8.8.2. Il «procuratore» (Corradino) «Georgio»

A proposito di #M44-20v [C]# merita di essere rilevata un’altra caratteristica, ossia che del «testamento» si dice che esso è stato «sottoscripto per Thomam Arpi et Bonifacium de Arpis». Con la pleonastica ripetizione del cognome il duca di Milano intende segnalare l’ambiguità del «Georgio» citato nella prosecuzione della missiva in M44-21r [A], dove si legge:

Georgio, exhibitori presenti, como per instrumento rogato dicto millesimo et XX de aprile più largamente appare, ad pigliare la posessione de dicti terreni et beni et per questo vengono là, siché pregamo la illustre signoria vostra gli piacia lassare prehendere dicta heredità et beni et haverli recomandati. Mediolani primo maii MCCCCLVIII°.

Avvisati dalla duplicazione «Arpi-de Arpis», sappiamo che «Georgio» non è solo il nome del «procuratore» di «Antonio de Goddano» ma anche un cognome, che potrebbe essere «Georgio» o «de Georgis», vale a dire il cognome di Corradino Giorgi, che presso la corte sabauda svolse le medesime funzioni di Ludovico Bolleri: senza dubbio una bella rivincita per chi secondo Gabotto «l’aveva bevuta grossa!»

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