8.7. Lo skipper borgognone

L’identificazione di «quelo che conduce» l’unità navale di Filippo il Buono è resa possibile da GS12, lettera del 5 aprile in cui Corradino Giorgi esordisce scrivendo che «a dy octo del prescente debe retrovarsse da questo signor XXX uno ambasciatore del duca de Borgogna, lo quale sce apella lo conte de Stampes, et sce dice che vene per intendere la voluntà he opinione de questo signore, sc’el vole essere franzoso ho borgognono, e vene bem cum cinquanta cavalli».
L’alternativa espressa dalle parole «sc’el vole essere franzoso ho borgognono» rimanda alle «doe vie» di GS2 con l’alternativa assiologica implicita nei toponimi «Saselo»-«Buseria» e vuole suggerire al lettore che il «conte de Stampes», ossia Jean de Bourgogne, conte d’Estampes [59], è lo skipper borgognone, giunto per imbarcare Ludovico di Savoia e rendere possibile la sua fuga da Carlo VII. La missione a lui affidata da Filippo il Buono consiste dunque nel liberare il duca sabaudo, proponendogli un’alleanza grazie alla quale potrà sottrarsi alla «subiectione» nei confronti del re di Francia. Ne consegue che il partito guidato da Jean de Compey, nelle introduzioni dei paragrafi 7 e 8 definito «antifrancese», si configura più propriamente come «borgognono», anche se di esso faceva parte il delfino Luigi, futuro re di Francia.

[59] Cfr. Kendall – Ilardi (1970: pp. 155-156).

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