2.1.3. Ipotesi di registrazione

Come ricorda Francesco Senatore, «Una volta approvate dal duca, […], o da Simonetta, le minute delle litterae clausae venivano copiate in bella forma, […]. Quindi la lettera era trascritta, quando previsto, nei registri delle missive» [12]. «Non sempre», precisa Senatore in nota «horatim e con la solerzia richiesta» [13]. Inevitabilmente a causa di questo inconveniente «più lettere erano ricopiate in una sola volta» [14]. Per verificare, se possibile, se il Registro n. 44 consenta di identificare i giorni in cui si verificò questa operazione, nella tabella, simile alla n. 36, esponiamo le date delle missive presenti nei ff. 1-48, che vanno da metà marzo del 1458 fino a giugno (la sigla «z» significa «marzo», mentre «g» «giugno»).

Tabella 41 (parte superiore)
Tabella 41 (parte inferiore)

Esaminiamo le missive mese per mese. A proposito di quelle di maggio rileviamo due aspetti. Innanzi tutto è possibile stabilire che le lettere successive a M44-21v-22r [B] sono state certamente registrate il 26 maggio, data della stessa M44-21v-22r [B], o un giorno successivo, anche nel caso in cui la loro data preceda il 26 maggio. Vi è poi il caso di M44-34r [B], del 25 maggio: la missiva presenta numerose correzioni, che ne modificano il senso originario. Nella colonna a sinistra della tabella si è riportata la prima versione della lettera, con in rosso il testo poi depennato, in quella a destra la seconda versione, scrivendo sempre in rosso le variazioni effettuate.

Tabella 42

la lettera corretta nel foglio 34r del Registo delle missive n. 44

25 maggio 1458

Francesco Sforza a Pietro da Camerino

M44-34r [B]: versione 1

M44-34r [B]: versione 2

Quantunche honesta causa habia Iuliano da Corino contra Antonio Iacomo Rizo da Castelnovo, quale pare habii sostenuto ad sua richiesta lì in Terdona, non intendemo como tu l’habii potuto fare de rasone et pciò volemo lo fazi senza dillatione relaxare et honestamente remettere al governatore de Castelnovo senza vergogna né scandalo, lo quale iudice del dicto Antonio Iacomo originario, et luy lo farà sostenere o non sostenere como parerà porti la raxone, la quale non dubitiamo farà integramente et sumariamente ad esso Iuliano. Et como el dicto Antonio Iacomo serà stato denanti ad esso governatore ne daray aviso per toe littere, adciò siamo certi esso l’habia havuto in sua possanza. Et da mo inanzi non te vogli impazare de quello non te specta aut per vigore de officio aut per nostra commissione, che altramente te acorzeray restaremo de te mal contenti. Quantunche honesta causa habia Iuliano da Corino contra Antonio Iacomo Rizo da Castelnovo, quale pare habii sostenuto ad sua richiesta lì in Terdona, non intendemo como tu l’habii potuto fare de rasone et pciò volemo lo fazi senza dillatione relaxare, et senza vergogna né scandalo, et poi lo governatorere [15] de Castelnovo li farà rasone como li parerà, con destenirlo o non mediante la raxone, lo quale iudice del dicto Antonio Iacomo originario, lo quale non dubitiamo farà rasone integramente et sumariamente ad esso Iuliano: nam havemo tale cautione che esso Antonio Iacomo se presentarà denanti ad esso governatore. Et de quanto haveray facto ne daray aviso per toe littere. Et da mo inanzi non te vogli impazare de quello non te specta aut per vigore de officio aut per nostra commissione, che altramente te acorzeray restaremo de te mal contenti.

