Francesco Sforza al Consiglio segreto 25 ottobre 1457

Missive, 38, ff. 182v-183r. Cfr. M38-178r-v di Missive 38, ossia Francesco Sforza al Consiglio segreto 21 ottobre 1457, ed M34-324v-325r di Missive 34, ossia Francesco Sforza a Carlo VII 30 ottobre 1457.

Dominis de Consilio Secreto.
Essendo ali dì passati stato rasonato, como sappeti, circha el facto de domino Aluyse Bolleri, parendo ad nuy de mandare nostro ambassatore nedum alo illustre duca de Savoya, ma etiandio ala maiestà del re de Franza, ne recordiamo che per voy ne fo laudato el mandare solamente al prefato duca et non ala prefata maiestà, alegandone alcune rasone et respecti per li quali non ve pareva de mandare ala prefata maiestà, al quale vostro parere aquiescendo, remasimo contenti ch’el fosse ellecta persona che andasse al prefato duca, aspectando nuy interim de intendere qualche cosa più ultra dela casone dela presa d’esso domino Aluyse. Et fina in questa hora havendo nuy inteso la dicta presa variamente, chi dice de ordinatione et mandato del re de Franza et chi altramente, item che ala dicta maiestà è stato referito che lo illustrissimo signor delphino et altri cerchavano con el mezo d’esso domino Aluyse de habere pratiche et intelligentia cum nuy etc., del che, standovi suspecta la maiestà sua, intendiamo ha ordinato de mandare soy ambassatori ala signoria de Venetia per obviare a questa materia et tentare altre materie etc., ne pareva pur de mandare et al prefato duca et anche poy ala prefata maiestà del re de Franza, per chiarirla de questo et evacuare questa suspitione, ma, considerato, del che se rendimo certi, che Conradino Zorzo per voy ellecto, licet sia zovene, da bene et intendente, non sia bene experto in quelle parte de Franza et del cavalero da Fossato non rasoniamo più, como per un’altra nostra ve havimo scripto, dicimo ch’el ne pare de mandare solamente dicto Conradino al prefato duca* con quella instrutione che pare neccessaria, et cossì ve dicimo, non obstante quanto ve scripsimo aspectassivo fin che havessimo parlato cum questo dela dona de domino Aluyse era venuto qui, lo mandati subito via senza dilatione. Et exinde ne parerà de scrivere alla prelibata maiestà in la substantia voy vedereti per la nota qui inclusa, la quale volimo debiati bene et maturamente consultare, adiungendo et diminuendo quanto ve parerà bisognare, la quale poy ne remandati qua ad nuy, che la faremo mettere in latino et expedirla. Et, se sopra questa materia ve paresse ancora fosse da fare più una cosa che un’altra, avisatine del vostro parere. Credemo questa nostra lettera debia fare bon fructo appresso la maiestà del re de Franza. Datum Cremone XXV octobris 1457.
Cichus.

* Al proposito può essere utile leggere la nota 1 di «Verso la fine di settembre del 1457…».

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