1.2.5. Le informazioni di GS2

Prima di verificare in quale lettera Corradino Giorgi faccia intendere l’avvenuta ricezione di SG3 ed SG3-All, è necessario esaminare le informazioni di GS2, missiva datata 23 dicembre.

 

Tabella 21: le informazioni di GS2 (23 dicembre)

 

1 Con quanta instantia sapia ne possa fare per la liberatione de domino Aloyse Bollereo a questo illustrissimo signore, non posso havere havere [33] da soa signoria altro […] che ha comisso cossa dela qual, quando vostra signoria sarà informata, remarrà tacita he che ha mandato Andrea Maleta, qual informerà vostra signoria ad plenum […]. 
2 Intendo fano questo solum per aspectare la deliberatione del re de Franza, […]. 
3 Al prescente hè stato qui uno Iacobo de Mansim, subdicto de questo signor ma servitore del ducha de Orliens he mandato per lo re de Franza, lo quale ha facto dimora qui per quatro dì cum questo signor he in grandi conscigli. Qual scia la casone non se dice, né io la posso investigare,
4 ma, retrovandome con esso, me domanda molto caldamente como sce intendea il signor Alesandro con vostra signoria he, respondendo my: «Molto bene», disse luy: «Pote esse per la fede tua è cusì lo vero», e replicando my pur cusì esser, tuto stupefacto e maraveglioxo sc’è partite da my. 
5 Poy, stando uno pezo, retorna a my he domandome sce lo parentato ha facto vostra signoria cum lo re de Aragono haverà locho e, respondendo che scì, resposse luy he disse era grande pecato, perché intendea quella dona una bella dona essere et lo maritio ho quelo che debe esser suo marito essere molto tristo, picholo, sozo et bruto, et che vostra signoria havere’ facto meglo a darla a uno de questi signori de qua, il che haverebe trovato vostra signoria he trovareabe al vostro modo. Io gli resposte gly n’era una altra. Non me debe resposta. Non l’ò poy veduto, perché, scecundo intendo, hè partito de qui per andare ale soe castelle. 
6 Per lettere de domino Aloyse sonto advisato he pregato advisa vostra signoria, […], et primo che ad ogni modo faza vostra signoria l’abia de una pulvere che faza dormire per spatio de zinque ho sey hore, per fare dormire questi che guardano, como ho per altre mie scripto a vostra signoria. 
7 Et fa perché vorebe fugire, perché dice havere lo modo qui più che in alchuno altro locho, 
8 et vorea piglare una de doe vie, confortandolo la vostra signoria lo faza: l’una vorea andare a capitare a uno locho che sce chiama Saselo, qual hè lonze de qui doe lege, è supra il Rodeno he ly vorea havere una bona fusta con sey navaroli galiardi, scorti de l’aqua he scecuri, forniti de reme, de victualia et de ogni altra cossa necessaria per doy dy, he vorea venire suxa per Rodeno et non dice unde, né più ultra, l’atra via hè andare a Buseria, ch’è in del Dalfinato, hed è lonze de qui octo lege e bisogna capitare prima a Zambalero, dove sono lege zinque de qui, he a questa Buseria vorea havere una fusta, como ho sopra dicto, per inscire per aqua, però dubita che queli del Dalfinato non lo reteneseno, he non dice né unde vogle capitare, né che, né como, como di sopra. 
9 Item dice, sce a vostra signoria non pare de potere provedere a questo, che ve piaza darne adviso improventia he non dice a chi he che scia presto, però che, passate le feste, questo signore sce partirà de qui he non haverea poy cusì il modo como ho sopra dicto. […].

