GS22

CORRADINO GIORGI A FRANCESCO SFORZA
11 maggio 1458, Thonon-les-Bains.

Illustrissimo signor mio. A VIII del prescente, a hore XXII, per lo prescente cavalario recevete le de (a) vostra signoria, le qual intexe (b) la domane matina fece l’ambasciata de vostra signoria a questo illustrissimo signore, per resposta dela qual, respondendo de parte imparte, dice: et primo che simulatione né fictione non gly hè alcuna, como apare evidenter per la relasatione de domino Aloysse et per la transmisione de frate Zorzo da Piozascho ala revocatione dele offesse he restitutione dele cosse de dicto domino Aloysse, como da dicto frate Zorzo vostra signoria sarà advisata per soe lettere he anchora como per altre mie date alo ultimo de aprili et al scecundo (c) et quinto del prescente ha potuto intendere vostra signoria, et che vostra signoria scia informata che soa signoria habia né Centallo né Arcimbaldo in soa posanza hè male informata, ma, sce Dio gly presta gratia gli l’habia, che ne farà talle dimostratione che vostra signoria cognoscerà l’haverà habuto in soa podestà et che vere et cordialiter sarà proceduto, il che cognoscerà anchora vostra signoria per molte altre experientie, ma che bene è vero che da doe ho tre volte dicto Arcimbaldo sc’è retrovato con lo vescho de Mondevicho he con alcuny altri apreso de Centallo tratando acordio de remeter Centallo a soa signoria mediante alcuna soma de dinari, lo qual acordio havea habuto locho e per executione de ciò dicto Arcimbaldo havea dato uno suo fradello per ostagio, ma per lo apontamento facto de domino Aloysse in quela forma me recordo havere scripto a vostra signoria questo illustrissimo signore non ha voluto acceptare dicto acordio.
Ala parte dela fideiusione dely Lta milia ducati etc. responde soa signoria che non hè difycile, longa nec coatta, et primo che dicto domino Aloisse hè stato quelo l’à proferta et anchora soa signoria sce recorda che in ly principii dela presa del prenominato domino Aloyse per ly zentilhomeni de Pedemote sollo gly fu profereto scurtade de cento millia ducati he in queste parte de Savoia za n’a dato per più de XII millia he una grande parte senza esser rechesti, il che hè vero et io l’ò veducto.
Ala parte dele nove obligatione in preiuditio dela liga he del re Renato dice soa signoria che le obligatione fa dicto domino Aluysse verso soa signoria sono de non ofendendo, le qual sono licite he honeste, et prima perché le fa con reservatione fidelitatis regis Renati, et che ala parte dela liga non altro voleno ly capituli dela liga che ly conligati l’uno l’altro non se ofendano. La reservatione dela fidelità del re Renato hè vero, licet non scia in quella, he mandarà a vostra signoria, però ch’è facta da poy.
Ala par dela conffesione fa dicto domino Aloysse etc. responde che ha dicto domino Aloysse hè stato et è licito confessare tuto quelo gly parea fosse lo vero, licet che in la confessione fa non confessa cossa possa redundare a vergogna né a preiuditio de dicto domino Aloysse, de vostra signoria né de tuta la liga.
Ala parte dela liberatione he restutione de domino Aloysse senza altra obligatione etc. dice soa signoria che la liberatione e restitutione de dicto domino Aloysse non hè facta sce non como ha proferto e dicto lo prenominato domino Aloysse è stato grato et quelo hè stato grato alo soprascritto domino Aloysse debe a questa parte esser grato a vostra signoria.
Ala parte dela restitutione dela roba de domino Tomaxo de Ariete etc. dice soa signoria che Arcimbaldo nedum hè in soa podestà, ma gly hè rebello, he che quando fo facta quela robaria non era in ly soy servicii, ma che, capitandoli ale mane, farà tuto quelo gly sarà posibile per fare cossa grata a vostra signoria, dela qual cossa hè desideroxo.
Ulterius, a questo illustrissimo signore è parsso uno pocho stranio vostra signoria faza dificultà in prestare quela fideiusione per dicto domino Aloysse, però che esso l’à proferta et factosene forte.
Facta l’ambasciata he audite le resposte presse da soa signoria, cambiato p (d) venire via he per exquire quanto m’à scripto vostra signoria, ma questo illustrissimo signore non ha voluto per neguno modo me parte, non obstando che la liberatioe (e) de dicto domino Aloysse et restitutione (e) dele cosse soe et revocatioe (e) de quele gente cognoscesse chiarmente. E questo scrivo, illustrissimo signor mio, hè vero e certo e cognosceralo vostra signoria per lo effecto e per la experientia. Altro non acade. Me recomando a vostra signoria, la qual Dio conserva et augeat ad vota. Datum Tononi die XI madii 1458.
Eiusdem dominationis dominationis vestre fidelis servuus Conradinus de Georgiis etc.

(a) Fra «le» e «de» manca una parola: si tratta del termine «prese». Cfr. «10.2. Parallelismi ludico-epistolari: la ricezione della “polvere”».
(b) Si noti la «x» di «intexe» sotto la parola «prescente».
(c) Corradino Giorgi compie un errore di datazione, assegnando al 2 maggio GS20, datata in realtà tre maggio.
(d) La lettera «p» è priva del trattino che dovrebbe tagliarne la gamba trasformandola in «per» (il segno presente nella fotocopia è stato tracciato a biro).
(e) In alto sui fonemi «o» ed «e» le parole «liberatioe» e «revocatioe» sono prive del trattino che indica la mancanza della lettera «n», presente invece sulla parola «restitutione» (i segni presenti nella fotocopia sono stati tracciati a biro). Cfr. 10.2.1. «”presse”, “p” e trattini mancanti».

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