10. Tre passi indietro: la riscossa del partito filoborgognogne

Per comprendere le simulazioni che si tennero durante il mese di aprile del 1458, bisogna ricordare quanto scritto da Corradino Giorgi in GS12 alla fine del marzo precedente: «la parte de questi zentilomeni che ha gubernato questo signore per fina a qui, la quale hera franzosa, non guberna più e l’altra, che in tuto gli hè contraria, hè montata in stato». Le parole appena riportate significano proprio quello che sembrano voler dire: il partito guidato da Jean de Compey ha preso il potere nel ducato di Savoia in perfetto accordo con Francesco Sforza, con l’intento di inscenare conflitti e intanto allearsi, senza dunque avere la benché minima intenzione di proseguire la politica del partito filofrancese del maresciallo. È opportuno ribadire che questo rovesciamento politico all’interno del ducato sabaudo si poté verificare solo in seguito agli incontri fra Corradino Giorgi e Jean de Compey, avvenuti con la scusa della causa che opponeva Giacopo Beretta allo stesso capo della fazione filoborgognona.

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