Corradino Giorgi riferisce che il duca di Savoia, alla sue richieste di liberare Ludovico Bolleri, gli ha risposto che il signore di Centallo si è comportato in modo tale che Francesco Sforza, quando sarà informato da Andrea Maletti, non potrà che restare in silenzio per lo stupore (1). In realtà, però, sta aspettando la deliberazione di Carlo VII (2) [34]. L’ambasciatore avvisa poi dell’arrivo a Rumilly di Jean d’Amancier [35], il quale, dopo essersi intrattenuto per quattro giorni con Ludovico di Savoia (3), ha cercato di avere da lui informazioni sulla qualità dei rapporti del duca di Milano con il fratello Alessandro, insinuando che non siano buoni (4). L’inviato di Carlo VII ha anche chiesto se il matrimonio tra Ippolita Sforza e Alfonso, nipote del re d’Aragona, avrà luogo [36], esprimendo il proprio disappunto per la risposta positiva dell’inviato sforzesco, perché sapeva che lei era una «bella dona», lui invece «molto tristo, picholo, sozo et bruto» [37]: il duca di Milano avrebbe fatto meglio a darla in sposa a un principe francese (5). Ludovico Bolleri ha infine rinnovato la richiesta della polvere narcotizzante, da somministrare alle guardie che lo sorvegliano (6): vorrebbe servirsene per fuggire, perché a Rumilly, dove ora si trova, è più agevole che altrove (7), dirigendosi a «Saselo», sul Rodano, o a «Buseria», nel Delfinato (si tratta rispettivamente di Seyssel, nell’Alta Savoia, e di la Buissiere [38], sull’Isère, circa 25 km a sud di Chambéry). Avrebbe però bisogno che il duca gli metta a disposizione una «fusta con sey navaroli galiardi»: nel primo caso per risalire il Rodano, nel secondo «per inscire per aqua», perché teme che quelli del Delfinato potrebbero catturarlo (8). Se Francesco Sforza non può fornire la barca, il signore di Centallo lo prega di avvisare in Provenza, anche se non dice chi, il più presto possibile, perché, trascorso il Natale, il duca di Savoia lascerà Rumilly (9) [39].

[33] Il secondo «havere» è espunto.
[34] A proposito della deliberazione del re di Francia si veda p. 5, n. 5.
[35] Corradino Giorgi scrive, commettendo un errore, «Iacobo de Mansim» (a proposito di Jean d’Amancier si veda p. 15, n. 9). L’inviato milanese riferisce che Jean d’Amancier, dopo essere stato a Rumilly, «scecundo intendo, hè partito de qui per andare ale soe castelle» (punto 5). In realtà il francese raggiunse Ginevra: in Beretta1, documento «Datum Aginevera a dì XXVI de dicembre», Giacomo Beretta scrive infatti che «qui ariva, davanti heri, uno che si domanda Giovanni da Manse, el qualle vene dala signoria vostra per parte del re de Fransa». Carlo VII aveva deciso di inviare Jean d’Amancier perché conosceva l’italiano. Nell’interrogatorio di Arcimbaldo de Abzat del 23 settembre 1458 (ASM, SCI, 756, Pavia) il mercenario risulta infatti affermare che «rex mitteret Iohannem de Mansi, qui melius inteligebat et sciebat linguam talianam». E in Ardizzi2, del 27 novembre 1457, annunciando il futuro arrivo dell’ambasciatore francese, Abramo Ardizzi riferisce che «prete Loyse Robaudi heri me manda a dire d’Ast ch’el .. baylì gli ha scritto […] che presto torneria di cua et cum luy veniva Iohanne da Mansy, il quale, […], quando il .. baylì primamente venne in queste parte, gli fu dato per compagno et consegliero come pratico dela lingua et cose d’Ytalia».
[36] Si veda al proposito Canetta, Carlo, Le sponsalie di casa Sforza con casa d’Aragona (giugno-ottobre 1455), «Archivio storico lombardo», IX (1882), pp. 136-144; X (1883), pp. 769-782.
[37] Questa impietosa fotografia del nipote di Alfonso d’Aragona riporta inevitabilmente alla memoria la descrizione, per nulla lusinghiera, di Jean d’Amancier che si può leggere in GS7 (Tabella 6, punto 13, p. 12): è anzi inevitabile l’impressione che in quest’ultima lettera Corradino Giorgi abbia voluto ridicolizzare il francese, punendolo per la presunzione con cui in precedenza aveva espresso parole così poco rispettose nei riguardi del futuro marito di Ippolita Sforza.
[38] Il toponimo deriva dal latino «buxus», bosso, divenuto il francese «buis»: il «buis bénit» è l’ulivo benedetto distribuito nelle chiese la Domenica delle Palme, giorno che apre la Settimana Santa nel quale si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme sei giorni prima della Passione. Il Vangelo racconta che, mentre Gesù si avvicinava a Gerusalemme, per la via del monte degli Ulivi la folla, presa da entusiasmo, lo accompagnò alla Città Santa agitando rami di ulivo (Lc 19, 28-40).
[39] L’urgenza del momento, dovuta alla necessità di agevolare il piano di fuga di Ludovico Bolleri, deve avere indotto Corradino Giorgi a lasciare in chiaro la lettera, che occupa più di una pagina, nonostante essa contenga alcune informazioni che sarebbe stato opportuno mettere in cifra (si veda al proposito pag. 51, n. 32). Un discorso analogo si può fare per SG4, lettera di Francesco Sforza in risposta a GS2 lunga quasi 2 pagine complete.

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