1.2.1. Il cifrario di Corradino Giorgi

Il cifrario è stato reperito nel volume di Cerioni intitolato La diplomazia sforzesca nella seconda metà del Quattrocento e i suoi cifrari segreti [4]. Risulta assegnato all’ambasciatore ducale il 28 ottobre 1457. Si tratta di un cifrario di una certa complessità, basato sul sistema detto «a sostituzione monoalfabetica»: ciascuna vocale e ciascuna consonante possono essere sostituite da più segni, denominati «omofoni». Vi sono poi le cosiddette nullae, o litterae nihil significantes, aggiunte per maggiore sicurezza [5], i segni per i trigrammi bus e rum e quelli per i nomi breviora (congiunzioni, avverbi come che, qua eccetera). Per i nomi propri o comuni più ricorrenti è adottato il sistema a repertorio, per cui a parole come dux Mediolani, rex Francie e ambaxadori corrisponde un solo segno convenzionale. Nelle pagine che seguono il testo delle lettere in cifra è stato riportato in corsivo; ogni nulla è stata resa con una X.

[4] Cerioni (1970).
[5] Secondo Senatore (1998: p. 400) le nullae erano «distribuite a caso nel testo».

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