8.8.3. I Documenti di un’esposizione di Francesco Sforza [67]

In conclusione è opportuno ricordare quanto scritto nel sottoparagrafo 5.1. riguardo alla corrispondenza tra Francesco Sforza e Corradino Giorgi: «quei documenti che sembrano lettere non sono lettere, ma sono stati ideati presso la cancelleria ducale per essere esibiti». La considerazione è da ritenersi in parte valida anche per i fogli 19-20 di Missive 44 e per il registro dal quale essi provengono: gli uni e l’altro furono concepiti per essere mostrati, in modo da inviare precisi messaggi al lettore, determinando la selezione delle missive da registrare (di cui per alcune si può con certezza affermare non corrispondano a lettere realmente inviate, ma non è di questo argomento che ci si vuole occupare in questa sede) e la loro sequenza.

[67] Il titolo si ispira ai Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, suite per pianoforte composta tra il 1874 e il 1876 con la quale il compositore russo cercò di tradurre in musica alcune opere dell’artista Victor Hartmann (1834-1873) viste a una mostra. L’accostamento non paia azzardato: la grande sensibilità per la «figurazione […] delle cose invisibili» (vd. n. 25) lascia presumere che Francesco Sforza sarebbe potuto essere un ottimo compositore.

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