8.6. Il batiscafo fluviale borgognone (in legno)

Anche se in SG4 Francesco Sforza dichiara di non essere in grado di fornire la «barcha» richiesta da Ludovico Bolleri, la «barcha» francese cui si è accennato nel paragrafo precedente non è l’unica imbarcazione in navigazione nei documenti qui esaminati: a un’altra temibile unità navale in attività Francesco Sforza allude in GS2. Come si ricorderà, in quest’ultima lettera l’ambasciatore ducale ribadisce che Ludovico Bolleri, figura di Ludovico di Savoia, ha rinnovato la richiesta della polvere narcotizzante, «et fa perché vorebe fugire, […], et vorea piglare una de doe vie». Le «doe vie» sono le seguenti:

l’una vorea andare a capitare a uno locho che sce chiama Saselo, qual hè lonze de qui doe lege, è supra il Rodeno he ly vorea havere una bona fusta con sey navaroli galiardi, scorti de l’aqua he scecuri, forniti de reme, de victualia et de ogni altra cossa necessaria per doy dy, he vorea venire suxa per Rodeno et non dice unde né più ultra, l’atra via hè andare a Buseria, ch’è in del Dalfinato, hed è lonze de qui octo lege e bisogna capitare prima a Zambalero, dove sono lege zinque de qui, he a questa Buseria vorea havere una fusta, como ho sopra dicto, per inscire per aqua, però dubita che queli del Dalfinato non lo reteneseno, he non dice né unde vogle capitare né che né como, como di sopra.

Prima di proseguire, è opportuno chiarire che il toponimo «Buseria», corrispondente all’attuale la Buissiere [50], deriva dal latino buxus, in italiano bosso, inteso sia come pianta sia come legno, divenuto il francese buis: il buis bénit è l’ulivo benedetto distribuito nelle chiese la Domenica delle Palme, giorno che apre la Settimana Santa nel quale si ricorda l’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme sei giorni prima della Passione [51].
L’alternativa toponimica «Saselo»-«Buseria» costituisce dunque un’alternativa assiologica. Mentre «Saselo»/Seyssel [52] rimanda a «Iohannes de Seiselo»/Jean de Seyssel e quindi alla condizione di «subiectione» di Ludovico di Savoia [53], «Buseria»/la Buissiere rimanda alla Pasqua e indica pertanto la liberazione del duca sabaudo [54]. Quest’ultima, come la cattura di Francesco Sforza dovrebbe avvenire per mezzo di una «barcha», implica l’utilizzo metaforico di una «fusta», introdotta da «Buseria» per metonimia (viene espressa «la materia per l’oggetto») [55].
Poiché inoltre la Buissiere si trova nel Delfinato, il toponimo allude anche alla fuga da Carlo VII del delfino Luigi, il quale «had been forced to leave the Dauphiné and take refuge at Genappe in Brabant under the protection of the Duke of Burgundy» [56]: in modo parallelo Filippo il Buono è anche colui che mette a disposizione la «fusta» sulla quale a «Buseria» il duca sabaudo potrà salire per fuggire dal re di Francia e così raggiungere la libertà. Come già anticipato dalla decifrazione di GS1, dalla «congrega per li soy facti» si leva salda la figura della «Forza» del duca di Borgogna.

[50] Cfr. n. 15.
[51] Il Vangelo di Giovanni racconta che, mentre Gesù si avvicinava a Gerusalemme, per la via del monte degli Ulivi la folla, presa da entusiasmo, lo accompagnò alla Città Santa agitando rami di palma (Io 12,12-15).
[52] Cfr. n. 15.
[53] Cfr. paragrafi 6 e 7.
[54] Cfr. sottoparagrafo 8.2.
[55] Marchese (1978: p. 191).
[56] Ilardi (1959: p. 158); cfr. n. 44.

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