13. Francesco Sforza a Marchese da Varese 28 aprile 1458

Al documento risulta allegato Venezia14, documento del 21 aprile dichiarato non autentico nella stessa Venezia13.

Marchesio de Varesio.
Havemo recevuto tre tue littere, le due de XXI et l’altra de XXIIII° del presente, per le quale restiamo advisati de quanto fin in quelli dì era occorso lì et cossì del comunicare con ti ha facto quello illustrissimo principe et signoria de quello gli ha dicto el cancellero del conte Iacomo et quanto gli ha scripto el duca de Savoya et dele cose de Zenova, al che non ne accade dire altro, si non che del tucto per nostra parte la rengratiaray summamente essa illustre signoria et solicitaray de havere la resposta ch’ella te ha affare per li facti del predicto duca de Savoya, secondo te scripsemo, non havendotela facta ala recevuta de questa, perché ad noy tale resposta importa assay. Altro de novo non havemo al presente da notificarte, ma se cosa alcuna haveremo digna de adviso s (a) immediate te ne daremo noticia chiareza per noticia de quella illustre signoria. Datum Mediolani die XXVIII aprilis 1458.
Post datum. Sonno (b) più dì ch’el se retrova qui Barthomeo* Pisani, genero del magnifico messer Michele, quale se è absentato da Venexia per la casone che tu devi sapere, et cum instantia ha cercato et cerca de havere da noy provisione et stare in la corte nostra come gentilhomo, et perché noy consideramo che, quando da noy havesse provisione et stesse in la corte nostra per gentilhomo, che a quella illustrissima signoria non piaceria, siando suo bandezato come el è, per torselo da le spalle più honestamente che sia possibile havemo facto una lettera per la quale appare come te havemo scripto de questo facto et che tu ne respondi secondo se contene qui in la copia inclusa, siché la quale te mandiamo ad toa informatione, adcioché, s’el occorresse che tu per qualche via ne fusse domandato per li soy parenti o altre persone, sappi come governarte et respondere, per modo non venghi ad discrepa variare da questo che noy havemo ordinato in tuo nome, la quale lettera havemo facto monstrare al dicto Bartholomeo, datum ut el quale poria (c) essere che de ciò daria adviso ad li soy lì. Datum ut in litteris.

(a) La «s» è tagliata: si tratta di un errore che può essere interpretato come una «s» depennata o come «ser», richiamando la «s» tagliata di «secondo» che si trova quattro righe sopra.
(b) Sopra «sonno» vi è una «p» tagliata nella parte superiore: si tratta di un errore che può essere interpretato come una «p» depennata o come «pre».
(c) «poria» sembra avere la «p» tagliata, ma dalla fotocopia a disposizione non si capisce bene.

* Può essere il caso di rilevare che negli elenchi degli apostoli forniti dai Vangeli sinottici (Mt 10,3; Mc 3,18; Lc 6,14) in occasione della vocazione dei dodici apostoli e dagli Atti degli Apostoli (1,13) viene citato Bartolomeo. Il Vangelo riferisce che Cristo, incontrandolo per la prima volta, lo aveva definito «un israelita in cui non c’è falsità» (Gv 1,45-51). Sulle modalità del suo martirio circolarono varie versioni: Jacopo da Varagine nella Legenda Aurea, risalente al XIII secolo, ritiene più degna di fede quella secondo cui Bartolomeo venne dapprima crocifisso e poi, mentre era ancora vivo, scorticato. L’episodio dello scorticamento fu quello più noto e rappresentato. Il santo compare addirittura raffigurato con il particolare della propria pelle in mano, come per esempio nel Giudizio universale di Michelangelo (Roma, Cappella Sistina).

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