1. Nucleo 1

1.
Nel presente paragrafo si prendono in considerazione le citazioni di altre lettere presenti nelle missive ducali.

1.1. CG2/FS1
La prima di esse è FS1 (11 gennaio 1458) e segnala la ricezione di CG2 (16 dicembre 1457). È possibile stabilire questa relazione dall’incrocio fra legame tematico e legame grafico. Tema comune alle due suddette lettere è l’invio di una «polvere per fare dormire». In CG2, riassumendo il contenuto di «lettere» di Ludovico Bolleri, l’ambasciatore milanese aveva scritto: «dice vorea che la signoria vostra gli facese havere qualche pulvXXXere che facese dormire per quatro ho se hore». In FS1 leggiamo: «mandiamo lo presente nostro cavallaro cum la polvere da fare dormire che tu ne hay richiesta». Il legame grafico è dato dal fatto che in FS1 è scritto: «Havemo ricevuta la tua lettera in zifra» e CG2 è una lettera in cifra. Il riferimento al portatore della lettera contenuto in FS1 («quelli del conte Franchino Rusca») non è di aiuto nell’instaurare una relazione con CG2, dove leggiamo che le lettere sono inviate «ala ventura».

1.2. CG3/FS2
FS2 si riferisce a CG3. Il legame è cronologico e tematico. Il duca di Milano ha ricevuto una lettera del «XXIII del passato»: potrebbe trattarsi di CG3. La conferma al proposito viene dal legame tematico, consistente in diversi temi accomunanti le due lettere.
Tema A: liberazione di Ludovico Bolleri.
In CG3 si legge: «Con quanta instantia sapia ne possa fare per la liberatione de domino Aloyse Bollereo a questo illustrissimo signore, non posso havere havere da soa signoria altro che quelo ho scripto a vostra signoria». In FS2: «Havemo ricevuta la tua littera de dì XXIII del passato et inteso quanto tu ne scrivi. Respondendo ad quella et, primo, ala parte de misser Aluyse Bolero, te dicemo che per altre nostre littere haveray inteso quanto tu hay ad exequire per la liberatione sua et como».
Tema B: tentativo di fuga di Ludovico Bolleri.
CG3: «Per lettere de domino Aloyse sonto advisato he pregato advisa vostra signoria, le quale non mando, perché queste mando ala ventura, et primo che ad ogni modo faza vostra signoria l’abia de una pulvere che faza dormire per spatio de zinque ho sey hore, per fare dormire questi che guardano, como ho per altre mie scripto a vostra signoria. Et fa perché vorebe fugire […] et vorea piglare una de doe vie, confortandolo la vostra signoria lo faza: l’una vorea andare a capitare a uno locho che sce chiama Saselo […] è supra il Rodeno he ly vorea havere una bona fusta con sey navaroli galiardi, scorti de l’aqua he scecuri, forniti de reme, de victualia et de ogni altra cossa necessaria per doy dy, he vorea venire suxa per Rodeno […]; l’atra via hè andare a Buseria, ch’è in del Dalfinato […], he a questa Buseria vorea havere una fusta, como ho sopra dicto». FS2: «perché hora tu ne scrivi che misser Aluyse dice che, venendoli facto el modo ch’el cercha de fugire per la via de dicta polvere et confortandolo nuy ad questo, el voria pigliare una de doe vie, zoè andare a Sasello overo ad Busena nel Dalphinato per la via del fiume del Rodano mediante la provisione d’una barcha fornita d’homini et de victualie etc., dela quale barcha voria che nuy facessemo la provisione, dicemo […]».
Tema C: Giovanni de Mansy.
CG3: «Al prescente hè stato qui uno Iacobo de Mansim»; prosegue riferendo due colloqui avuti con quest’ultimo concernenti il fratello di Francesco Sforza, Alessandro, e il parentado dal duca di Milano concluso con il re d’Aragona, Alfonso il Magnanimo. FS2: «Ala parte de quello Iohanne de Mansin che è venuto de Franza et che te ha parlato circha li facti de Alexandro nostro fratello et circa el parentado havemo facto con lo serenissimo re de Ragona etc.».

1.3. FSX/FS1-FS2
In FS1 si legge: «ne comendiamo la diligentia tua et non te facemo altra risposta al presente, perché per altre nostre lettere haveray inteso quello che hay ad fare». Si può presumere si tratti delle stesse lettere cui viene fatto riferimento in FS2: «per altre nostre littere haveray inteso quanto tu hay ad exequire per la liberatione sua et como». Queste lettere non sono state reperite presso l’Archivio di Stato di Milano. Poiché un altro riferimento ad esse si trova in CG4, se ne tratterà più avanti.

1.4. FSA/FS1
Sempre in FS1 si legge: «la quale [polvere] se vole operare et dare secundo el tenore dela inclusa scriptura». Si fa riferimento ad uno scritto del 10 gennaio 1458 dal titolo: «Lo modo da dare la polvere da far dormire le guardie etc.».

