Francesco Sforza a Giovanni Gariboldo 3 gennaio 1458

Manoscritto 1595, numerazione moderna cc. 182v-183r, numerazione antica ff. 114v-115r.

Instructio data a Giovanne Gariboldo sopra facti de Provosto Borromeo
Tu andaray allo illustrissimo signore .. duca de Burgogna et doppo debita salutatione gli diray per nostra parte como Provosto Bonromeo, dilectissimo et honorevole nostro citadino de Milano, andando questo septembre passato da Ginevra verso Brugia fu assaltato et pso preso, secundo si dice, sul territorio de sua excellentia da uno Giovanni di Maldoreto, bastardo da Mirabello, et Riseghino, castellani del paese di sua signoria, et supposti, segondo che se ragiona, al marescallo suo di Burgogna, i quali castellani gli tolsero lo valimento de più de mille ducatti et poy tenutolo in guisa de presone gli hanno posto taglia de mille altri, pretendendo essi castellani ch’el dicto Prevosto fosse subdito del’illustrissimo signore duca de Savoya, contra el quale signore et soy subditi dicevano fare represalia per certo suo servito como soldati erano stati del prefato signore duca di Savoya, il che non è puncto vero, cioè che esso Prevosto sia subdito d’esso duca de Savoya, immo è nostro nativo et oriundo citadino de Milano et de nobilissima casa et fratello de così degno et reputato homo quanto è il conte Filippo Bonromeo, quale havemo di principali et di più cari milanesi che habiamo, et, se forse se opponesse ch’el dicto Prevosto fosse citadino del duca de Savoya, questo è per privilegio d’esso duca, per potere più habilmente mercantare, non autem perché sii subdito né oriundo d’altri che del paese nostro, et però è stata cosa assay deshonesta et iniqua verso chi bonamente fa transito per lo paese et molto più verso i pari de dicto Prevosto, i quali vanno per mercantare, non senza beneficio et grande utilità de’ signori. Havemone preso admiratione et despiacere assay et tanto più del Prevosto, quanto che in spetialità l’havemo caro et era mandato da nuy per nostre facende, nelle quale receviamo disturbo et disconcio assay. Se rendiamo però certi et certissimi questo excesso essere facto senza saputa de quello illustrissimo signore duca et per consequente, quando sua excellentia lo intenderà, ne haverà suma displicentia, perché l’havemo viceversa sempre cognosciuta affectionata ale cose nostre como bon patre et così li citadini et subditi nostri reputare suoi proprii. Exinde pregamo sua excellentia cordil cordialessimamente che gli piaza intendere el caso de dicto Prevosto et così tu la ghiareray per nostra parte como el dicto Prevosto è nostro subdito et non del duca de Savoya, como è dicto, et cum quella via gli pare voglia provedere ch’el sia liberato et restituitoli quello che gli è tolto, che, essendo questi malfactori supposti a sua excellentia et perpetrata la cosa nel suo territorio, ne pare che de legieri lo possa fare et rendimone certissimi che sua excellentia el farà. Et così nuy lo receveremo a singulare complacentia de sua signoria, la quale faciamo certissima che fin dove extendesse el potere nostro nissuno di suoy poteria essere se non bene et honorevolmente tractato da nuy e dali nostri, offerendone sempre paratissimi ad ogni cosa che sia grata et piacere alla sua illustrissima signoria. Mediolani, die III ianuarii 1458.*

* Si noti che la missiva successiva è datata 3 gennaio 1459.

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