Alfonso d’Aragona a Francesco Sforza 15 febbraio 1458

Lettera allegata ad Antonio da Trezzo a Francesco Sforza 16 febbraio 1458. Trascrizione da concludere.

I duque mi muy caro o muy amado fyo, yo o oydo Antoni de Trezo e Bartolome de Recanati y se de certo no me puede ser sindido de vestro amor envers mi mas (a) delo yo creo e de xat dezir a quen questa mal fablar que non podran prevaler* en poner descordia entre nos e su fadiya en vano sera posada. Yo vos ruego que, quando de questo vos fablaran, creays a mala fe vel recho por poder con falsa disimulatio lo que desean de mi parte nodudeys et easi faz et vos que vos certa fuo fazer lo meior che sabria est in dezir etsobre los otros fethos por Bartolome de Recanati como sea vos serà eys por aquel largamente informado de mi perecer estta de mi mano en venosa a XV de febrero.
Rex Alfonsus

(a) «mas» scritto nell’interlinea.

* Si noti che «prevaler», anagramma di «palverer», con richiamo alla «polvere», è scritto alla fine della riga nella quale si legge «xat dezir», con riferimento alle dieci prese. Nella stessa riga «questa» depennato e nella riga sopra «mas» scritto nell’interlinea segnalano l’importanza di «palverer».

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