Giorgi2-Es

CORRADINO GIORGI A FRANCESCO SFORZA
19 gennaio 1458, Rumilly.

Iesus.*
Illustrissimo signore mio. Instando continuamente per la liberatione de domino Aloyse Bollero, non ho potuto havere altro como quelo ho scripto a vostra signoria per più mie lettere fino ala venuta del calvalaro prescente portadore, qual zonse quy da my a dy 23 del mese de decembre proximo passato cum le lettere de vostra signoria, in executione dele quale, cum ogni cura, solicitudine et diligentia a my possibile, replicay l’ambasata a questo illustrissimo signore, rechedendo la liberatione de dicto domino Aloyse, facendoli intendere vostra signoria esser obligata una cum tuta la liga alla tutella e defensione de dicto domino Aloyse e soa signoria esser similiter obligata a restituirlo impristino stato per vigore dely capituli dela liga etc. Unde soa signoria me recheste gly dese inscripto tuto quello gly havea exposto a bocha. Il che fece il dy sequente. Et tunc me disse che aspetarebe a farme resposta ala venuta del spectabile Andrea Maleta, lo qual sarebe da soa signoria fino a quatro ho sey dy, et tunc lo pregay he confortay quanto me fo possibile che gly piacesse fare ch’el prelibato Andrea venisse presto, però me rendea certo che, alduto havesse soa signoria dicto Andrea, che la mutarea preposito et scententia. Passato ly quatro he ly sey dy, instando la resposta, soa signoria remisse la cossa al Consciglio suo Scecreto, lo quale manda per my, rechedendome gly facesse clari dela ahderentia de dicto domino Aloyse e dely capituli dela liga, aly quali gly dedi le copie e dela ahderentia he dely capituli, gly quali dissero gly vederebeno e poy me farebeno resposta. Et io gly pregay gly vedesseno bene e maturasseno bene la cossa e poy che confortasseno he conscigliasceno il suo signore alo honore he utilità de soa signoria et ch’era certo soe magnificentie intendere molte bene la cossa et de quanto carcho e pesso era. Isto medio che questi videvanon queste scripture, zonsse Andrea Maleta, lo qual he al suo signore he aly magnifici signori del Consciglio referite ogni cossa et magnifice he ha facto intendere a questo signore la bona dispositione et voluntà e lo bono amore de vostra signoria versso soa signoria è esser talle e tanto, che soa signoria non debe volere credere che vostra signoria volesse sufrire né patire alcuno suo displicere. He anchora gly ha facto intendere la obligatione ha vostra signoria ala tutella de dicto domino Aloyse et similiter la obligatione ha soa signoria a restituuirlo in pristino stato. Et àgly durato e dura una grande faticha cum una bona diligentia. Et stando impraticha he in discusione dela resposta me devevan fare e dare, me retrovay cum monsignore lo mareschalcho, lo qual in questo facto altre volte lo retrovay molto rigido e aspero e disse de male parole, dele quale tunc ne avisay vostra signoria. Non atendendo ale parole passate, di novo lo confortay volesse essere propitio ala liberatione de domino Aloyse, dicendoli che farea cossa gratissima a vostra signoria e che vostra signoria facea casso de luy como de fratello e, quando vostra signoria sapesse de fare cossa alcuna gly fosse grata, che la farebe voluntera he de bona vogla et molte altre parole presuasive, pregandolo volesse instare per la liberatione de domino Aloyse e fare che questo signore, non obstando che dicto domino Aloyse in aliquo non scia obligato a soa sigoria, ne compiaza a vostra signoria, però che, sce haverà delinquito contra soa signoria he a vostra signoria ne consta, che non mancho dispiazere ne receverà, como sce contra vostra persona propria havesse delinquito, he che vostra signoria con ogni studio, cura he diligentia sce adoperarà a fare che non passa impunito, et anchora, quando non havesse falito, vostra signoria sce adaptarebe a conservare lo honore de soa signoria, lo qual vostra signoria caripendea como proprio. Tunc, humiliater aliquantulum, me resposte esser aparichiato semper a fare cossa fosse grata a vostra signoria he che al prescente non era possibile a questo signore fare quelo rechedea vostra signoria, però che, prima vostra signoria me mandasse da soa signoria, gly erano stati ly ambasatori del re Renato, ly qualy, he a bocha he per lettere, gly haveano rechesto la liberatione de misere Aloyse, digandoli che proditorie lo havea facto prendere e che, sce non lo liberava, che lo disfidava e molte altre menaze. Aly quali soa signoria gly havea resposto che iuste et sancte lo havea facto e, che cusì paresse fosse vero, che comettea la cognitione de questo facto al re de Franza, quale era suo cognato e al quale apertinea questo facto cusì como a luy, e perciò havea mandato domino Umberto Valueto dal predicto re de Franza e lo re Renato gly havea mandato Iohanne Cossa, lo qual dice havere dicto molte cosse he falsse et anchora che soa signoria vole iustificare la cossa aciò non para scia proceduto como signore capitoxe he voluntaroxo e che anchora non era iustificata e ch’era bisogno la cossa fosse uno pocho longa, scì per aspectare la determinatione del re di Franza, scì etiam perché gly bisogna tore informatione in quele parte, le