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Nel presente capitolo prenderemo in esame quattro lettere di Corradino Giorgi, GS11, GS12, GS14 e GS17, che riteniamo consentano di completare la Serie Giorgi Sforza. Anche se di nessuna di esse Francesco Sforza riferisce la ricezione, nulla osta al loro inserimento nella serie, che anzi, come si vedrà, alcuni indizi inducono a ritenere legittimo. La prima missiva di cui ci occuperemo è GS11, datata 28 marzo 1458.

2.1. I tre indizi a favore di GS11
2.1.1. Lettere concatenate: da GS7 e GS10 a GS11
In GS11 Corradino Giorgi avvisa Francesco Sforza che gli ambasciatori francesi sono partiti: Ludovico di Savoia ha risposto loro nel modo che il duca di Milano già conosce (1). Per quanto riguarda invece le cattive condizioni di salute di Carlo VII, di cui l’inviato sforzesco ha scritto in lettere precedenti, pare che i medici siano giunti alla conclusione che la vita del re non supererà la fine di marzo (2) [1].

Tabella 35 
Da GS7 (14 marzo) a GS11 (28 marzo)
La risposta fornita agli ambasciatori di Carlo VII da Ludovico di Savoia
Questo signore fece avocare a sì tuto lo suo Consciglio, al quale fece comiscione dela resposta era da fare ali dicti ambaxadori, […]. Et in questa discusione […] sono stati fina al dì presente e a questo dì hano resposto a questi ambaxadori che vadano, che soa signoria mandarà dreto soi ambaxadori, li quali informarano il predicto re de Franza ad plenum. E de questa risposta […] sono romasti stupefacti e malcontenti […]. Sapia la signoria vostra che li ambaxadori del re di Franza sono partiti […] he cum risposta io ho scripto ala signoria vostra per lo cavalaro. […].
La salute di Carlo VII
2A (GS7) da maistro Iohane Iacobo, medicho de questo signore, sonto informato el re de Franza hè infirmato graviter e questo dice dicto maistro Iacobo esser certissimo. […] continuamente sce afirma la nova del re che ho scripto ala signoria vostra per altre mie, ala quale se azonze che li medici àno terminato per tuto questo prescente messe dura la soa vita et non ultra.

2B Et a questa hora hé venuto uno merchadante veniciano, qual vene da Torso, dove se retrova lo […] re de Franza, quale dice esser lo re de Franza infermo […].

 

Da GS10 (19 marzo)

Al dì presente hè venuto uno ex marchionibus de Ceva de Bergogna quale […] dice […] che lo re de Franza hè infirmato in modo che non pò schampare de questa infirmità […].

Come si può verificare nella tabella, le corrispondenze rema/tema fra GS7 e GS10 da una parte e GS11 dall’altra sono corrette: le missive cui Corradino Giorgi si riferisce ai punti 1 e 2 possono quindi senz’altro essere identificate con GS7 e GS10.

2.1.3. Lettere concatenate: da GS11 a GS15
In GS15 Corradino Giorgi segnala l’invio di una sua precedente lettera: il tema cui egli si riferisce (evidenziato in giallo sotto) permette di identificare la missiva con GS11, anche se la data indicata è sbagliata, perché, come sappiamo, GS11 non è del 18, bensì del 28 marzo [2].

Tabella 37 
Da GS11 (28 marzo) a GS15 (18 aprile)
La partenza degli ambasciatori di Carlo VII
Sapia la signoria vostra che li ambaxadori del re di Franza sono partiti e malcontenti he cum risposta io ho scripto ala signoria vostra per lo cavalaro. […]. Ho intexo quanto sce grava la signoria vostra de mi non habia visitati questi signori ambaxatori del re de Franza quali erano qui he la iniuntione me fa la signoria vostra,la qual statim haverea exequita sce gli fosano stati, ma erano zà partiti, como ha potuto intendere la signoria vostra per una mia data a desdoto del passato, […].

