5. La chiave di Sforzinda [21]

L’ipotesi che qui si avanza è che SG3-All non sia una minuta qualsiasi, ma una sorta di manifesto sforzesco in linguaggio cifrato che richiede di essere interpretato per poter interpretare correttamente la corrispondenza del duca con il suo inviato in Savoia [22]. E nella sua allocuzione al lettore Francesco Sforza si premura sin dal primo capoverso di fornire l’istruzione fondamentale: «Le prese sono X per persone X, tutte seperate et tanto l’una quanto l’altra». Al ricevente coevo, ne siamo certi, doveva risultare ben chiaro a quale gioco volesse giocare il duca di Milano [23]. Più arduo, invece, il compito del decifratore del XXI secolo.

[21] «Sforzinda» è la città ideale, così chiamata in omaggio al duca Francesco Sforza, delineata dal Filarete nel suo Trattato di architettura, steso tra il 1460 e il 1464.
[22] Può essere interessante al proposito riportare le parole di Segre (1985: pp. 37-38): «sono stati […] studiati i modi […] di trattare l’inizio e la conclusione delle composizioni […]: nel complesso, essi mostrano la cura di presentare e, rispettivamente, concludere il mondo […] istituito nel testo stesso, già indicando in partenza il tipo di sviluppo che è lecito attendersi, e viceversa sottolineando, sul finire, la tonalità con cui si vuole che sia rimeditato tutto lo sviluppo testuale».
[23] Cfr. n. 27.

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