato ad accamparsi con le altre genti contro Ludovico Bolleri e i conti di Tenda, fatto per il quale parrebbe che quanto avviene non accade contro la volontà del duca.

2 maggio 1458, Ginevra                            Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Oltre alle altre informazioni già date nella lettera del 18 aprile, il duca di Savoia, per dimostrare che quanto avvenuto contro le altre terre del conte di Tenda e di Ludovico Bolleri è accaduto contro la sua volontà, manda frate Giorgio da Piossasco a far togliere le offese.
Per altre lettere ha potuto intendere della liberazione di Ludovico Bolleri e per altre ancora della partenza di frate Giorgio da Piossasco.
Meraviglia del duca di Savoia per i movimenti di Tiberto Brandolino nel Novarese.

2 maggio 1458, Milano                            Francesco Sforza a Corradino Giorgi
Riferisce della lettera del conte Onorato di Tenda del 25 aprile.
Ambasciata da fare al duca di Savoia con connesse minacce.

2 maggio 1458, Milano                            Francesco Sforza al Marchese da Varese
Il duca di Savoia ha preso la rocca di Demonte.

2 maggio 1458, Roma                               Ottone del Carretto a Francesco Sforza
Il Cardinale di Roane ha parlato con il papa in difesa del duca di Savoia, dicendo che Ludovico Bolleri ha condotto trattative tra il delfino di Francia e Francesco Sforza che non sono risultate gradite al re di Francia, che Ludovico Bolleri e i conti di Tenda si trovano nel dominio del duca, che hanno delle obbligazioni con il re Renato e altre cose.
Ha parlato con il suddetto cardinale il quale alla fine ha lodato Francesco Sforza, dicendo che dal vescovo di Torino gli erano fornite le suddette informazioni.

3 maggio 1458, Milano                                        Francesco Sforza a Ottone del Carretto e Nicodemo da Pontremoli
Necessità per il duca di Milano di agire. Il duca di Savoia ha preso Demonte.

4 maggio 1458, Milano                                        Francesco Sforza a Boccaccino Alamanni e Nicodemo Tranchedini
Arrivo di Antonello Pagano, segretario di re Renato. Il re si prepara a vendicarsi dell’oltraggio arrecato contro Ludovico Bolleri e i conti di Tenda. Francesco Sforza ha risposto essere obbligato a difenderli e che provvederà ad aiutarli.

4 maggio 1458, Milano                            Francesco Sforza a Maria di Savoia

6 maggio 1458, Milano                            Instruzione per Ambrogino da Longagnana

6 maggio 1458, Asti                                  Antonello Pagano a Cicco Simonetta
E’ arrivato oggi ad Asti. Il balì gli ha raccontato meravigliato dei modi tenuti dal duca di Savoia e dai suoi uomini in Piemonte.
Il duca di Savoia ha di nuovo ristretto la guardia di Ludovico Bolleri.
Lornay, che si trova accampato contro i luoghi di Ludovico Bolleri, ha fatto rispondere al balì che l’aveva ammonito di non offendere più insultando il duca di Milano.
Hanno detto ad Arcimbaldo che è mutata la decisione rispetto a Ludovico Bolleri e per questo tenga Centallo: se vuole riconoscere averlo dal duca di Savoia, l’aiuteranno contro chiunque volesse attaccarlo.
Il balì è molto contento della decisione presa dal duca di Milano.
Manda il prete del conte di Tenda in Provenza ad avvisare il re Renato della decisione presa dal duca di Milano. Lui va a Genova ad avvisare di tutto il duca di Calabria.

7 maggio 1458, Asti                                  Antonello Pagano a Cicco Simonetta
Avvisa che il duca di Savoia manderà il vescovo di Torino e Guiotino de Nores. Vengono solo per dare parole. Esorta Cicco Simonetta perché dal canto suo faccia in modo che non si muti la decisione presa.