L’inviato milanese riferisce di non poter visitare gli ambasciatori francesi, come ordinato da Francesco Sforza, perché sono partiti da alcuni giorni, secondo quanto già riferito in una lettera del mese precedente (1).

2.1.4. Conclusioni
Come si è potuto constatare, in GS11 Corradino Giorgi si riferisce correttamente a sue lettere precedenti, in GS15 segnala l’invio della stessa GS11 e forse la ricezione di quest’ultima lettera ebbe come conseguenza l’invio da parte di Francesco Sforza di M44-12r [A]: riteniamo pertanto più che verosimile affermare come estremamente probabile l’appartenenza della lettera alla Serie Giorgi Sforza.

2.2. I due indizi a favore di GS12

2.2. Inferire ricezioni
Occorre innanzi tutto precisare che in #M44-19r [B]# Francesco Sforza potrebbe segnalare di avere ricevuto tre lettere, ossia GS11, GS12 e GS14 (di cui non riferisce in nessun documento la ricezione in modo esplicito), o due di queste ultime tre missive oppure una sola di esse. Anche quest’ultima possibilità è valida: già in SG6 il duca avvisa Corradino Giorgi di avere ricevuto «toe de dì XIII del presente ciffrate», utilizzando quindi il plurale, anche se si riferisce a una sola lettera, vale a dire GS5. L’ipotesi che qui si propone è che GS11, del 28 marzo, e GS12, del 5 aprile, potrebbero essere state ricevute rispettivamente l’8 e il 13 aprile, determinando l’invio l’una di M44-12r [A], l’altra di Venezia8, con la conseguenza che in #M44-19r [B]# il duca segnalerebbe la ricezione della sola GS14, datata 13 aprile.

2.2.1. Le informazioni di GS11 e M44-12r [A]
Esaminiamo innanzi tutto le informazioni di GS11.

  Tabella 55: le informazioni di GS11 (28 marzo) 
1 Sapia la signoria vostra che li ambaxadori del re di Franza sono partiti
2 E malcontenti he cum risposta io ho scripto ala signoria vostra per lo cavalaro. 
3 E secondo io posso comprendere he intendere questo signore tracta acordio cum domino Aluysio Bolero per liberarlo, […],
4 Il che spero haverà locho. E la rasone che me move ad ciò hè che la parte de questi zentilomeni che ha gubernato questo signore per fina a qui, la quale hera franzosa, non guberna più e l’altra, che in tuto gli hè contraria, hè montata in stato h questa stimula he conforta questo signore a liberare domino Aloysio Bolero,[…]. 
5 Nondimancho, pasato Pasqua, mandano ambaxadori alo […] re de Franza,
6 Il che credo non haverà locho, però che continuamente sce afirma la nova del re che ho scripto ala signoria vostra per altre mie, 
7 ala quale se azonze che li medici àno terminato per tuto questo prescente messe dura la soa vita et non ultra. 

Corradino Giorgi avvisa Francesco Sforza della partenza degli ambasciatori di Carlo VII (1): la risposta a loro fornita da Ludovico di Savoia, di cui il duca di Milano è già stato informato, li ha lasciati insoddisfatti (2). Pare che il duca sabaudo stia trattando con Ludovico Bolleri per liberarlo (3): l’inviato è propenso a ritenere l’evento probabile, perché il governo del ducato è passato dal partito di Jean de Seyssel a quello di Jean de Compey, che consiglia Ludovico di Savoia in favore del signore di Centallo (4). Passata Pasqua, ossia dopo il 2 aprile, il partito antifrancese sembra comunque intenzionato a inviare ambasciatori a Carlo VII (5), anche se forse non lo farà a causa delle notizie relative all’infermità del re di Francia, di cui ha già scritto a Milano e di cui si continua a parlare (6). I medici avrebbero addirittura concluso che la vita di Carlo VII non andrà oltre la fine di marzo (7) [1].
Passiamo ora a M44-12r [A], missiva datata 8 aprile diretta a Carlo d’Angiò.