Il testo di M44-34r [B] è stato modificato in seguito alla ricezione della cauzione di Antonio Giacomo Rizzo (sottolineata). Inizialmente Francesco Sforza vuole che Pietro da Camerino rilasci Antonio Giacomo Rizzo, consegnandolo al governatore di Castelnuovo, che poi amministrerà giustizia; in seguito alle correzioni il duca di Milano risulta invece ordinare allo stesso Pietro da Camerino di liberare il prigioniero, perché quest’ultimo ha presentato «cautione» che si presenterà al governatore di Castelnuovo. Non ci resta che cercare di far chiarezza sugli eventi che hanno interessato la lettera in esame.
Si può innanzi tutto affermare con certezza che M44-34r [B] sia stata copiata il 29 maggio o un giorno successivo, perché essa segue una lettera datata appunto 29 maggio. Quando la registrazione venne corretta, la lettera non era ancora stata inviata, altrimenti si sarebbe aggiunta una nota riguardante se non la sua duplicazione, almeno la data del secondo invio. La missiva reca invece un’unica data: a Pietro da Camerino fu quindi inviata una sola lettera, recante la versione 2. Si può così escludere che la lettera sia stata spedita prima della registrazione, perché in questo caso si sarebbe copiata direttamente la versione 2, evitando di dover poi correggere la versione 1. E per lo stesso motivo si può escludere che la ricezione della cauzione di Antonio Giacomo Rizzo sia avvenuta prima della registrazione. La sequenza di eventi più verosimile è dunque la seguente.

Tabella 43

I sei eventi di M44-34r [B]

 

Data

Evento

 

1

25 maggio

Redazione della lettera diretta a Pietro da Camerino con la versione 1

2

29 maggio

4 giugno

Registrazione di M44-34r [B]

3

29 maggio

4 giugno

Ricezione della cauzione di Antonio Giacomo Rizzo

4

29 maggio

4 giugno

Redazione della lettera diretta a Pietro da Camerino con la versione 2

5

29 maggio

4 giugno

Correzione della registrazione di M44-34r [B]

