2.1.4. Le linee del 30 maggio

Verificando se il Registro n. 44 consente di identificare i giorni in cui furono copiate le missive dei primi 48 fogli, ci si proponeva di stabilire se a fine maggio/inizio giugno la cancelleria sforzesca fosse intenta nella sua redazione. Come si può osservare nella Tabella 45, molto probabilmente dal 29 maggio al 1° giugno furono registrate le missive comprese fra M44-34v [A] ed M44-40v [B]. Riteniamo pertanto verosimile l’ipotesi anticipata alle pp. 73-74, ossia che #M44-20v [A]# non sia stata depennata per sbaglio: essa ci consente inoltre di capire quando e perché si decise di barrare le missive inviate dei ff. 19-20 del Registro n. 44.
Il 30 aprile Francesco Sforza scrisse a Ludovico di Savoia, informandolo della nascita del figlio Ottaviano (#M44-20v [A]#). Il duca sabaudo ricevette la lettera l’8 maggio, insieme a SG19 ed SG19-PS (si veda al proposito GS22), inviate non prima del 2 maggio, perché così è datata SG19-PS, e il giorno successivo rispose con Savoia3. Circa due settimane più tardi, il 24 maggio, inviò anche Savoia4. Il 26 dello stesso mese con l’inserimento di M44-21r [C] riprese la redazione del Registro n. 44, interrotta il 1° maggio. Pochi giorni dopo Francesco Sforza ricevette Savoia4. Ipotizzando che fra l’invio e la ricezione sia passato lo stesso numero di giorni trascorso tra l’invio e la ricezione di Savoia3, è verosimile affermare che la lettera giunse a Milano il 30 maggio, mentre in cancelleria si era ancora impegnati con il Registro n. 44. Poiché Ludovico di Savoia scriveva di essere stato «nuper» informato della nascita di Ottaviano Sforza, si andò a ricontrollare #M44-20v [A]#, di cui ci si ricordava perché copiata nella pagina a fronte, in alto, rispetto a M44-21r [C], prima lettera registrata il 26 maggio, e si rimaneva sorpresi dalla sua data non recente: si controllava la presenza di altre anomalie nei fogli precedenti (non in quelli successivi, altrimenti ci si sarebbe accorti della locuzione «Datum ut supra» aggiunta erroneamente a M44-21r [A]), scoprendo che #M44-20v [B]# ed M44-21r [B] escludevano rispettivamente l’invio di #M44-19v [A]# ed #M44-19v-20r [C]#, per quanto registrate in modo corretto. Si decideva pertanto di depennare le missive effettivamente spedite, ma non #M44-20v [A]#: l’avverbio «nuper» di Savoia4 induceva a ritenere che il duca sabaudo stesse rispondendo a una lettera sforzesca inviata verso la metà di maggio e che quindi #M44-20v [A]#, datata 30 aprile, non fosse stata spedita, non ricordando la ricezione di Savoia3. La procedura si concludeva molto probabilmente strappando i ff. 19-20, anche se le nostre attuali conoscenze non consentono di escludere che gli strappi non siano avvenuti in epoca decisamente posteriore rispetto al XV secolo [17].
In base all’ipotesi appena esposta le missive depennate e quelle non depennate corrisponderebbero rispettivamente a lettere inviate e a lettere non inviate. È possibile verificare una norma analoga in Venezia21, minuta datata 8 maggio 1458 che ora prenderemo in esame.

[17] Questa considerazione è peraltro valida per tutti gli «strappi» riguardanti le carte dei codici 1594 e 1595.

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