  Tabella 56: le informazioni di M44-12r [A] (8 aprile) 
1 Hodie instat dies in qua ex nonnullorum relatione intelleximus serenissimam regiam francorum maiestatem quadam impresentiarum egritudine vexari et opprimi, cuius auditione rei satis animus noster percussus est, […].
2 Ad vestram dominationem emittendum duximus sicque harum datorem emittimus virum nobilem Zannonem de Strata, familiarem nostrum, ut ab ea plene intelligat quicquid in illo casu de prelibata regia maiestate nunc esse contingit et propterea offerat si quid est quod pro suo beneplacito per nos effici possit […]. 
3 Rogamus itaque dominationem vestram velit, ut cum maxime affectemus bona nova persentire de statu prelibato regie maiestatis, de eo per internuntium hunc nostrum certiores efficere […].

Francesco Sforza segnala di ricevere con insistenza da alcuni giorni, compreso quello in cui sta scrivendo, notizie relative a una presunta malattia di Carlo VII, dalle quali è rimasto profondamente turbato (1). Per essere meglio informato riguardo alla salute del re ed eventualmente offrire, se possibile, una qualche forma di aiuto, il duca di Milano ha deciso di inviare Zanone Strada (2): prega quindi Carlo d’Angiò di rassicurarlo circa le buone condizioni di salute di Carlo VII (3).

2.2.2. da GS11 a M44-12r [A]: la salute di Carlo VII
Per verificare se possa esistere una qualche relazione fra le due lettere, esponiamo alcune informazioni riguardanti la salute del re di Francia.

Tabella 57

La salute di Carlo VII

114 marzo 1458 (GS7)

Corradino Giorgi a Francesco Sforza

da maistro Iohane Iacobo, medicho de questo signore, sonto informato el re de Franza hè infirmato graviter e questo dice dicto maistro Iacobo esser certissimo. […].Et a questa hora hé venuto uno merchadante veniciano, qual vene da Torso, dove se retrova lo […] re de Franza, quale dice esser lo re de Franza infermo […].
219 marzo 1458 (GS10)

Corradino Giorgi a Francesco Sforza

Al dì presente hè venuto uno ex marchionibus de Ceva de Bergogna quale […] dice […] che lo re de Franza hè infirmato in modo che non pò schampare de questa infirmità […].
320 marzo 1458 (Beccaria1)

Pietro Beccaria a Cicco Simonetta

lo archiepiscopo de Vienna, […] ha da varii lochi degni et continuamente ch’el re de Franza è leproso et molto infermo et como, facendose portare da loco ad loco per conseglio de medici, passando per Turonensem civitatem, adciò non fosse veduto, fe’ dare una grida de grande pena: se serrasse nel suo passare tutte le porte et fenestre. Siché crede non debbia campare troppo tempo.
428 marzo 1458 (GS11)

Corradino Giorgi a Francesco Sforza

continuamente sce afirma la nova del re che ho scripto ala signoria vostra per altre mie, ala quale se azonze che li medici àno terminato per tuto questo prescente messe dura la soa vita et non ultra.
528 marzo 1458 (GS11-Dec)

Corradino Giorgi a Francesco Sforza

continuamente se afirma la nova del re che ho scripto a vostra signoria per altre mie, ale quale se azonze che li medici hano terminato per tutto questo presente mese dura la sua vita et ultra.
66 aprile 1458 (SG13)

Francesco Sforza a Corradino Giorgi

Havemo recevuto quatro toe littere date a XIIII°, XVII et XVIIII° del passato, con le introcluse copie de duy scripti de messer Aluysio Bolleri, […].
78 aprile 1458 (M44-12r [A])

Francesco Sforza a Carlo d’Angiò

Hodie instat dies in qua ex nonnullorum relatione intelleximus serenissimam regiam francorum maiestatem quadam impresentiarum egritudine vexari et opprimi, […].