6

29 maggio

4 giugno

Invio della lettera a Pietro da Camerino

Gli eventi successivi al punto 1 devono essere necessariamente avvenuti in un breve lasso di tempo, tale da rendere inutile una nuova datazione. Non avrebbe infatti avuto senso inviare anche solo a metà giugno una lettera datata 25 maggio, tanto più senza nemmeno precisare nel registro le ragioni di un simile ritardo. Riteniamo di poter affermare che le operazioni riguardanti M44-34r [B] si siano concluse entro il 4 giugno. È possibile avanzare questa data sulla base di M44-15r [B] ed M44-15v [C]: queste ultime non sono lettere, bensì due note in cui si dice che le missive precedenti, M44-15r [A] ed M44-15v [B], entrambe datate 14 aprile (dirette la prima a Ottone da Trezzo, la seconda a Domenico Capranica e Giacomo Borromeo, cardinali di Fermo e Pavia), sono state «duplicate» con data 25 aprile. Se pertanto trascorsi undici giorni la duplicazione di una lettera richiedeva una nuova datazione, è improbabile che, passato un ugual numero di giorni, una lettera del 25 maggio potesse essere inviata senza cambiarne la data: poiché quest’ultima non fu modificata, è verosimile supporre che la lettera per Pietro da Camerino sia stata spedita entro il 4 giugno.
È possibile anzi ipotizzare che gli eventi successivi al punto 1 riguardanti M44-34r [B] siano avvenuti in un periodo di tempo ancor più breve, compreso fra il 29 e il 30 maggio. Come abbiamo visto, la missiva, datata 25 maggio, venne spedita dopo la registrazione, quindi non prima del 29 maggio: molto probabilmente fu copiata non appena certi dell’imminente spedizione. È tuttavia inverosimile ipotizzare che fra la data della lettera e l’invio si fosse previsto di lasciar trascorrere un grande intervallo di tempo. Riteniamo pertanto che M44-34r [B] sia stata registrata il 29 maggio, in quello che avrebbe dovuto essere il giorno dell’invio, bloccato però dalla successiva ricezione della cauzione di Antonio Giacomo Rizzo. A questo punto fra il 29 e il 30 maggio, al massimo il 31, avvennero i punti 4, 5 e 6: redazione della nuova lettera diretta a Pietro da Camerino con la versione 2, correzione di M44-34r [B] e invio (gli ultimi due eventi non necessariamente in quest’ordine).
Da un errore, poi corretto, che riteniamo caratterizzi la registrazione della missiva, e non le successive variazioni, siamo indotti a ritenere che il 29 maggio essa sia stata copiata insieme alla lettera precedente: indicando il destinatario, il cancelliere non ha scritto subito «Petro», ma «potestati», poi depennato. L’ipotesi che si avanza è che, dopo avere registrato M44-34r [A], destinata «potestati Solerii», la «p» di «Petro» sia divenuta occasione per uno di quei fenomeni che Vincenzo Del Monte, parlando dell’attività del copista, chiama «suggestioni di errori». Riportiamo le interessanti parole del filologo: «il vero problema è: perché il copista sostituisce a una forma del modello una forma simile? E perché, fra tutte le forme simili, sostituisce proprio quella forma? Si ricordi che […] il copista non legge integralmente una parola, ma solo una parte di essa, e che egli, per la fatica, la noia, e altri fattori, scrive in una sorta di torpore. L’errore non avviene per quelle lettere che egli ha letto puntualmente, ma per quelle altre che sono state percepite o indovinate: in tal modo le prime diventano suggestioni di errori» [16]. Dopo avere registrato M44-34r [A] la «p» di «Petro» indusse dunque il cancelliere a scrivere «potestati». La suggestione del cancelliere registratore (la cui attività era molto simile a quella del copista) fu forse accresciuta dal fatto che insieme a M44-34r [B] registrò non solo M44-34r [A], ma pure M44-33v [A] ed M44-33v [B], destinate rispettivamente «potestati et presidentibus negociis civitatis Terdone» e «potestati et referendario Alexandrie», oppure, dopo avere registrato M44-34r [A] e accingendosi a copiare M44-34r [B], diede un’occhiata alla pagina a fronte, in cui si trovavano appunto M44-33v [A] e M44-33v [B].
Come si ricorderà, grazie a M44-21v-22r [B] si può stabilire che la registrazione delle missive di maggio, escluse M44-21r [C] ed M44-22v [A], non poté che iniziare il 26 maggio o un giorno successivo: la lettera non consente però di determinare un momento preciso. Ora sappiamo che la registrazione di M44-34r [B] avvenne molto probabilmente il 29 dello stesso mese. È pertanto possibile affermare con ragionevole certezza che le lettere comprese tra M44-21v-22r [B] ed M44-34r [B] siano state registrate fra il 26 e il 29 maggio. Delle due missive precedenti M44-21v-22r [B] e di quelle successive M44-34r [A] parleremo più oltre: proseguiamo ora con quelle di aprile.
Di #M44-19v [A]# ed #M44-19v-20r [C]#, dirette a Michele Piossasco e Pietro da Gallarate, abbiamo già parlato: come si ricorderà, riteniamo che le due lettere non siano state depennate perché furono registrate ma non inviate, la prima per la consegna da parte del «nuncium» del podestà di Ivrea del «saculum litterarum» che Giovanni Mognaga stava portando a Milano dalla Savoia, la seconda in seguito all’arrivo di Antonello Pagano, ambasciatore di Renato d’Angiò, e alla nascita di Ottaviano Sforza. Poiché #M44-20v [B]#, la seconda missiva, di ringraziamento, diretta a Michele Piossasco, è datata 30 aprile, allo stesso modo di M44-21r [B], con cui il duca di Milano avvisa Pietro da Gallarate della nascita del nuovo figlio, #M44-19v [A]# ed #M44-19v-20r [C]# non possono che essere state registrate il giorno stesso della loro redazione, il 28 aprile, o al massimo il successivo, altrimenti si sarebbero copiate direttamente #M44-20v [B]# ed M44-21r [B]. Occorre precisare che, dopo avere esaminato il caso di M44-34r [B], non deve stupire che una missiva sia stata registrata prima della spedizione né che fra il momento della redazione e quello dell’invio possano essere trascorsi uno o più giorni. Esaminiamo ora M44-21r [A].
Più che di una lettera si tratta di una nota lunga tre righe nella quale si segnala la redazione di lettere credenziali con cui Lancillotto da Figino viene accreditato presso Giovanni e Guglielmo di Monferrato. Il testo esordisce con la data «Mediolani, die primo aprilis 1458» e conclude con l’annotazione «Datum ut supra». Nei primi 48 fogli del Registro delle missive n. 44 questa espressione viene utilizzata in due casi, che riteniamo comunque di uso generale. Essa può seguire il testo eventualmente aggiunto a una missiva già registrata, in modo da non lasciar dubbi sulla sua data, qualora lo si ritenga necessario:

Tabella 44

«Datum ut supra» all’interno di lettera

 

1

28 marzo 1458 (M44-8v [A])

Francesco Sforza al capitano della cittadella di Alessandria

Ell’è stato qui ad nuy Petro da Rimino, homo d’arme nostro, […], quale è stato alcuni dì destenuto lì in tuo mane per cagione de quello frumento conduceva senza licentia, como say, al quale havimo facta gratia. Pertanto volemo che per la presonia del tempo è stato destenuto lì non gli daghi molestia o impedimento alcuno, perché li soldati nostri non pagano prexonia. Se gli havessi facto altre spese, è ben raxonevele sia satisfacto: così te faray pagare quello sia honesto. Datum Mediolani, die XXVIII marcii 1458.Et faray cassare ogni securitate quale havesse date et restituirli li cavalli, arme et cose soe. Datum ut supra.

