Giorgi7-Es-Min

CORRADINO GIORGI A FRANCESCO SFORZA
26 Gennaio 1458, Rumilly. Minuta di mano del decifratore, non di Corradino Giorgi.

Illustrissimo signor. Per Filipo cavallaro ho ricevuto le lettere de vostra signoria a dì XX del presente cum la polvere et ho inteso la continentia et lo modo se debe servare in adoperare dicta polvere, il che farò intendere alo amico, s’el sarà possibile, benché sento certo sarà difficillissima cosa, però è secata la via qual havea del famiglio suo che portava le littere hinc inde, perché non fide lassato più insire, et a miser Aluyse Bolero non se pote parlare per neguna altra via, como per mie altre ho scripto a vostra signoria, per le quale intenderà la prelibata signoria vostra più largamente. Poy, a XXV del presente, per lo Boffa cavallaro ho ricevuto le lettere de vostra signoria,[1] ale quale respondendo dico che prima lo amico habia la polvere, havendo lo modo, il che non credo sarà possibile, como ho sopra dicto, gli farò molto bene intendere quanto me scrive vostra signoria et, intendando ch’el pensero reuscire senza scandalo, gli farò porgere la polvere et ordinarò la cosa per modo che sortirà bono effecto et senza scandalo et imputatione de vostra signoria et, vedendo non habia fundamento, ma ch’el se voglia mettere ala ventura, gli dissuaderò non lo faza et anchora non gli farò porzere la polvere, adciò non habia cason de fare, ma sonto certo non sarà bisogno usare la dicta polvere, però che al mio iudicio li facti soy sono in boni termini, como ad plenum intenderà vostra signoria per quel li scrivo per l’altro cavallaro et anchora per littere del spectabile Andrea Maleta et forsi a bocha, però debe venire da vostra signoria et presto, secundo io intendo. A questa hora ho inteso che qui se aspetta ambassatori de dì in dì del re de Franza, quali veneno per condure miser Aluyse dal prenominato re, unda era suo desiderio, como ha potuto intendere vostra signoria per quello ho scripto et anchora intenderà per li scripti de miser Aluyse, li quali ho mandati a vostra signoria. Et questo è la resposta ha fatto el re de Franza al’ambassatore de questo signore, lo qual è retornato, como per altre mie ho advisato vostra signoria, lo qual anchora de presenti fide remandato dal predicto re, ma non intendo la casone. Item, da quelli erano con lo dicto ambassatore ho inteso el signor Alexandro esser andato in Flandra dal duca de Burgundia. Altro non intendo de esso. Quello seguirà deli facti de miser Aluyse et quello intenderò del signor Alexandro et così d’ogni altra cosa ne advisarò dietim vostra signoria, ala quale devotamente me recomando, pregando quella gli piaza farme providere possa stare qua, s’el sarà bisogno et piacerà a vostra signoria, la quale Idio per sua gratia conservat et augeat ad vota, ala qual iterato me recomando. Remiliaci die 26 ianuarii 1458.
Conradinus de Georgiis.

[1] La minuta è interessata da un errore di datazione in una lettera del 18 aprile 1458, nella quale Corradino Giorgi scrive: «Ho intexo quanto sce grava la signoria vostra de mi non habia visitati questi signori ambaxatori del re de Franza quali erano qui he la iniuntione me fa la signoria vostra, la qual statim haverea exequita sce gli fosano stati, ma erano zà partiti, como ha potuto intendere la signoria vostra per una mia data a desdoto del passato, ma, aciò la signoria vostra intenda alchuna cosa dela casone dela mia negligentia, hè stato però che, havendo scripto de molti giorni avanti la loro venuta, io avisai la signoria vostra per molte mie letre he dela ambasciata haveano facti e delo aviso havea da Guliermo Bolero, qual era cum essi, e per alchune de esse mie letre pregava la signoria vostra gli piazese farme dare adviso de quanto havea a fare, unde mai non have resposta de letre mandase ala signoria vostra da dì vintasei de zenaro fina a octo de marzo».
L’ambasciatore segnala di avere avvisato Francesco Sforza della partenza degli ambasciatori francesi con una missiva «data a desdoto del passato», ma commette un errore di datazione, perché la lettera cui si riferisce è del 28 marzo. Indotti dallo sbaglio evidenziato a verificare l’esattezza o meno della seconda data indicata nelle parole sopra riportate, si scopre che, quando Corradino Giorgi segnala di non avere avuto risposta «de letre mandase ala signoria vostra da dì vintasei de zenaro fina a octo de marzo», cade in un altro errore. La prima data deve infatti essere corretta in 25 gennaio, perché nella minuta qui riportata l’inviato sforzesco avvisa che «a vintacinque dil prescente per lo Boffa cavalaro ho recevuto le littere dela signoria vostra».
Il secondo sbaglio presente nella lettera del 18 aprile serve a portare l’attenzione del lettore su GS4 e quindi sulla minuta qui edita, facendogli scoprire che dal punto di vista della cronologia redazionale la seconda, che non è una decifrazione, non segue la prima, bensì la precede in quanto minuta.

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