Introduzione

Il Testo Giorgi-Sforza è costituito da tre gruppi di missive: 1) la Serie Giorgi-Sforza, che rappresenta il vero e proprio scambio epistolare tra il duca e il suo inviato e comprende 6 minute ducali (cui sono allegati vari documenti) e 17 lettere dell’ambasciatore; 2) le Lettere Giorgi, che consistono in 5 lettere dell’ambasciatore milanese, di cui 4 inviate alla duchessa Bianca Maria Visconti e 1 a Cicco Simonetta; 3) le Lettere Esterne Giorgi, così definite perché si tratta di 12 missive esterne alla Serie Giorgi-Sforza, di cui esamineremo funzione e caratteristiche.
Il documento chiave per comprendere il Testo Giorgi-Sforza è SG3-All, intitolato «Lo modo da dare la polvere da fare dormire le guardie etc.».
Per interpretare correttamente il titolo di SG3-All, qui basta considerarlo in relazione con la prima parte del primo capoverso, che dice: «Le prese sono X».
SG3-All vuole sembrare una ricetta alchemica, riguardante l’utilizzo di una polvere in grado di fare addormentare le guardie che sorvegliano Ludovico Bolleri, prigioniero del duca di Savoia, ma in realtà si tratta di un messaggio in codice rivolto al Lettore per il quale il Testo Giorgi-Sforza è stato appositamente preparato e al quale, come vedremo, è verosimile sostenere che esso sia stato realmente esibito.
Considerato che SG3-All è il primo documento della Serie Giorgi-Sforza attribuibile al duca di Milano, lo si può definire una dichiarazione programmatica di falsità delle missive.
È infatti possibile riassumere il senso dell’allocuzione come segue: «Magnifico ambasciatore. È evidente che le lettere che sto sottoponendo alla tua attenzione sono false, perché il 10 gennaio del 1458 non potevo sapere che il 12 maggio successivo dello stesso anno, giorno dell’ultima mia lettera a Corradino Giorgi, le “prese”, ossia i momenti di ricezione delle missive del mio ambasciatore, sarebbero state dieci.
Le lettere, quindi, sono false, ma rintraccia le dieci “prese” e capirai che non puoi dimostrarlo.
Esse anzi sembrano vere, al punto che sono in grado di “fare dormire le guardie”, ossia rendere inefficace la sorveglianza dei “franzosi” (di cui il tuo re, Carlo VII, si serve per controllare la politica di Ludovico di Savoia), smentendo quanto da essi riferito, ossia che il duca sabaudo e io, duca di Milano, ci siamo alleati e abbiamo aderito alla lega di Borgogna, eventi peraltro veri».
Il referente del titolo di SG3-All non è dunque Ludovico Bolleri, bensì Ludovico di Savoia.
Si sarà inoltre capito che riteniamo che il Lettore vada identificato con uno o più degli ambasciatori di Carlo VII che giunsero a Milano nel periodo compreso fra il giugno del 1458 e la fine del 1459.

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