8.5. La barca francese

Per delineare i soggetti interessati dalla navigazione della «barcha» francese, è sufficiente considerare una parte del testo di GS7 riportata nel sottoparagrafo 8.3, quella in cui Corradino Giorgi scrive che «lo re de Franza fa praticha cum vniciani molto streta de farli rompere guerra cum la signoria vostra da uno canto e lo predicto re debe rompere dal’altro et […] per questa casone el predicto re ha deliberato mandare ambaxadori ala signoria de Venecia per concludere e, […], questi medesimi ambaxadori sono qui debeno esser queli gli debeno andare. […] Iohane da Mansin, prima che gli dicti ambaxadori vadano a Venecia, venerà dala signoria vostra e poi andarà a Venecia e lui è quelo che conduce la barcha».
La barca francese risulta fornita dal «re de Franza», lo skipper è «Iohane da Mansin», gli aiutanti di quest’ultimo sono i «medesimi ambaxadori sono qui» in Savoia, ossia Jean du Mesnil-Simon e Guillaume Toreau [48]. La missione affidata da Carlo VII a Jean d’Amancier consiste nel rendere prigioniero il duca di Milano, stabilendo un’alleanza con Venezia in funzione antisforzesca [49].

[48] Per l’identificazione dei due ambasciatori francesi cfr. n. 46.
[49] Sull’esito della missione cfr. n. 47.

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