14. Marchese da Varese a Francesco Sforza 21 aprile 1458

Documento dichiarato non autentico in Venezia13, del 28 aprile, e allegato alla stessa Venezia13. Si confronti Venezia17 e il foglietto che si trova in basso a sinistra nella terza pagina della medesima Venezia17.

Illustrissimo signore mio. Io non ho facto resposta più presto ad quanto la vostra illustrissima signoria me scrisse ali zorni passati in lo facto del spectabile Bartholomeo Pisani, zenero del magnifico signore mesere Michele, perché, per fare el mio debito, ho voluto prima sutilmente investigare, intendere et sentire che caso se facesse qui se la signoria vostra togliesse esso Bartholomeo alla sua provexione, segondo me ha scritto inanci che me sia mosso ad scrivere sopra ciò cosa alcuna. Unde per risposta et per ghiareza d’essa vostra signoria l’adviso che io trovo in effecto che, togliendo vostra signoria dicto Bartholomeo ala sua provexione, qui sonno de quelli a chi piaceria, e questi sonno li parenti e amici d’esso Bartholomeo, ma dal’altro canto gli ne sonno deli altri, e in grosso numero, a chi non piaceria per niente, perché, per le parole che ho dicte in questa materia, già se n’è raxonato tra alcuni de auctorità et facto caso assay de questa cosa quando sequessi, dicendo loro che quantuncha la signoria vostra togliendo esso Bartholomeo alla sua provexione non veneria ad contrafare miga alli capituli della pace né della liga, né se gli poteria dire che non facesse bene, nondimancho, questo per respecto ad una bona vicinità et vera et bona amicicia et ad conservatione de uno quieto et pacifico vivere tra questa signoria et la vostra, per certo essa vostra signoria non lo doveria tore, recordando loro che altra volta, per conservare questa signoria l’amicicia haveva con fiorentini, con li quali viveva benissimo, mandò essa signoria ad rechiesta d’essi fiorentini de qui fino ad Fiorenza ligati alcuni loro rebelli et bandezati quali se retrovavano essere qui. Siché, signore mio, io comprehendo questo in conclusione in questa materia: che dando vuy provexione al dicto Bartholomeo vuy veneresti ad fare generare qui in li animi de molti rugine et malivolentia grandissima. Io ho voluto scrivere ad essa vostra signoria quello che comprehendo et intendo in questa materia, la quale porà poy fare quello li parerà. Venetiis XXI aprilis MCCCC°LVIII.
Illustris dominationis vostre servitor Marchese de Varese.

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