7 maggio 1458                                                       Tregua fra Antonio di Tenda e Ludovico di Savoia

8 maggio 1458, Firenze                                       Boccaccino Alamanni e Nicodemo Tranchedini a Francesco Sforza
A Cosimo pare sia meglio per il duca di Milano non entrare in guerra con il duca di Savoia se non è certo di averne a guadagnare altro che la salvezza dei suoi aderenti. Gli pare anche che il duca di Milano alla parte di re Renato abbia risposto bene: deve mantenersi fra Angioini e Aragonesi con equilibrio, finché non si capisca come vada a finire la faccenda di Genova.

8 maggio 1458, Venezia                            Il Marchese da Varese a Francesco Sforza
Ha riferito della presa della rocca di Demonte.

12 maggio 1458, Milano                           Francesco Sforza a Giorgio di Piossasco
Per sue lettere del 9 maggio è reso certo della commissione a lui fatta dal duca di Savoia di cavalcare per restituire le terre e i beni di Ludovico Bolleri.

10 maggio 1458, Milano                          Francesco Sforza al Marchese da Varese
Manderà un’altra ambasciata al duca di Savoia. Nel caso in cui il duca di Savoia non soddisfi le richieste, Francesco Sforza dovrà necessariamente passare all’azione.

11 maggio 1458, Tonon                            Corradino Giorgi a Francesco Sforza
Il 9 maggio ha fatto al duca di Savoia l’ambasciata richiesta.
Risposta: non vi è finzione come appare evidente per la liberazione di Ludovico Bolleri, l’invio di Giorgio di Piossasco alla revoca delle offese e restituzione dei beni di Ludovico Bolleri; il duca di Savoia non ha né Centallo, né Arcimbaldo in suo potere. E’ vero che Arcimbaldo si è trovato con il vescovo di Mondovì e alcuni altri presso Centallo trattando di rimettere Centallo nelle mani del duca di Savoia in cambio di una somma di denaro, ma per l’accordo avvenuto con Ludovico Bolleri quello con Arcimbaldo è saltato.

12 maggio 1458, Milano                          Francesco Sforza a Maria di Savoia
Ha ricevuto lettere di Corradino Giorgi per le quali è reso sicuro della liberazione di Ludovico Bolleri e dell’ottima disposizione del duca di Savoia nel recuperare le terre e i beni di Ludovico Bolleri.
Fa soprassedere Tiberto Brandolino.

12 maggio 1458, Milano                           Francesco Sforza a Giorgio di Piossasco
Per sue lettere del 9 maggio è reso certo della commissione a lui fatta dal duca di Savoia di cavalcare per restituire le terre e i beni di Ludovico Bolleri. Fa soprassedere le sue genti.

12 maggio 1458, Milano                          Francesco Sforza a Ludovico Bolleri

12 maggio 1458, Milano                           Francesco Sforza a Corradino Giorgi
Il 28 aprile (?) Ludovico Bolleri è stato liberato.
Fa soprassedere le genti che aveva deciso di inviare.
La liberazione di Ludovico Bolleri deve essere totale.
Invia a Corradino Giorgi le lettere inviate dal papa e dal re d’Aragona al duca di Savoia.

19 maggio 1458, Milano                           Francesco Sforza ad Antonio da Trezzo
Ha ricevuto la lettera del 27 di aprile con quella scritta dal re d’Aragona al duca di Savoia.

12 maggio 1458, Roma                             Ottone del Carretto a Francesco Sforza

12 maggio 1458, Roma                             Callisto III a Francesco Sforza

13 maggio 1458, Milano                          Cicco Simonetta a Francesco Sforza

19 maggio 1458, Milano                           Francesco Sforza ad Antonio da Trezzo
Ha ricevuto la lettera del 27 di aprile con quella scritta dal re d’Aragona al duca di Savoia.
Il duca pare voglia compiere quanto a lui richiesto.