2

6 maggio 1458 (M44-25v [A])

Francesco Sforza a Giorgio Annoni

Como tu say, altre fiate te dedimo commessione de intendere la differentia vertente tra Michele Collo da Viglevano, nostro camerero, et lo a potestà de Pozolo et credemo hormay debii havere tolto tutte le informatione expediente. Però te commettamo et volemo debbii ghiarire quello vole la rasone in questa facenda, […], et poi metti executione la dechiaratione che haveray facta con ogni celerità possibile, acioch’el dicto Michele non habia a consumarse sul’hostaria per questa casone. Datum Mediolani, die VI maii 1458.Avisandoti che nostra intentione è ch’el ritorni a Pizolo alo officio suo. Datum ut supra.

O nel caso di note per così dire redazionali in cui si avvisa che la missiva precedente è stata inviata a un altro destinatario serve a confermare che non solo il testo, ma anche la data è rimasta identica:

Tabella 45

«Datum ut supra» all’interno di nota redazionale

1

19 aprile 1458 (M44-17r [B] ed M44-17r [C])

Francesco Sforza a Paolo da Canevanova e Lorenzo da Cotignola

Per alcune cose occorse lì, dele quale ne havemo informato Gentile dala Molara, nostro famiglio presente exhibitore, l’havemo mandato là et havemoli commisso quanto luy debia fare, maxime circa trovare il vero de alcuna cosa facta lì dela quale intendiamo che li tuoy figlioli ne sonno informati. Il perché te comandiamo et volemo che ad ogni requisitione esso Gentile gli debbii consignare in mane soa tuta li dicti soy figlioli liberamente et senza exceptione alcuna, […], acioch’el possa investigare et exequire quello de che luy è informato da nuy. […]. Datum Mediolani, die XVIIII aprilis MCCCC°LVIII.In simili forma scriptum fuit Laurentio de Cotignola, conestabili ad portam ianuensem Alexandrie, quod consignet suum filium in manibus Gentilis dela Molara. Mediolani ut supra.

2

20 aprile 1458 (M44-18r [A] ed M44-18r [B])

Francesco Sforza a Rinaldo Dresbay e Ludovico Robaudi

Venendo lì de presente il nobile Iob da Pallazo, nostro famiglio presente exhibitore, al quale habiamo commisso alcune cose ch’el debia refferire alla magnificencia vostra da nostra parte, confortiamo et pregamo essa vostra magnificencia che in tutto quello gli explicarà per parte nostra gli piacia credere et prestarli quella fede ch’ella faria a nuy proprii se a bocha gli parlassemo. Datum Mediolani die XX aprilis 1458.In simili forma scriptum fuit domino presbitero Lodovico Robaudi, magistro hospicii magnifici domini gubernatoris astensis. Mediolani, ut supra.