Innanzi tutto Francesco Sforza viene informato da Pietro Beccaria, il quale scrive da Pavia, che Carlo VII pare essere «leproso» e «molto infermo», al punto che non sembra possa «campare troppo te+mpo» (3). Successivamente in giorni diversi, che non siamo in grado d’identificare, il duca riceve GS7 e GS10, rispettivamente datate 14 e 19 marzo: la prima lettera riporta la notizia che il re di Francia è «infirmato graviter» (1), la seconda riferisce addirittura che è «infirmato in modo che non pò schampare de questa infirmità» (2). Il duca risponde alle due missive il 6 aprile con SG13, senza chiedere ulteriori informazioni riguardo alle condizioni di salute del re (6). Nel frattempo Corradino Giorgi ha inviato GS11, confermando quanto  riportato in GS7 e GS10 e aggiungendo che secondo il parere dei medici la vita di Carlo VII non andrà oltre la fine di marzo (4). A Milano, tuttavia, come segnalato nella n. 29, GS11 non viene decifrata correttamente, in modo che risulta che i medici sono giunti alla conclusione opposta, ossia che il re supererà la fine di marzo (5). Si arriva così all’8 aprile quando, dopo la ricezione di Beccaria1, GS7 e GS10, nuove non precisate notizie riguardanti la malattia del re di Francia inducono il duca a rivolgersi a Carlo d’Angiò (7).

L’ipotesi che qui si propone è dunque che la ricezione di GS11, datata 28 marzo, potrebbe essere avvenuta il 7, 8 aprile, inducendo Francesco Sforza a inviare M44-12r [A]: dall’errata decifrazione di GS11 il duca di Milano veniva infatti informato per la prima volta che il re, la cui morte nelle lettere di marzo veniva data per imminente, avrebbe invece certamente superato la fine del mese «et ultra»: diveniva quindi opportuno scrivere in Francia per sincerarsi di quali fossero le reali condizioni di salute di Carlo VII, in modo da poter poi prendere eventuali ulteriori provvedimenti.

2.2.1. Le informazioni di GS12 e Venezia8

La prossima lettera di cui prenderemo in esame alcune informazioni è GS12, datata 5 aprile.

  Tabella 58: le informazioni di GS11 (28 marzo) 
1 A dy octo del prescente debe retrovarsse da questo signor XXX uno ambasciatore del duca de Borgogna, lo quale sce apella lo conte de Stampes, et sce dice che vene per intendere la voluntà he opinione de questo signore, sc’el vole essere franzoso ho borgognono, […].
2 Item sce aspeta qui monsignor de Dunos, et aliter el bastardo de Oriens, lo quale vene per parte del re de Franza. 
3 Alchuni dicheno vene per la soprascrita casone,
4 che dice vene per li facti de domino Aloyse Boleri,
5 però che è quello che sustene lo bailì de Ast apreso al re de Franza contra dicto domino Aloyse Boleri, […].

Corradino Giorgi segnala l’imminente arrivo di due importanti personalità. L’8 aprile giungerà infatti Giovanni di Borgogna, conte d’Etampes, inviato dal duca Filippo il Buono: si dice chiederà a Ludovico di Savoia se voglia essere «franzoso ho borgognono» (1). Carlo VII ha invece mandato Giovanni, conte di Dunois, detto il Bastardo d’Orleans, di cui si è ancora in attesa (2). Alcuni sostengono che l’ambasciata di quest’ultimo sia da mettere in relazione con quella del conte d’Etampes (3), altri invece con la vicenda di Ludovico Bolleri (4), perché nella corte del re di Francia Giovanni di Dunois è la personalità politica che più appoggia Rinaldo Dresnay, governatore di Asti, contro il signore di Centallo (5).