26 maggio 1458, Milano                          Francesco Sforza al Marchese da Varese

27 maggio 1458, Milano                                      Francesco Sforza al duca di Savoia, a Corradino Giorgi, a Ludovico Bolleri e ad Onorato conte di Tenda
Avvisa dell’arrivo di Antonio da Cardano.

29 maggio 1458, Milano                                      Francesco Sforza ad Antonio da Cardano
La liberazione di Ludovico Bolleri deve essere “libera”.
Se il duca di Savoia dicesse avere mandato frate Giorgio da Piossasco o altri, Francesco Sforza vuole che gli dica che questo non basta perché le genti non sono ancora revocate dall’impresa, ma sono vicine a Rocca Sparviera un miglio, che è come se gli fossero accampate contro.

31 maggio 1458, Venezia                         Marchese da Varese a Francesco Sforza
“Soa signoria me rispose come bon amico, secondo che le usa in ogni cosa, che la vorrea vostra signoria fosse così sufficiente contra del capo, come l’è contra dela coda, cioè contra lo re di Francia, come ben si pò vendicare contra lo .. duca de Savoya.”

3 giugno 1458, Roma                                Ottone del Carretto a Francesco Sforza
Il cardinale di Roane è già da più giorni che dice avere lettere di Antonio da Romagnano secondo le quali Ludovico Bolleri è stato liberato.
E poi?

3 giugno 1458, Roma                                Ottone del Carretto a Francesco Sforza
Ha gradito intendere in che termini sia la questione con il duca di Savoia.

6 giugno 1458, Milano                             Francesco Sforza ad Antonio da Cardano
Ludovico Bolleri è stato liberato.

8 giugno 1458, Torino                              Antonio da Cardano a Francesco Sforza
Lega tra il duca di Borgogna, il re d’Inghilterra, il re d’Aragona e il duca di Savoia.
L’ambasciata del duca di Savoia che va a Milano per fare lega con il duca di Milano a distruzione del re di Francia.
Il Consiglio del duca di Savoia ha ordinato, come dicono, che domattina Ludovico Bolleri parta per i fatti suoi. Con lui devono andare il maniscalco e Giorgio di Piossasco. Andranno a far restituire Demonte.

10 giugno 1458, Aix-en- Provence         Copia dei capitoli con il re Renato
Il re Renato è avvisato dalla corte del re di Francia che ambasciatori francesi andranno dal duca di Savoia. Invierà quindi uno dei suoi per intendere tutto.

11 giugno 1458, Aix-en-Provence          Renato d’Angiò a Francesco Sforza
Avvisa dell’invio di Onorato di Berra.

18 giugno 1458, Milano                                       Francesco Sforza a Ottone del Carretto, al Marchese da Varese
4 giorni fa sono giunti gli ambasciatori del duca di Savoia che hanno fatto la loro ambasciata solo ieri sera.

21 giugno 1458, Milano                           Francesco Sforza a Ludovico Bolleri
Invita Ludovico Bolleri a venire a Milano.

23 giugno 1458, Ceva                               Ludovico Bolleri a Francesco Sforza
Il castello di Demonte è stato restituito ad Antonio conte di Tenda.

24 giugno 1458, Aix-en-Provence          Renato d’Angiò a Francesco Sforza
Attende il messo che si trova presso gli ambasciatori del re di Francia mandati dal duca di Savoia. Sa che sono già partiti non contenti e che erano comparsi innanzi al duca di Savoia senza nulla ottenere prima che il messo stesso giungesse.

26/27 giugno 1458, Milano                                 Francesco Sforza ad Antonio da Trezzo, a Ottone del Carretto, a Nicodemo da Pontremoli
Li ambasciatori pare vogliano risolvere la questione di Ludovico Bolleri, revocando alcune obbligazioni che avevano immotivatamente fatto fare.
Arrivo di Onorato di Berra.