Nelle note redazionali una funzione analoga è svolta dalle espressioni «sub eodem die et millesimo» (si veda al proposito M44-12v [B]) o più semplicemente «sub eodem die» (M44-43v [B]). Le note possono essere prive di data (M44-2r [A], M44-15v [B], M44-22r [A], M44-25r [A], M44-28r [A], M44-29v [B], M44-29v [C], M44-35r [A] ed M44-41r [A]) o presentarla alla fine (M44-15r [B], M44-15v [C], M44-30r [A], M44-35r [C], M44-41v [B] ed M44-46r [B]) oppure subito all’inizio, come nel caso di M44-9v [B], al termine della quale, tuttavia, è assente l’indicazione «Datum ut supra», che d’altra parte sarebbe pleonastica e quindi inutile, perché la data è già nota e non è stata inserita alcuna nuova porzione di testo. Quest’ultima considerazione ci consente di affermare che la locuzione «Datum ut supra» posta in chiusura di M44-21r [A] fu aggiunta per sbaglio. Anche in questo caso si può parlare di suggestioni di errore. Dopo avere copiato la nota, per abitudine il cancelliere iniziò a scriverne la data, nonostante l’avesse già inserita, non ricordandosi il mese, ma solo che essa era datata «primo». A questo punto si può ipotizzare che i suoi occhi siano caduti sulla missiva precedente, datata 1° maggio:* poiché il giorno in cui stava registrando era proprio il 1° maggio, l’istinto deve averlo indotto a scrivere «Datum ut supra», parendo scontato che una lettera del 1° maggio non potesse essere seguita da una del 1° aprile. Le due indicazioni di data di M44-21r [A] consentono pertanto di identificare la prima, «Mediolani, die primo aprilis 1458», il giorno della redazione, la seconda, «Datum ut supra», ossia 1° maggio, quello della registrazione. Le lettere comprese fra #M44-19v [A]# ed M44-21r [A] furono dunque copiate fra il 28, massimo 29, aprile, e il 1° maggio, giorno in cui, dopo l’inserimento di M44-21r [B], datata 30 aprile, riteniamo ebbe fine la copiatura del blocco di missive di aprile.
Delle lettere di giugno risulta particolarmente interessante il caso di M44-40v-41r [C], missiva diretta a Spinetta Fregoso. Nella data il cancelliere, dopo avere scritto «primo iulii», ha depennato «iulii», proseguendo con «iunii 1458». Riteniamo che il cancelliere si sia sbagliato, e poi corretto, perché il giorno in cui stava scrivendo era proprio il 1° luglio: tratto in inganno o piuttosto suggestionato dalla parola «primo», fu istintivamente indotto ad aggiungere «iulii» e non «iunii». Si tratterebbe dunque di un errore che consente di identificare il momento della registrazione di M44-40v-41r [C], che fu pertanto copiata il 1° luglio. Nella tabella riassumiamo le missive di cui riteniamo si possano identificare con estrema probabilità i giorni della registrazione.

Tabella 46

Ipotesi di registrazione (1)

●●●●

da #M44-19v [A]# a M44-21r [B]

Dal 28 aprile al 1° maggio

●●●●

da M44-21v [B] a M44-34r [B]

Dal 26 maggio al 29 maggio

●●●●

M44-40v-41r [C]

1° luglio

Legenda

●●●● Ipotesi estremamente probabile

A proposito delle missive successive a M44-34r [B], il blocco di lettere copiate fra il 28 aprile e il 1° maggio ci autorizza a ipotizzare che la registrazione delle lettere di maggio non si sia fermata il 29 dello stesso mese con M44-34r [B], ma sia proseguita fino al 1° giugno, copiando le missive precedenti M44-40v-41r [C], che come abbiamo visto fu registrata il 1° luglio. Per quanto riguarda invece le lettere che precedono M44-21v-22r [B], ossia M44-21r [C] ed M44-21v [B], datate rispettivamente 3 e 4 maggio, riteniamo più probabile che esse siano state copiate insieme al blocco di lettere la cui registrazione iniziò il 26 maggio piuttosto che in modo estemporaneo in un qualsiasi giorno compreso fra il 4 e lo stesso 26 maggio.
Cerchiamo ora di determinare l’inizio della registrazione delle missive di aprile precedenti #M44-19v [A]#, considerando le lettere e le loro duplicazioni dirette a Ottone del Corretto e a Domenico Capranica e Giacomo Borromeo, cardinali di Fermo e Pavia, di cui si è già parlato a pag.78. InM44-15r [A], del 14 aprile, Francesco Sforza avvisa il suo ambasciatore a Roma che per la questione di cui si parla nella lettera, un matrimonio, scriverà anche a Domenico Capranica e Giacomo Borromeo. In calce alla missiva vi è l’indicazione della sua duplicazione (M44-15r [B]), datata 25 aprile: non è però possibile sostenere che la lettera e la nota siano state copiate insieme il 25 aprile o un giorno successivo, perché non consentono di escludere che siano state registrate in due momenti diversi. Esaminiamo ora M44-15v [B]. La missiva è diretta al cardinale di Fermo ed è seguita dall’indicazione «In simili forma cardinali Papiensi» e dalla nota relativa alla sua duplicazione del 25 aprile (M44-15r [C]). In questo caso l’indicazione dell’invio al cardinale di Pavia e la nota sembrano contemporanee: poiché la prima non può che essere stata scritta insieme alla missiva, ne consegue che M44-15v [B] ed M44-15v [C] furono registrate nello stesso momento, il 25 aprile o un giorno successivo. Si può quindi avanzare l’ipotesi che la registrazione delle missive comprese fra M44-15r [A] ed M44-21r [A] sia avvenuta fra il 25 aprile e il 1° maggio. Sul modello della fase di registrazione di maggio, durata dal 26 maggio al 1° giugno e che riguardò la maggior parte delle lettere del mese (esclusa #M44-20v [C]#, inserita il 1° maggio o un giorno precedente, ed M44-31v [A], copiata il 1° giugno o un giorno successivo) si può però ipotizzare che dal 25 aprile al 1° maggio non furono registrate solo le missive successive a M44-15r [A], ma la maggior parte di quelle datate aprile (eccetto M44-22v [B], inserita il 26 maggio o uno dei giorni dopo) e quindi anche quelle precedenti M44-15r [A], a partire da M44-11r [A].
Non ci resta che esaminare il mese di marzo, che tuttavia non presenta particolari indizi che consentano di avanzare ipotesi riguardo ai giorni della registrazione delle lettere. Sul modello di aprile e maggio proponiamo quindi un periodo compreso fra il 28 marzo e il 1° aprile, nel corso del quale sarebbero state copiate le lettere da M44-1r [A] a M44-10v [B]. Nella tabella riassumiamo le ipotesi sin qui avanzate.

