14.1. La lega di Borgogna

La corrispondenza di Francesco Sforza con Giacomo Ventura si rivela interessante anche per altri motivi, soprattutto rispetto alla «congrega […] “della quale facevano parte Filippo il Buono, il delfino Luigi e Francesco Sforza”» [119]. In VeS1, minuta del 4 luglio di Giacomo Ventura, si legge infatti: «Per la morte del re è finita la lega di Borghogna», mentre cinque giorni più tardi lo stesso Ventura riferisce al duca di Milano che «Borgogna, che è in bonissima dispositione con la sacra maestà del re di Francia per la morte del re da Raona, suo collegato, di che perde riputatione assai, ora di miglior voglia viverrà». Bisogna inoltre considerare che, riferendosi a questo stesso periodo, Gaston du Fresne du Beaucourt scrisse: «Au mois de juin, des conférences furent tenue à Calais entre le comte de Warwick et des ambassadeurs du duc de Bourgogne, qui ne tarda pas à envoyer une ambassade en Angleterre. Il est fort probable que, dès ce moment, une convention secrète fu passée par le duc avec le parti Yorkiste» [120]. Grazie a Giacomo Ventura veniamo dunque a scoprire l’esistenza di una lega di Borgogna di cui facevano parte il duca di Borgogna Filippo il Buono e il re d’Aragona Alfonso il Magnanimo, alla quale Gaston du Fresne du Beaucourt permette di aggiungere il partito yorkista inglese. A questa lega non era certo estraneo il delfino di Francia, perché, come ricorda Ilardi, «from his new headquarters» in Borgogna, «Louis kept in contact with all the enemies of the king, and particularly with the Yorkist leaders in England – the Duke of York and the war hero, the Earl of Warwick – who wished to dethrone the semi-demented Lancastrian king, Henry VI, and his unpopular queen, Margaret of Anjou, daughter of René» [121]. La «congrega […] “della quale facevano parte Filippo il Buono, il delfino Luigi e Francesco Sforza”» si arricchisce dunque di due nuovi protagonisti: il re d’Aragona Alfonso il Magnanimo e il partito yorkista inglese. Il quadro internazionale sin qui delineato è confermato da quanto scrive a Francesco Sforza Antonio da Cardano in CS8, lettera datata 8 giugno nella quale con «re de Inglitera» non deve intendersi Enrico VI bensì l’avversario Riccardo di York:

Guillielmo di signori de Antesano, prexo ha Taurino, che vene de presente dal Delfinato, ha intexo da Gabriel de Bernezio, signore de Targi, quale è camererio e del Consilio dela maiestà del re de Franzia e che andava dal re de Franza per parte de monsegnore de Giaton, gubernatore del Delfinato, che dito .. gubernatore sa che lo .. duca de Borgogna, lo re de Inglitera, la maiestà del re de Aragona e lo .. duca de Savoya hano fato liga insema et che adesso l’ambasaria del .. duca de Savoya va Milano per fare liga cum l’illustrissimo signore duca de Milano a destructione del re de Franza.

[119] Vd. 8.1.2.
[120] Fresne de Beaucourt (1891: p. 270). L’informazione è riportata da Senatore (1997: p. 638), che scrive: «Nella prima metà del 1458 il timore di un attacco inglese, che spinse il re di Francia a intensificare i preparativi difensivi, fu accresciuto dalle notizie di contatti del partito yorkista con il duca di Borgogna, presso il quale si trovava il delfino di Francia».
[121] Ilardi (1959: p. 158).

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