CS8

ANTONIO DA CARDANO A FRANCESCO SFORZA
8 giugno 1458.

Illustrissimo signore mio. Guillielmo di signori de Antesano, prexo ha Taurino, che vene de presente dal Delfinato, ha intexo da Gabriel de Bernezio, signore de Targi, quale è camererio e del Consilio dela maiestà del re de Franzia e che andava (a) per parte de monsegnore de Giaton, gubernatore del Delfinato, che dito .. gubernatore sa che lo .. duca de Borgogna, lo re de Inglitera, la maiestà del re de Aragona e lo .. duca de Savoya hano fato liga insema et che adesso l’ambasaria del .. duca de Savoya va Milano per fare liga cum l’illustrissimo signore duca de Milano a destructione del re de Franza, del che uno amico m’à dito ne voglia dare aviso a vostra signoria. Il magnifico misser Aluyse Bollero heri forniti de dare le sue segurtà sino ala soma de ducati LIm DCCL. Quisti magnifici del Consilio de monsignore duca de Savoya hano ordinato, cum dicono, che domino Aluise damatina se parta per andare per li fati soy et insema con luy gli debeno andare monsegnore lo marescalo e domino fra Giorgio da Piolzasco per la liberatione di fioli e dela dona, i quali son ha Fossano, terra del .. duca de Savoya. Poi de dirrecto andarono a fare restituire Demonte et io andarò cum essi. Circ’al facto dela restitutione de Centalo più e più volte g’è stato requesto ha miser Aluyse per essi de Consilio el modo gli pare se debia servare. Sempre ge ha dito che chi ge l’à tolto ge lo restituisca ho integro cum l’era de prima ho guasto: cum ge lo restituirano lo torrà et questo pensere lassa ha loro. Quisti del Consilio, cum hano dito, mostreno volere recatare scuti IIm per fare gente, per volerge mettere al campo, che me pareno savoye, perché son certo, se voleno fare da bon seno, havrano Centalo senza metterge campo. In questa hora lo cancellere de Ambrosino da Longagnana, venuto qui perché non gli furo servati li capituli dela tregua che possano comprare in le terre del duca de Savoya certa quantità de frumento e vino, cum se contene in diti capituli, m’à dito che fra Giorgio da Piolzasco ge ha requesto se quele gente son in Rocha Sparavaria voleno andare cum esso in campo contra Centalo. Ge ho dito gli debia respondere che loro non son mandati ha quelo (b) per offendere a persona alchuna che non offende ha loro e che la cura loro è solum per guardia et deffensione de quela Rocha e così ge ho dito debia dire per mia parte ad Ambrosino ch’el mio apparere è che aposta de niuno de queli del’illustre signore duca de Savoya non andasse in campo né ale offese d’altri insiema con savoyni né pedemontesi, non habbiandolo in mandati dala signoria vostra, perché s’el ge andasse forse non saperia trovare la via de ritornare né de venire ha Milano. Et de tale apparere è misser Aluyse Bollero. De quelo sequirà ala giornata vostra signoria ne sarà avisata, ala quale me recomando. Perché se diceva che l’illustre signore duca de Savoya deveva passare li monti e venire in zà, son portate lettere al magnifico marescalo cum esso signore duca se partiva da Tonono e ritornava ha Zambelere. Ex Taurino VIII iunii MCCCC°LVIII°.
Eiusdem vestre dominationis dominationis fidelissimus servitor Antonius de Cardano.

(a) «dal re de Franza» aggiunto nell’interlinea con un segno che ne indica l’inserimento fra «andava» e «per parte».
(b) «loco» aggiunto nell’interlinea con un segno che ne indica l’inserimento fra «quelo» e «per offendere».

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