Tabella 47

Ipotesi di registrazione (2)

da M44-1r [A] a M44-10v [B]

dal 28 marzo al 1° aprile

●●

da M44-11r [A] a M44-19r [B]

dal 25 al 28 aprile

●●●●

da #M44-19v [A]# a M44-21r [B]

dal 28 aprile al 1° maggio

●●●

M44-21r [C] ed M44-21v [A]

dal 26 maggio

●●●●

da M44-21v [B] a M44-34r [B]

dal 26 maggio al 29 maggio

●●●

da M44-34v [A] a M44-40v [B]

dal 29 maggio al 1° giugno

●●●●

M44-40v-41r [C]

1° luglio

●●●

M44-41r [A]-M44-48v [B]

dal 1° luglio

Legenda

●   Ipotesi possibile, ma non dimostrabile●● Ipotesi probabile ●●●   Ipotesi molto probabile●●●● Ipotesi estremamente probabile

[12] Senatore, Francesco, «Uno mundo de carta», Napoli, Liguori, 1998, p. 98.
[13] Senatore, Francesco, «Uno mundo de carta», Napoli, Liguori, 1998, p. 99, n. 41.
[14] Senatore, Francesco, «Uno mundo de carta», Napoli, Liguori, 1998, p. 104.
[15] Così nel testo. Per una più fedele riproduzione grafica della missiva si consiglia di prenderne visione fra i documenti pubblicati.
[16] Elementi di ecdotica, a cura di Vincenzo Del Monte, Cisalpino-Goliardica, Milano, 1987, p. 55.

* Può essere il caso di rilevare che la missiva precedente è M44-21r [A], il cui testo («Georgio, exhibitori presenti, como per instrumento rogato dicto millesimo et XX de aprile più largamente appare, ad pigliare la posessione de dicti terreni et beni et per questo vengono là, siché pregamo la illustre signoria vostra gli piacia lassare prehendere dicta heredità et beni et haverli recomandati. Mediolani primo maii MCCCCLVIII°») costituisce la prosecuzione di #M44-20v [C]#, indirizzata al marchese di Monferrato («Secundo siamo advisati da Antonio de Goddano, alias Caprazucha, nostro castellano in Parma, nelli dì proximi passati è morto uno Iohanne Grande, suo compagnio et compare, et ha facto suo herede universale esso Antonio per suo ultimo testamento rogato anno MCCCC°LVIII XIII aprilis per Iohannem Andree de Sozis et sottoscripto per Thomam Arpi et Bonifacium de Arpis, notarios parmenses, et secundo dice esso testatore haviva certe terre et beni nelli lochi della vostra illustre signoria et per questo et per altro ha creato suo procuratore Baptista et»).
Nella missiva successiva, inoltre, Francesco Sforza avvisa Pietro da Gallarate che «questa matina in ortus solis la illustrissima madonna Bianca, nostra consorte, ne ha parturito uno bello putto».

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