Il Modello del Prigioniero: l’Asse della liberatione

La similitudine è resa possibile dalla presenza di tre termini in comune, che configurano l’«Asse della Liberazione» del Modello del Prigioniero: vi è infatti un prigioniero, una fuga (articolata in due momenti: la «beffa» ai danni delle guardie e la fuga vera e propria) e la libertà finale.
Ecco quindi come si configura ora il Modello del Prigioniero.

Asse della Subiectione                           ▼
Livello alto         (Mandante)
                 ↑
   Livello intermedio          (Esecutori)
                 ↑
 Livello basso        (Prigioniero) Beffa → Fuga  
Prigioniero  →         Fuga      → Libertà ◄ Asse della Liberatione

Applicando il Modello a Ludovico Bolleri, esso assumerà questo aspetto.

Asse della Subiectione                ▼
Livello alto         (Mandante)   Ludovico   di Savoia
       ↑
   Livello intermedio          (Esecutori)     Guardie
                 ↑
Livello basso (Prigioniero) Ludovico    Bolleri Polvere → Fuga Libertà  
Prigioniero →       Fuga   → Libertà ◄ Asse della Liberatione

Per quanto riguarda invece il Modello del Prigioniero di Ludovico si Savoia, a costo di annoiare ribadiamo che il Lettore comprende perfettamente quale sia il senso della metafora della fuga applicata al duca di Savoia. La «fuga» e la «libertà» che essa permette di conseguire avranno quindi per lui un significato inequivocabile.
È a noi lettori contemporanei che, lontani dal contesto politico al quale appartengono le lettere, sfugge il senso della metafora, se non la sua stessa presenza.
Ecco quindi come appare il Modello del Prigioniero applicato a Ludovico di Savoia.

Asse della Subiectione                ▼
 Livello alto         (Mandante) Carlo VII   (sparavero)
      ↑
   Livello intermedio          (Esecutori) Guardie      del re
                 ↑
 Livello basso        (Prigioniero)    Duca         (quaglia) Lettere → Compey  Romagnano    Lega di Borgogna  
Prigioniero →           Fuga   →    Libertà ◄ Asse della Liberatione

Potremmo riassumerlo in questo modo: come Ludovico Bolleri si serve della polvere per rendere inefficace la sorveglianza delle guardie e fuggire, raggiungendo in questo modo la libertà, così Ludovico di Savoia si serve delle lettere per «fuggire» dalla sorveglianza di Jean de Seyssel e quindi dalla condizione di «subiectione» rispetto a Carlo VII, conseguendo in questo modo la sua liberazione.
È evidente, tuttavia, che la fuga dalla condizione di «subiectione» rispetto a Carlo VII non può che significare una nuova condizione politica del duca, ossia la sua adesione alla Lega di Borgogna, che a sua volta comporta la sostituzione della sorveglianza delle guardie guidate da Jean de Seyssel con la nomina di Antonio di Romagnano a cancelliere ducale e l’avvento di Jean de Compey ai danni dello stesso Jean de Seyssel.
Si potrà chiedere in quale modo Ludovico di Savoia possa essersi servito «delle lettere per “fuggire” dalla sorveglianza di Jean de Seyssel».
Per la risposta, lasciamo la parola allo stesso duca di Milano, di cui ci si perdonerà se riproponiamo le parole del secondo capoverso di SG3-All, ma con altre sottolineature.
«Item le dicte prese farano dormire circa VIII o X hore et, se ben costoro non dormissero, sarano fora de sentimento et tali che parerano como matti et debili et parerano che vogliano morire. Niente de mancho non morirano et farano acti et cose molto paze et se ben exequendo la cosa che se ha a fare loro vedesseno quello se facesse, non se ha a temere questo, ma andare dreto et fugire, però che serano talmente fora di sé et debili, che non porano né conoscere né dire né obviare ad quello se farà, et anchora, se ben gli accadesse dire alcuna cosa che fosse a proposito, manche per questo se debia stare de andare dreto et fugire, perché serano fora di sé et pazi, como è dicto, avisando che, quando serano guariti, de tale caso non se recordarano de cosa sia facta».
Si noti inoltre che, mentre il rapporto politico fra Carlo VII e Ludovico di Savoia non può che essere rappresentato con un asse verticale, a sottolineare la condizione di «subiectione» del secondo rispetto al primo, per rappresentare la fuga verso la libertà del duca non si può che ricorrere a un asse orizzontale, a sottolineare come Ludovico di Savoia abbia aderito alla Lega di Borgogna come «primus inter pares».
Ma torniamo alla metafora della fuga.
Come accennato, riteniamo che il Lettore non abbia alcuna difficoltà a comprenderla: è a noi lettori contemporanei, invece, che essa sfugge.
Tuttavia, come vedremo, nelle lettere non mancano certo gli indizi che consentano anche a noi d’identificare in modo corretto i termini della metafora e quindi dell’Asse della Liberazione del Modello del Prigioniero.

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