7. Colpo di scena: la lega di Borgogna

Quanto esposto sopra parte dall’assunto che il re di Francia e Renato d’Angiò sostenessero segretamente Ludovico di Savoia nelle sue scorribande contro i territori di Ludovico Bolleri. Vi è però un problema di notevole entità. In CS8, lettera dell’8 giugno, si legge qualcosa di particolarmente importante, già citato sopra, riguardo agli inviati sabaudi diretti a Milano per fare entrare Francesco Sforza in una lega dal carattere antifrancese:

Guillielmo di signori de Antesano, prexo ha Taurino, che vene de presente dal Delfinato, ha intexo da Gabriel de Bernezio, signore de Targi, quale è camererio e del Consilio dela maiestà del re de Franzia e che andava dal re de Franza per parte de monsegnore de Giaton, gubernatore del Delfinato, che dito .. gubernatore sa che lo .. duca de Borgogna, lo re de Inglitera, la maiestà del re de Aragona e lo .. duca de Savoya hano fato liga insema et che adesso l’ambasaria del .. duca de Savoya va Milano per fare liga cum l’illustrissimo signore duca de Milano a destructione del re de Franza, […].

Ignorare le suddette informazioni, considerandole per così dire estravaganti, non pare scientificamente corretto, soprattutto «in base all’assioma che un messaggio è tanto più informativo quanto meno prevedibile».[19] Si consideri inoltre che in Ventura3, minuta del 4 luglio di Jacopo Ventura, podestà delle località toscane di Campi e Signa, si legge: «Per la morte del re è finita la lega di Borghogna», mentre cinque giorni più tardi lo stesso Ventura riferiva al duca di Milano che «Borgogna, che è in bonissima dispositione con la sacra maestà del re di Francia per la morte del re da Raona, suo collegato, di che perde riputatione assai, ora di miglior voglia viverrà». Riferendosi a questo stesso periodo, inoltre, Gaston du Fresne du Beaucourt scrisse: «Au mois de juin, des conférences furent tenue à Calais entre le comte de Warwick et des ambassadeurs du duc de Bourgogne, qui ne tarda pas à envoyer une ambassade en Angleterre. Il est fort probable que, dès ce moment, une convention secrète fu passée par le duc avec le parti Yorkiste».[20] Grazie a Jacopo Ventura veniamo dunque a scoprire l’esistenza di una lega di Borgogna di cui facevano parte il duca di Borgogna Filippo il Buono e il re d’Aragona Alfonso il Magnanimo, alla quale Gaston du Fresne du Beaucourt permette di aggiungere il partito yorkista inglese. CS8 consente infine di completare l’alleanza con i duchi Ludovico di Savoia e Francesco Sforza.
Il motivo della lega di Borgogna non pare indizio da trascurarsi e anzi, posto com’è al termine degli epistolari intrattenuti da Francesco Sforza prima con Corradino Giorgi e poi con Antonio Cardano, non può non indurre a rimeditare il senso di quanto appena letto.[21]

[19] Segre (1985: p. 74).
[20] Fresne de Beaucourt (1891: p. 270).
[21] Cfr. Segre (1985: pp. 37-38): «sono stati […] studiati i modi […] di trattare l’inizio e la conclusione delle composizioni […]: nel complesso, essi mostrano la cura di presentare e, rispettivamente, concludere il mondo […] istituito nel testo stesso, già indicando in partenza il tipo di sviluppo che è lecito attendersi e viceversa sottolineando, sul finire, la tonalità con cui si vuole che sia rimeditato tutto lo sviluppo testuale».

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