GS21

CORRADINO GIORGI A FRANCESCO SFORZA
5 maggio 1458, Ginevra.

Illustrissimo signor mio. Ha potuto intendere vostra signoria per quanto scrisse per lo cavalaro como questo illustrissimo signore era contento, a contemplatione de vostra signoria he a supplicatione de domino Aloysse et de soy parenti, reduerlo ala bona gratia soa et restituirli le cosse soe et che le novitate facte contra le altre terre de dicto domino Aloysse et del conte de Tenda eranno facte et ocorsse contra et preter voluntatem suam et che cusì fosse mandava frate Zorzo da Piozascho per levare le offese etc., como per quele più largamente haverà intexo vostra signoria. Ha potuto anchora intendere vostra signoria la liberatione de dicto domino Aloysse per altre mie. Ha potuto anchora vostra signoria intendere la partita de fra Zorzo (a) per altre mie (b) da qui per andare ad exquire (c) tuto quelo ho scripto a vostra signoria circha ali facti de domino Aloysse, il perché cognoscerà vostra signoria ly predicti facti del predicto domino Aloysse esser in bony termini, il perché non obstando, a questo signore è stato per ly oficiali de Vercelle scripto, como sce dice, che domino Tiberto hene venuto a Novara, hè in novaresse cum cavali doa millia e ly fa uno grande aparato«, la qual cossa dicheno dicti oficiali non intendere e questo signore ne resta de ciò molto maraveglioso, perché non sa soa signoria pensare la casone perché vostra signoria gly habia facto venire né anchora vostra signoria havere alchuna iusta casone de moversse ad alchuna novitate verso de scì, salvo sce forsse non lo facesse per lo caso de dicto domino Aloysse, per la qual cossa, per lo apontamento facto, ha più tosto (d) vostra signoria a removere ogni ranchore et ogni dureza da animo che a volersse movere in neguna cossa contra soa signoria, unde, quando altra casone non habia vostra signoria che quella de dicto domine Aloisse, suplicho a vostra signoria quanto io posso che, sce cusì hene como ho sopra dicto, gly piaza fare revocare dicto domino Tiberto, perché lo facto de dicto domino Aloysse è apontato per forma che vostra signoria pote remanire bene contenta et ogni dy se va reconzando de bene in meglio. Ceterum, sapia vostra signoria che la prescente littera me ha pregato he rechesto questo (e) illustrissimo signore vogla (f) scrivere a vostra signoria, ala qual me recomando, la qual Dio conservat et augeat ad vota. Datum Gebenarum die 5 aprilis (g) 1458.
Eiusdem dominationis dominationis vestre fidellis servus Conradinus de Georgiis etc.

(a) La «r» di «Zorzo» non è scritta in modo corretto.
(b) L’interlinea sopra «altre mie» risulta particolarmente ampio.
(c) Così in A. Si noti come sulla stessa riga di «fra Zorzo per altre mie» la «q» di «exquire» risulti scritta come una «g» (cfr. nota e).
(d) La riga che inizia con «più tosto» e finisce con «che» presenta fino a circa tre quarti della sua lunghezza un interlinea particolarmente ampio.
(e) Si noti come inizialmente la «q» di «questo» fosse stata scritta come una «g». La si confronti con la «q» di «quale» nella riga sotto subito prima di «Dio».
(f) Così in A.
(g) Sopra «aprilis» depennato è scritto «madii».

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