Giorgi9-Es

CORRADINO GIORGI A FRANCESCO SFORZA
20 febbraio 1458, Annecy. Documento in cifra.

Illustrissimo signore mio. XXX Retrovandome cum misir Giotino, lo qual novamente hè venuto de Pedemonte in queste parte a disputatine deli facti de domino Aluyse Bolero, digando mi che per domino Aluyse Bolero non era comisso cosa per la quale meritasse tale tractamento et che zà era tanto tempo che sce recerchava de iustifichare questo facto he che anchora non era iustifichato he che anchora me rendea certo che cum verità non lo iustificarebe, non resposte dicto Giotino, che tutavia sce iustificava e che me lo farebe videre e presto e poi dise che domino Aluyse Bolero da sce steso havea guasto lo facto suo et, domandoli la casone per que, disse che lo re de Franza hvea habuto a male la adherentia havea facta dicto domino Aluyse Bolero la signoria vostra senza soa licencia, però ch’è suo homo, e che lo re de Franza era quelo gli havea facto fare quelo gli era facto. Io gli resposte che per questo me parea lo re non ne devesse piglare umbra né esserne malcontento, perché la adherencia havea facto dicto domino Aluyso Bolero la signoria vostra la havea facta salva quacumque fidelitate et ulterius che questa non era cossa nov, però che la simile havea cum lo illustrissimo signor de bona et sancta memoria duca Filipo. Et tunc disse, sce cusì fose, che dicea lo vero, ma che havea habute tute le scripture de dicto domino Aluyse Bolero, in le quale havea trovato le aderentie facte la signoria vostra e lettere e idem havea scripto la signoria vostra XXX a dicto domino Aluyse Bolero, per le quale esso havea intexo molto bene non eser stato per domino Aluyse Bolero che non cerchase la distrutione de questo signore he non havere trovato memoria alcuna de aderentia havesse dicto domino Aluyse Bolero cum lo prenominato signore duca Filipo e più ultra né inteligentia alcuna. Et io, volendo intendere più ultra, gli domandai che cosse erano queste havea cerchato domino Aluyse Bolero per la distrutione de questo signore: me resposte che, facto lo processo, me lo farebe vedere. He altro non ho potuto havere. XXX Item venerdì, che fo a dì disete del presente, zonse qui doi ambasatori del duca de Orliens, li quali subito haverno audientia he, domenicha che fo a dì decenove del presente, se partirono he sono venuti in Ast: quelo siano venuti per fare non poso sapere sapere. Item, como per altre ho scripto la signoria vostra, che dietim sce aspectava li ambaxadori del re de Franza per li facti de domino Aluyse Bolero, al dì presente sono zonti doi cum cavalli sedece, tra li quali gli hè el bailì de Barì, per la qual venuta se dice firà liberato domino Aluyse Bolero. Che dice lo conduerano in Franza, non obstando che per altre mie ne habia advisato la signoria vostra, che dice anchora esser conclusa la soa liberatione: certeza alcuna anchora non azo. Quelo sequirà ne advisarò la signoria vostra. Non altro. Me recomando a vostra signoria, la qual prego ve piaza farme advissare de quanto ho a fare e presto, la qual anchora Dio per soa gratia conserva et augeat ad vota. Datum Nesiaci die XX februarii 1458.
Eiusdem dominationis dominationis vestre fidelis servuus Conradinus de Georgiis.

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