quale sono pur uno pocho lontane. Al quale io resposto che per questo soa signoria non deveva restare de compiacerne, però che, quando soa signoria fece quela resposta, non era informata dela ahderentia ha cum vostra signoria e dely capituli dela liga per ly quali soa signoria hè obligata, como ho sopra dicto, e per questo lo prelibato re de Franza non haverea casone de gravarsse e, benché la cossa non scia anchora iustificata, che vostra signoria prevederea in modo che lo honore de soa signoria sarea servato he scuxo, unde esso m’è resposto che non me dava però quelo per resposta et che volea che soa signoria me la desse. Unde poy lo pregay me fazese spazare e cusì ha facto questo signore: me ha facto fare resposta per lo suo Consciglio, inter ly quali esso monsignore mareschalcho era lo primo et, tanquam primus de Conscilio et nomine totius Conscilii, me fece resposta e quela medesciama havea facto a my et in propriis verbis, aly quali resposte como ho sopra dicto, advisando vostra signoria che domino Andrea gly ha facto como afectionato a vostra signoria he, scecundo da esso intendo, che meglio de me lo pote sapere, le cosse sortirano bono effecto, ma sarà longo uno pocho, del che molto me recresche, però che solum vene fornito per uno mese. Nondimancho, pur che faza cossa scia grata e piacere a vostra signoria, como semper hè mia intentione de fare, non me recrescherà faticha né disturbo né necessità che patischa, ma ben prego vostra signoria gly piaza fare provedere possa stare, sce sarà bisogno, he levarme, anchora ala voluntà e piacere de vostra signoria. Item, al facto de queli da Coconato ly sopra scritti signori del Consciglio, nomine domini, me hano resposto che ho per Andrea Maleta ho per altri imbrevi farano sce leverano questi stimuli dale orichie de vostra e soa signoria e in modo che vostra signoria restarà contenta. E circha a questi facti non ho possuto havere altro. Ulterius, dicto monsignore mareschalcho, nomine quo supra, me ha rechesto et pregato vogla confortare e pregare vostra signoria vogla dessitere ala rechesta fa al magnifico cavalero domino Iacobo da Vischo, però ch’è homo vasallo he feudatario de questo signore. Io, como quelo che de ciò non ho comissione he anchora che non intendo altramente la cossa, gly resposte che de ciò non havea comissione alcuna, ma ch’era certo che vostra signoria non rechedea sce non lo debito he iusto, ma, nondimancho, de tuto quelo me direbeno he darebeno io de bona vogla ne avisarea vostra signoria. E sopra di ciò me ha facto dare la copia de una lettera mandata per vostra signoria a quelo cavalero, la quale mando introclusa a queste. Item, a questa introclusi sono alcuni scripti ly quali za più dy fa ho habuti da domino Aloyse, la continentia dely quali per mie lettere n’azo advisato vostra signoria, le quale, dubitando non scian ben capitate, mando li scripti per ly quali vostra signoria intenderà la continentia de quele, benché più clare e largamente gly haverea intexo per le dicte mie lettere. Item al dy prescente sonto advisato per la dona de dicto domino Aloyse per uno Constantio Gualtero** che Iohanne Cossa ha scripto che lo re de Franza manda uno ambasatore da questo signore, quale debe havere dicto domino Aloyse ala prescentia de soa signoria e ly discutire tuto quelo del che fo imputato, il che fino al dì prescente, scecundo posso intendere he anchora afermeno loro, non pono iustificare, quantumcumque circha de ciò laborano ogni hora. Item sapia vostra signoria che la via havea de avisare domino Aloyse he esso my hè tagliata, però ch’el famiglio quale portava le lettere hinc inde hè retenuto asay più strecto che domino Aloyse. Item da Michele de Pimonte ho intexo che lo ilustre signore Alesandro hè conzo cum lo re de Franza. Altro non acade, ma prego vostra signoria me faza presto advisare de quelo ho a fare. Me recomando semper a vostra signoria, la quale Dio conservat et augeat ad vota. Datum Remiliaci die 19 ianuarii 1458.
Eiusdem dominationis dominationis vestre fidelis servuus Conradino de Georgiis cum recomendatione etc.

* Si noti che dal punto di vista cronologico Giorgi2-Es, la quale esordisce con un richiamo a Gesù, è immediatamente successiva a SG3, minuta in cui si accenna alle «dece prese» e nella quale, come si legge nelle note A e B, «sopra “per” si trova una piccola “X”» e «che», in realtà scritto «ch», non è depennato.
** Questo accenno a «uno Constantio Gualtero» consente di escludere Giorgi2-Es dalla Serie Giorgi Sforza, perché di «Consantino Gualtero da Saveglano» si è già parlato in GS1, mentre con l’articolo indeterminativo «uno» è come se si volesse suggerire che sia la prima volta che si parli di «Constantio Gualtero».
In Giorgi6-Es si legge invece correttamente «da quelo Constante Galatero del quale ho scripto ala signoria vostra altre volte», perché di «Constante Galatero» si è già parlato in Giorgi2-Es. Poiché dunque Giorgi6-Es risulta collegata a Giorgi2-Es e poiché GS1 esclude quest’ultima lettera dalla Serie Giorgi Sforza, ne consegue che anche Giorgi6-Es non può fare parte della stessa serie.

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