10.2. Parallelismi ludico-epistolari [79]: la ricezione della «polvere»

In questo paragrafo non importa individuare il passaggio dal «falso» al «vero», ma ricercare indizi che consentano di avere informazioni sul viaggio della «polvere». Comparando GS18 e GS20, in quest’ultima lettera emerge uno sbaglio di datazione dovuto alla copiatura, che si finge avvenuta in modo meccanico, della parte di testo di GS18 riportata all’inizio del paragrafo 9. Si legge infatti:

Como per altre mie date ultimo aprilis ha potuto intendere la signoria vostra questo duca de Savoya havere congregato li zentilomeni, conti et baroni de questo suo paise de Savoia per tratare et deliberare alchune cose pertinente al suo stato, secondo che intendo gli sono venuti dele cinque parte le quatro, li quali una voce hano deliberato domino Aluyse Bolero debia esere relasato et restituito ale soe tere, et cusì a vintiocto del presente l’à liberato, presente li soprascriti zentilomeni, cum quele obligatione dele quale ho scripto ala signoria vostra per altre mie littere.

La liberazione del signore di Centallo non può essere avvenuta «a vintiocto del presente» bensì del passato [80], perché GS20 è datata 3 maggio. L’errato termine «presente» non è però privo di implicazioni, in quanto rimanda alle «prese» del documento intitolato «Lo modo da dare la polvere da far dormire le guardie etc.» [81]. Per comprendere perché ci si imbatta in questo sbaglio, è necessario considerare la parte iniziale di GS22, datata 11 maggio, giorno nel quale nel 1458 cadde la festa dell’Ascensione, in cui si celebra l’ascensione di Cristo al trono del Padre quaranta giorni dopo Pasqua [82].

A VIII del prescente, a hore XXII, per lo prescente cavalario recevete le de vostra signoria, le qual intexe la domane matina fece l’ambasciata de vostra signoria a questo illustrissimo signore, per resposta dela qual, respondendo de parte imparte, dice: et primo che simulatione né fictione non gly hè alcuna, como apare evidenter per la relasatione de domino Aloysse et per la transmisione de frate Zorzo da Piozascho ala revocatione dele offesse he restitutione dele cosse de dicto domino Aloysse, como da dicto frate Zorzo vostra signoria sarà advisata per soe lettere he anchora como per altre mie date alo ultimo de aprili et al scecundo et quinto del prescente ha potuto intendere vostra signoria, […].

Come si sarà notato, non solo fra «le» e «de» manca una parola, ma Corradino Giorgi compie un altro errore di datazione, assegnando al 2 maggio GS20, datata in realtà 3 maggio. Questo sbaglio, come quello in SG23 rilevato nel paragrafo 9, verrà trattato diffusamente nel paragrafo XX. Qui interessa sottolineare che con esso si intende suggerire che in GS20 il lettore troverà il segnale di quale sia il termine assente nella stessa GS22: il segnale è proprio l’errato «presente», dal quale si ricava che la parola mancante fra «le» e «de» non è «lettere» bensì «prese». L’11 maggio, data di GS22, ultima lettera di Corradino Giorgi, e della festa dell’Ascensione, «quella del compimento del piano divino di salvezza», che «dalla Natività alla Passione, dalla Morte alla Resurrezione, si perfeziona nell’Ascensione» [83], l’ambasciatore sforzesco segnala dunque di avere ricevuto l’8 dello stesso mese le «prese» di Francesco Sforza.

[79] Per quanto riguarda l’aspetto ludico, cfr. n. 27.
[80] Si tratta del secondo errore di datazione caratterizzato dalla presenza del numero ventotto nella corrispondenza tra Francesco Sforza e Corradino Giorgi; per il primo cfr. n. 39.
[81] Il testo di GS20, sempre ripreso da GS18, continua così: «Unde al presente per queste per parte de dicto domino Aluyse Bolero ho a pregare la signoria vostra gli vogla certifichare se, havendo bisogno de secorso ala recuperatione de Centalo, bemché ne sia certo, se la signoria vostra el secorerà, non obstando che questo ilustrisimo duca de Savoya gi daga gente d’arme, bombarde et ogni altra cosa necesaria per la dicta recuperatione. XXX Item seria contento dicto domino Aluyse intendere dala signoria vostra se, non potendo recuperare Centalo senza colpi de bombarda grosa, se ala signoria vostra pare glile lasa metere et trare, XX del che prega la signoria vostra gli piaza presto presto farlo avisato, pregando anchora quela non l’abandona più per lo avenire como à fato per lo pasato, como ha fermisima speranza». Alla luce dell’errore di datazione di GS20 cui si è accennato, rispetto a GS18 alcuni termini nelle righe qui sopra assumono «un sovrappiù di senso» (Marchese [1978: p. 63]) che li connota diversamente: gli accenni alle «bombarde» e alla «bombarda grosa» implicano infatti un riferimento alla polvere da sparo e quindi alla «polvere» epistolare; l’avverbio «presto» ripetuto due volte rimanda inoltre alle «prese» contenute nella radice dell’errato termine «presente», su cui giocano beffardamente le parole successive «pregando anchora quela non l’abandona più per lo avenire como à fato per lo pasato» con l’accostamento tra l’«avenire», al quale rimanda lo sbagliato «a vintiocto del presente», e il logicamente corretto «pasato».
[82] Cfr. Mc 16,19; Lc 24,50-53; Act 1,9-14.  Nel Simbolo niceno-costantinopolitano, largamente utilizzato nella liturgia cristiana, si dice che Cristo «è salito al cielo, / siede alla destra del Padre. / E di nuovo verrà, nella gloria, / per giudicare i vivi e i morti».
[83] Uspenskij – Losskij (2007: p. 188).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...