11.1. La Bibbia, il De natura animalium e lo Speculum historiale

Nel fulcro della corrispondenza tra Francesco Sforza e Corradino Giorgi [84] si trovano due accenni ai libri: nella già menzionata SG19 e in GS16, lettera del 18 aprile nella quale il tema compare in modo del tutto imprevisto. L’ambasciatore scrive:

A dy XV del prescente ho recevuto queli doy libri una cum le lettere de vostra signoria, ale quale respondendo dicho ho prescentato ly suprascripti libri a questo illustrissimo signor, ly quali ly sono stati gratissimi et acceptatissimi, del che ne rende soa signoria gratie infinite a vostra signoria, offerendosse semper propitio et favorevele ad ogni cossa grata a vostra signoria, pregando quella che anchora vogla fare durare uno pocho de faticha a fare retrovar quelo Vincentio «De speculo ystoriali» e farali vostra signoria cossa molto gratissima.

Corradino Giorgi riferisce di avere ricevuto insieme alle lettere i due libri inviati dal duca: li ha consegnati a Ludovico di Savoia, il quale ha molto apprezzato i volumi. Il duca sabaudo prega tuttavia Francesco Sforza che «anchora vogla fare durare uno pocho de faticha a fare retrovar quelo Vincentio “De speculo ystoriali”».
Se il «Vincentio “De speculo ystoriali”» può senza alcun dubbio essere identificato con lo Speculum historiale di Vincenzo de Beauvais [85], per l’identificazione degli altri due testi bisogna ricorrere a Savoia2, lettera datata 17 aprile nelle cui prime tre righe il duca sabaudo segnala a Francesco Sforza che «libros duos insignes et perpulcros, “Bibliam” sacram et Albertum “De natura animalium”, nobis vestro amore sincero transmissos, recepimus, unde graciarum acciones vobis merito decentes reddimus, reciproce ad grata parati». Uno dei due libri ricevuti da Ludovico di Savoia è dunque la Bibbia; per quanto riguarda il secondo, si tratta del Libellus de natura animalium dello Pseudo-Alberto Magno [86], che risulta attribuito ad Alberto Magno in una delle edizioni a stampa dell’inizio del XVI secolo [87].
I tre libri erano stati richiesti dallo stesso Ludovico di Savoia, come si legge in M44-13r [B], missiva del 9 aprile diretta a Corradino Giorgi nella quale è registrato quanto segue:

Per lo presente nostro cavallaro te mandiamo doy de quelli tri libri che tu ne rechiedesti per parte de quello illustrissimo signor duca, zoè la Bibia et Alberto Magno, li quali volemo debbii presentare da nostra parte al prefato signore, facendo nostra scusa che, se non sono così belli como soa signoria meritaria, ch’el ce perdoni, ma pigli la nostra bona voluntà verso sua signoria, avisandola che nuy gli havemo usato et facto usare ogni diligentia per ritrovarli belli et con gran fatica et sollicitudine se sono retrovati questi duy. Similmente ce excusaria perché non gli mandiamo el terzo libro, però che non se trova qua né in lo nostro paese simili libri et voressemo bene haverlo possuto trovare per satisfare al disiderio de sua signoria, […].

Il duca di Milano risulta spedire al suo ambasciatore la Bibbia e il testo di «Alberto Magno», «che tu ne rechiedesti per parte de quello illustrissimo signor duca», con il quale l’inviato deve scusarsi «perché non gli mandiamo el terzo libro», vale a dire lo Speculum historiale. Francesco Sforza sottolinea sornione che «non se trova qua né in lo nostro paese simili libri»: «al ricevente coevo, ne siamo certi, doveva risultare ben chiaro» dove fosse agevole reperire «simili libri» (non bisogna dimenticare che, come scritto in 8.8.3., i fogli 19-20 di Missive 44 e il registro dal quale essi provengono «furono concepiti per essere mostrati»). «Più arduo, invece, il compito del decifratore del XXI secolo» [88]. Trascurando per il momento i due testi consegnati a Ludovico di Savoia, dedichiamo la nostra attenzione al volume non spedito dal duca di Milano.

[84] Cfr. introduzione del paragrafo 1.
[85] Vincenzo di Beauvais, frate domenicano (1190-1264), continuò la tradizione degli enciclopedisti medievali. Il suo Speculum maius, che rispondeva agli interessi di un pubblico colto medio-alto, comprende quattro parti: Speculum doctrinale, Speculum historiale, Speculum naturale e Speculum morale, ma solo le prime tre sono autentiche. Il primo Speculum riguarda la discussione delle scienze e delle arti fino alla teologia; nel secondo, in cui la storia diventa autonoma e rilevante, la narrazione attraverso le sei età procede dalla creazione fino al 1254; il terzo contiene l’osservazione di molti eventi fisici. L’opera è un florilegio nel quale confluiscono, oltre alle fonti comuni alle altre enciclopedie, echi della cultura universitaria contemporanea (Tommaso e Alberto Magno) ed estratti di autori arabi ed ebraici, che Vincenzo contribuì a diffondere nel mondo latino. Ispirandosi ad Ambrogio, ogni Speculum è diviso in sei parti. Vincenzo di Beauvais fu precettore dei figli del re di Francia Luigi il Santo e ci ha lasciato uno scritto pedagogico Sulla educazione dei figli dei re o dei nobili.
[86] Per l’edizione del Libellus de natura animalium cfr. Davis (1958) e Carrega – Navone (1983: pp.195-347).
[87] Cfr. Navone (1983: p. 185).
[88] Vd. introduzione del paragrafo 5.

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