1.5. FSA-FS1/FS2
FS2 si riferisce a FS1 e FSA per mezzo del legame tematico della polvere per fare dormire. In questa lettera infatti è scritto: «Dapoy te havemo mandato la polvere da fare dormire che tu ce richiede». Era appunto insieme a FS1 ed FSA che la polvere era stata inviata. Interessante, come vedremo, è questo riferimento non alle lettere inviate, ma alla polvere con esse mandata.
In conclusione del paragrafo forniamo la seguente tabella in cui viene indicato a quali lettere si riferiscano le missive di Francesco Sforza.

CG1

CG2

FSX

CG3

FS1

FSA

FS2

FSX

FS1

X

X

X

FS2

X

X

X

X

2.
Verifichiamo ora quali siano i riferimenti ad altre lettere nelle missive di Corradino Giorgi.

2.1. CGX/CG1
Definiamo CGX una lettera o più lettere dello stesso Corradino Giorgi a cui CG1 si riferisce. CGX non è stata reperita presso l’Archivio di Stato di Milano. I riferimenti di CG1 a CGX sono tematici e sono tre. Dopo ciascun riferimento a quanto scritto in CGX CG1 espone nuove informazioni. Ecco come: «Item, questi dì passati scrissi a vostra signoria de queli arzeri e provisinati fazea metere in poncto questo signor he anchora de ly lochi dove sce rasonava andavano, del che non gly era certeza; noviter, per ly arzeri he proviscinati ch’erano mandati che sono retornati indrecto, ch’erano andati per fornire Zentallo e torllo fora de le mane de Arcimbaldo, lo qual non gly ha voluto acceptare, imo tuti ly altri che herano dentro aposta de questo signor ly ha cazato via he solum hè restato luy cum ly soy guaschoni he dice che l’è suo he che volle stare ly he ch’el deverà cavare de ly lo caverà cum ly pedi innante»; «Insuper, scrisse a vostra signoria como ly anglesi erano smontati a terra in Normandia molti grossi. Il che continuamente sce conferma he dicesse hano facto asalto ad una terra grossa, el nome de la qual io non lo sazo, he l’ànno presa, obtenuta e asacata et tuta brusata, he tuta via sce dice sce fanno in nanti. Che provisione gly faza il re, non sce ne parla.»; «Scrisse anchora a vostra signoria che ly Bernesi venieam, he molti grossi, a petitione de questo signor he che non potea intendere qual camino fusse lo suo he che Michael de Pedemonte hera andato a Genebra per incontrali ly e per condurli he esserly capo he guida. Noviter, intendo sono restati he dicto Micheal retornato in drecto he de qua he de essi non sce fa più moto».

2.2. CG1/CG2
Possiamo passare ad analizzare una anomalia presente
L’uso in FS1 e FS2 del termine «lettera» al singolare non può essere casuale e lasciare indifferenti, non solo perché, come scrive Senatore: «Gli ambasciatori citavano le lettere ducali usando quasi sempre il femminile plurale» (Senatore, 1998: 180) – anche se in questo caso è il duca di Milano a citare missive di un suo ambasciatore -, ma soprattutto perché, poco dopo, in FS3 leggiamo «lettere» riferito a CG5, ossia ad una sola lettera. Si potrebbe sostenere che le relazioni CG2/FS1 e CG3/FS2 siano, in virtù dei legami tematici su esposti, così strette ed evidenti, da obbligare all’uso del sostantivo «lettera» al singolare, parendo quasi insensata la parola «lettere» al plurale. Tuttavia, come si vedrà, anche il legame CG5/FS3 è molto chiaro, talmente chiaro che non si capisce perché anche in questo caso non ci si sia sentiti obbligati ad utilizzare «lettera» al singolare. Pare quindi giustificato cercare di proporre una spiegazione per questa anomalia.
Nelle uniche due missive di Francesco Sforza in cui ricorre il termine «lettera» al singolare si fa riferimento a dispacci del suo ambasciatore nei quali è riferito il testo di lettere di Ludovico Bolleri. Notiamo poi come a fronte del termine «lettera» al singolare (proprio quella «lettera», non altre) vi sia la seguente singolare imprecisione. In FS1 la polvere per fare addormentare i guardiani risulta richiesta da Corradino Giorgi, ma in CG2 è Ludovico Bolleri a formulare questa richiesta per mezzo di lettere. L’ambasciatore milanese è solo il tramite della richiesta, non il richiedente. Anche in FS2 non troviamo nessun riferimento a lettere scritte: «perché hora tu ne scrivi che misser Aluyse dice che», mentre Corradino Giorgi aveva scritto: «Per lettere de domino Aloyse sonto advisato he pregato advisa vostra signoria».
Francesco Sforza non pare per nulla interessato alla presenza in CG2 e CG3 di ampi riferimenti a lettere di Ludovico Bolleri. Ciò che gli preme, e che lo porta ad utilizzare il termine «lettera» al singolare, è unicamente il tentativo di fuga. Vi è da chiedersi se invece l’organizzazione di questo tentativo di fuga non possa essere un escamotage narrativo del quale il duca di Milano si serva per celare il suo reale intento: fingere di mostrare parte del contenuto di vere lettere scritte da Ludovico Bolleri.

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