1.2.1. Le informazioni di GS1

Nella tabella riportiamo le informazioni di GS1 (16 dicembre), lettera di esordio della Serie Giorgi Sforza [27], anche se in SG3 Francesco Sforza non risponde puntualmente alla missiva dell’ambasciatore.

 

Tabella 17: le informazioni di GS1 (16 dicembre)

 

1 Noviter domino Aloysio Bolero è stato examinao sopra novi artXiculi, tra li quali queste ne sono, secumdo h poer soe lettere, […]: et primXo che volea dar Vercele hala signoria vostra, Pedemote al re Renato […], al che dice havere resposto onia esse falssa, 
2 iten che, non potendo libaralo aliter, che la signoria vostra recheda sia remiso al re de Franza […], 
3 iten che la congregatione de lXi tXXri stati, dela quale ho scripto ala la signoria vostra, g’è per li soi facti, 
4 item che prega la signoria vostra prueda che le altre soe castelle non se perdan, 
5 iten che uno Consantino Gualtero da Saveglano debe havere fornito Rocha Sparavero de victualia ha nome del predicto domino Aloysio Bolero […], 
6 iten che duca de Savoya fa gente d’arme in Pedemonte par trare Arcembaudo fora de Cental, quale dice hè suXo, como ho scripto la signoria vostra, il che hè vero. Dubita dicto domino Aloysio Bolero no sia una fictione he che faceno questa demostratione per tore le altre soe terre hovero al conte de Tenda he che fano questo perché temeno lhol conte, perché in brevi intndam far guerra la signoria vostra cum la gente del duca de Aurliens. 
7 Item che ad Avignione hè uno che ha nome Navton cum lo cardinale de Fuso, quale hè cosino de Arcembaudo, lo quale pratica che Arcembaudo daga Zentalo al re de Franza medianti pecunia, il che non piaz[e] al dicto domino Aloysio Bolero.
8 Item dice vorea che la signoria vostra gli facese havere qualche pulvXXere che facese dormire per quatro ho se hore, per potre fare dormire queli lo guardano, per modo non sentan strepito alchuno, he per bon facto io gli ho resposto he confortato se dea de bona vogla, che la signoria vostra non lo vole abandonare he che del tuto advisarebe la signoria vostra, la quale prevederà ad ogni cosa, purché queli dale soe castelle se guardaseno da tradmeto, che da Sforza non dubitase. 
9 Iten gli ho dato speranza dela polvere, rechedendome advisa perché la vole.

Corradino Giorgi riferisce che Ludovico Bolleri, interrogato riguardo a una serie di questioni, ha respinto l’accusa di voler consegnare Vercelli a Francesco Sforza e il Piemonte a Renato d’Angiò (1). Il signore di Centallo prega poi il duca di Milano di richiedere, qualora non possa essere liberato diversamente, che sia rimesso nelle mani di Carlo VII (2) e di fare in modo che gli altri suoi castelli non vadano perduti (4). Ludovico Bolleri ha pure fornito alcune informazioni di vario tipo: la convocazione degli Stati generali è in relazione alla sua vicenda (3); Costantino Gualtieri da Savigliano pare abbia rifornito di vettovaglie la Roccasparvera (5); il duca di Savoia sta radunando soldati in Piemonte per tirar fuori da Centallo Arcimbaldo de Abzat: il visconte di Rellaine teme però che potrebbe trattarsi di una finzione per prendere altre sue terre o quelle del conte di Tenda (6) [27]; sembra inoltre che ad Avignone un cugino del mercenario guascone stia trattando perché Arcimbaldo consegni Centallo a Carlo VII in cambio di denaro, eventualità non gradita da Ludovico Bolleri (7). Quest’ultimo richiede infine a Francesco Sforza una polvere in grado di far addormentare quelli che lo sorvegliano (8): Corradino Giorgi non sa però per quale ultimo scopo voglia servirsene (9).

[27] La decifrazione di GS1 è caratterizzata da alcuni curiosi errori, la maggior parte corretti. Al punto 1 «novi» e «Pedemonte» sono scritti rispettivamente sopra «dm» e «pedate» depennati. Prima delle correzioni il testo risultava pertanto come segue: «Noviter miser Aluyse Bolero è stato examinato sopra dm articuli, tra li quali queste ne sono, […]: et primo che voleva dare Vercelli a vostra signoria, pedate al re Raynero». Al punto 3 il decifratore viene indotto in errore dalla prima metà della sesta riga di GS1, che tende vistosamente verso il basso, al punto che nella parte centrale viene a confondersi con la settima. La riga risale poi leggermente, ma, ricercandone l’inizio per decifrare la riga successiva, si è inevitabilmente indotti a trovare l’inizio della settima, facendo quindi passare la decifrazione dalla sesta all’ottava riga: la settima viene così del tutto saltata. Ingannato dall’effetto ottico appena descritto, il decifratore, giunto al termine della sesta riga, che finisce con «cumgrega», non ha proseguito correttamente con la settima, che inizia con «tione», bensì con l’ottava, che comincia con «per li soi facti», facendo risultare: «item che la congrega per li soy facti». Accortosi dell’errore, ha poi depennato «per li soy facti», inserendo nell’interlinea «tione» tra la «a» di «congrega» e «per li soy facti» depennato, trasformando il testo in «item che la congregatione deli tri stati, […], g’è per li facti soy». Al punto 8, infine, in GS1-Dec si legge che Corradino Giorgi ha rassicurato Ludovico Bolleri che Francesco Sforza «provederà ad ogni cosa, purché quelli dale sue castelle se guardasseno da tradimento, che da Forza non dubitasse». In questo caso lo scorretto «Forza» non viene corretto nello «Sforza» scritto in cifra in GS1.
[28] Il timore di Ludovico Bolleri non era infondato: si veda infatti p. 24, n. 16, e p. 36, n. 23.

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