4 luglio 1458, Milano                               Francesco Sforza al marchese da Varese
E’ giunto Ludovico Bolleri: il duca di Savoia non solo non gli restituisce il suo, e soprattutto il castello di Centallo, ma Arcimbaldo lo priva di ogni suo bene.
Richiede di essere aiutato secondo il duca di Milano è obbligato. Il duca di Milano deve agire, ma di nuovo invierà ambasciatori dal duca di Savoia, il quale, fra l’altro, si trova di qua dai monti.

29 luglio 1458, Pavia                                Francesco Sforza al Consiglio Segreto
Francesco Sforza ha mandato ambasciatori a Firenze, Napoli e Roma per i fatti della pace. Hanno presentato la ratificazione della pace (con il re di Francia?) con la riserva della lega di Francesco Sforza con il re di Francia e la denominazione dei collegati, aderenti e raccomandati.
Re Ferdinando e i Fiorentini si sono obbligati che, nel caso in cui Francesco Sforza fosse richiesto di aiuto da parte del re di Francia e attaccasse il duca di Savoia e i Veneziani attaccassero il duca di Milano, aiuteranno il duca di Milano.
Il 26 luglio è giunto un ambasciatore del re di Francia: preparativi di guerra del duca di Borgogna.
Ambasciatori al duca di Savoia: si ritragga dalle offese al re di Francia.
Lettera a Venezia: al duca di Milano sarà necessario attaccare il duca di Savoia, se questi persevererà nel offendere il re di Francia.

31 luglio 1458, Milano                            Francesco Sforza al duca di Savoia
Gli oratori del duca di Savoia hanno riferito della voce fatta circolare da Arcimbaldo di avere un accordo con il duca di Milano. Questo è falso.
Rende certo il duca di Savoia di non avere e di non avere mai avuto alcun accordo con Arcimbaldo.

5 agosto 1458, Milano (?)                                   Francesco Sforza al marchese da Varese
Sono arrivati altri ambasciatori sabaudi, ma non si è giunti ad alcun accordo.

19 agosto 1458, Rocca Sparavera          Ambrogino da Longagnana a Francesco Sforza
Il 9 agosto il campo del duca di Savoia si è andato ad accampare contro Rossana, tenuta da Arcimbaldo.

26 agosto 1458, Milano                            Francesco Sforza al duca di Savoia
Ambrogino da Longagnana ha catturato Arcimbaldo.

28 agosto 1458, Roma                              Ottone del Carretto a Francesco Sforza
L’arrivo di Giovanni Cagna.

30 agosto 1458, Milano                            Francesco Sforza a Ottone del Carretto
E’ stato raggiunto l’accordo fra il duca di Milano, il duca di Savoia e re Renato.

31 agosto 1458, S. Nazaro                        Francesco Capra a Francesco Sforza
Arcimbaldo è stato preso da quelli del duca di Savoia.

1 settembre 1458, Milano                                   Francesco Sforza a Francesco Capra
Il duca invia Tommaso da Bologna per farsi consegnare Arcimbaldo.

1 settembre 1458, Milano                                    Francesco Sforza al duca e alla duchessa di Savoia
“Gesta sunt impudenter nonnulla per aliquos subditorum vestre dominationis”

3 settembre 1458, Torino                                    Ratificazione dei capitoli

4 settembre 1458, Alessandria                           Onorato di Berra e Ludovico Bolleri a Francesco Sforza
E’ giunto Sebastiano di Solaro con lettere di credenza del primo settembre del duca e della duchessa di Savoia e ha riferito la disposizione di restituire il castello di Centallo.
Lettera del vescovo di Torino del 2 settembre.

5 settembre 1458, Milano                                   Francesco Sforza a Ottone del Carretto

3 settembre 1458, Cusago                                   Francesco Sforza a Ludovico Bolleri
In base a una lettera di Tommaso da Bologna del 3 settembre il duca di Savoia gli ha detto di volere restituire Centallo.

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