Per quanto riguarda Venezia8, datata 13 aprile e diretta a Venezia, Firenze, Napoli e Roma, non è necessario ricorrere a una tabella. Possiamo limitarci a ricordare qui le parole di pag. X: «dopo avere riassunto le conflittuali relazioni intercorse con il duca di Savoia negli ultimi mesi, compreso il recente attacco sabaudo contro Onorato conte di Tenda e le altre terre di Ludovico Bolleri, avvenuto tra la fine di marzo del 1458 e l’inizio del mese successivo, il duca richiese “In executione deli capituli dela pace et liga opportuno favore per la defesa, conservatione et tutela deli […] nostri adherenti et recomendati, […], deliberando totalmente defendere et sostenire li dicti nostri adherenti et recommendati et fare tuto quello ne sarà possibile per la reintegratione et recuperatione del stato loro”».

2.2.3. da GS12 a Venezia8: la Lega italica

Le nuove aggressioni sabaude indussero Francesco Sforza a scrivere SG13-All2 a Corradino Giorgi il 7 aprile, ST1 a Onorato Lascaris e SCa3 a Giovanni del Carretto il 9 aprile (in queste ultime due lettere il duca, dopo avere espresso il proprio rincrescimento per le «novità facta per lo illustrissimo signore .. duca de Savoya», avvisa di avere dato al riguardo opportune disposizioni al proprio ambasciatore in Savoia) e infine Venezia8 il 13 aprile.
Sorprende in effetti il tempo trascorso fra le prime tre lettere e Venezia8, ancora di più se si considera che gli avvenimenti cui esse si riferiscono risalgono ad alcuni giorni prima. Si potrebbe supporre che forse il duca di Milano decise di rivolgersi alle potenze della Lega italica solo dopo la ricezione di GS12, perché questa lettera lo informava che contro Ludovico Bolleri era schierato il Bastardo d’Orleans, vale a dire una delle più importanti personalità della corte di Carlo VII: per evitare pericolose intromissioni, diveniva quindi inevitabile cercare il coinvolgimento della Lega italica.

2.2.4. Conclusioni
Se dunque Francesco Sforza ricevette GS11 il 7, 8 aprile, e GS12 il 12, 13 aprile, ne consegue che in #M44- il duca non può che segnalare la ricezione di una sola lettera del suo ambasciatore, ossia GS14. Non è d’altra parte inverosimile che il 23 aprile il duca abbia ricevuto una lettera del 13 dello stesso mese. Non si può neppure escludere che la ricezione di GS14 abbia indotto il duca a inviare Tiberto Brandolini ai confini con il vercellese. misir Iohane de Compensio questa mane, […], me disse ch’el facto de domino Aluyse Bolero era acordato in questa forma, videlicet ch’el confessase e fideiubese[…], adendo dicto misir Iohane de Compenso era bisogno la signoria vostra gli facese securtade lei anchora […] et questo signor libererà domino Aluyse Bolero

  Tabella 59: le informazioni di GS11 (28 marzo) 
1 Per altre mie ho scripto ala signoria vostra como questo signore facea tractare acordio cum domino Aluyse Bolero, el che ho retrovato esser vero, […].
2 misir Iohane de Compensio questa mane, […], me disse ch’el facto de domino Aluyse Bolero era acordato in questa forma, videlicet ch’el confessase e fideiubese[…], adendo dicto misir Iohane de Compenso era bisogno la signoria vostra gli facese securtade lei anchora […] et questo signor libererà domino Aluyse Bolero 
3 Alchuni dicheno vene per la soprascrita casone,
4 che dice vene per li facti de domino Aloyse Boleri,
5 però che è quello che sustene lo bailì de Ast apreso al re de Franza contra dicto domino Aloyse Boleri, […].

Sic finit.

[1] Occorre tuttavia precisare che la decifrazione di GS11 contiene un errore al proposito. In GS11-Dec si legge infatti il contrario di quanto riferito in cifra in GS11, ossia che «li medici hano terminato per tutto questo presente mese dura la sua vita et ultra».
[2] Si veda al proposito anche la n. 17, a pag. 27.
[3] Occorre tuttavia precisare che la decifrazione di GS11 contiene un errore al proposito. In GS11-Dec si legge infatti il contrario di quanto riferito in cifra in GS11, ossia che «li medici hano terminato per tutto questo presente mese dura la sua vita et ultra».

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