La polvere da fare dormire le guardie

Come abbiamo visto, grazie all’omissione del genitivo oggettivo dipendente dal sostantivo «guardie», il titolo della ricetta alchemica può riferirsi sia al signore di Centallo sia al duca di Savoia.
Abbiamo poi visto che «lo modo da dare lo polvere» può anche significare «il modo di distribuire le carte», ossia le lettere, che vanno quindi identificate con la «polvere».
L’effetto della polvere consiste nel «fare dormire le guardie».
Francesco Sforza vuole quindi comunicare al Lettore che le missive sono in grado di rendere inefficace la sorveglianza dei «franzosi».
Infatti, poiché non si può dimostrare che sono false, la «storia alla rovescia» in esse contenuta è tale che
Ma se anche non si addormentassero, e vedessero quello che sta accadendo, o dicessero qualcosa di sensato, non importa, perché la «storia alla rovescia» contenuta nelle lettere è tale che essi, per quanto sosterranno di avere visto, non potranno che parere «fora de sentimento», «matti et debili» e «se ben exequendo la cosa che se ha a fare loro vedesseno quello se facesse, non se ha a temere questo, ma andare dreto et fugire, però che serano talmente fora di sé et debili, che non porano né conoscere né dire né obviare ad quello se farà, et anchora, se ben gli accadesse dire alcuna cosa che fosse a proposito, manche per questo se debia stare de andare dreto et fugire, perché serano fora di sé et pazi, como è dicto, avisando che, quando serano guariti, de tale caso non se recordarano de cosa sia facta».
è lo stesso Francesco Sforza a affermarlo chiaramente.
Consideriamo infatti il secondo capoverso di SG3-All.
In esso si legge: «Item le dicte prese farano dormire circa VIII o X hore et, se ben costoro non dormissero, sarano fora de sentimento et tali che parerano como matti et debili et parerano che vogliano morire. Niente de mancho non morirano et farano acti et cose molto paze et se ben exequendo la cosa che se ha a fare loro vedesseno quello se facesse, non se ha a temere questo, ma andare dreto et fugire, però che serano talmente fora di sé et debili, che non porano né conoscere né dire né obviare ad quello se farà, et anchora, se ben gli accadesse dire alcuna cosa che fosse a proposito, manche per questo se debia stare de andare dreto et fugire, perché serano fora di sé et pazi, como è dicto, avisando che, quando serano guariti, de tale caso non se recordarano de cosa sia facta».

Leggendo l’espressione «polvere da fare dormire le guardie», è evidente che il Lettore non potrà che interpretarla in grado di far addormentare «le guardie».

La possibilità di sostituire indifferentemente Ludovico Bolleri e Ludovico di Savoia nel ruolo di prigioniero presenta un’altra implicazione: entrambi, infatti, sono prigionieri che cercano di fuggire per raggiungere la libertà.
La metafora della fuga diviene così, come vedremo, lo strumento retorico di cui il duca di Milano si serve per esprimere quanto accaduto in Savoia, confermando quindi quello di cui il Lettore francese è già informato.
Identificati i termini dell’Asse della Subiectione del Modello del Prigioriero, proseguiamo analizzando l’espressione «la polvere da fare dormire le guardie», senza mai dimenticare chi sia il reale destinatario del Testo.
Per comprenderla pienamente, occorre prendere in esame anche il secondo capoverso di SG3-All (le sottolineature sono nostre).
La «polvere da fare dormire» serve dunque per «andare dreto et fugire».
Poiché, come sappiamo, è possibile identificare il prigioniero sorvegliato dalle guardie sia con Ludovico Bolleri che con Ludovico di Savoia, l’espressione «polvere da fare dormire le guardie» sarà valida sia per il primo che per il secondo.
Francesco Sforza pare dunque riferirsi alla polvere in grado di «fare dormire le guardie» di Ludovico Bolleri, ma in realtà si riferisce alle lettere del Testo Giorgi-Sforza, in grado di «fare dormire», ossia rendere inefficace la sorveglianza delle guardie di Carlo VII che sorvegliano Ludovico di Savoia.
Con il termine «polvere» ci si riferisce dunque alla lettere del Testo Giorgi-Sforza e anche in questo caso vi sono due sensi: uno apparente, l’altro reale.
Il motivo per il quale l’espressione «polvere da fare dormire le guardie» può riferirsi sia a Ludovico Bolleri sia a Ludovico di Savoia è dato dal fatto che entrambi si trovano nella condizione di prigionieri che cercano di fuggire per raggiungere la libertà.
Anche in questo caso viene quindi instaurata una similitudine fra i due.

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